Risposta
per interrogazione nr. d'ordine 16
da Francesca Zaccariotto
Premesso che l’ambasciatore Tilman J. Fertitta è un agente diplomatico regolarmente accreditato presso il Quirinale e, in quanto tale, ha diritto, in base alla “Convenzione di Vienna” del 1961, di muoversi liberamente in tutto il territorio nazionale così come di adeguate misure di protezione da parte del Governo italiano che sono assicurate da personale della Polizia di Stato della Questura di Roma.
Preso atto che l’ambasciatore Fertitta ha programmato, in occasione del 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, un viaggio lungo le coste italiano denominato “Freedom 250 Coastal Diplomacy Italy Tour” e che nell’ambito di questo viaggio è stata prevista una sosta a Venezia tra il 17 e il 22 luglio 2026 dello yacht di proprietà del diplomatico americano denominato “Boardwalk”.
Considerato che lo yacht, dopo attente valutazioni in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e indicazioni del Cerimoniale della Repubblica, è stato ormeggiato sul tratto iniziale ) verso i giardini della Biennale) della banchina “Sette Martiri” ove si affacciano la sede del CNR e i “giardini della marinaressa”, banchina portuale di 310 metri in concessione alla Venezia Terminal Passeggeri s.p.a., normalmente deputata ad ospitare questo tipo di imbarcazioni.
Rilevato che la Riva Sette Martiri proprio per la sua destinazione portuale e per la decisione del concessionario di non rinunciare a tali accosti, da oltre un ventennio non è utilizzata nella «notte famosissima» per la visione dei fuochi d'artificio tanto che non rientra nelle zone contingentate istituite per garantire la "safety" dei partecipanti agli eventi secondo le indicazioni delle circolari del Pref. Gabrielli, Capo Dipartimento della Pubblica Sicurezza, del Pref. Frattasi, Capo Dipartimento dei VV.F. e del Pref. Morcone Capo di Gabinetto del Ministro degli Intemi, nonché con le integrazioni del Pref. Piantedosi, anch'esso Capo di Gabinetto del Ministro dell'Interno ed ora Ministro, aree contingentate che arrivano fino al ponte di San Biasio.
Rilevato che le rive pubbliche sono state tutte fruibili durante lo spettacolo pirotecnico della festa del Redentore e che la zonizzazione é funzionale a prevenire possibili gravi turbamenti della sicurezza collettiva cosi come successo a Torino in occasione dei fatti di Piazza San Carlo (2 morti e oltre 1.000 feriti) in occasione di una finale di Coppa dei Campioni, e nulla c'entra con la visita in città dell'ambasciatore Fertitta.
Appurato che la permanenza del rappresentante diplomatico degli Stati Uniti non è stata di particolare rilevanza e si è inserito in una cornice di sicurezza garantita per la contestuale presenza in città dell'Ambasciatore di Gan Bretagna, dell'ambasciatore di Israele e del Console Generale di Cina, le cui presenze, non avendo avuto uguale rilevanza mediatica, sono passate pressoché inosservate in città.
Considerato che anche il diritto costituzionale a manifestare il dissenso è stato garantito: il «Laboratorio Occupato Morion» ha preannunciato, per il 17 luglio 2026, giorno dell'arrivo dello yacht del diplomatico, una pubblica manifestazione che partendo da campo San Zaccaria, doveva percorrere la riva degli Schiavoni, la riva di Ca di Dio per giungere a riva Sette Martiri; il Questore di Venezia, contemperando il diritto dei manifestanti a rappresentare il loro pensiero con le esigenze di sicurezza del Diplomatico Fertitta ed avvalendosi dei poteri a lui riconosciuti dal T.U.L.P.S. e dalla legge 121/1981, con proprio decreto del 15 luglio 2026 ha prescritto ai promotori della manifestazione di limitarla al ponte della Veneta Marina
Verificato che la prescrizione del Questore non è stata rispettata da un gruppo di manifestanti che, protetti da canotti ed altri gonfiabili, hanno tentato di forzare il blocco in testa a riva Sette Martiri da parte dei reparti organici della Polizia di Stato; ne è conseguita una rapidissima scaramuccia dopo di che, con l'assenso del Dirigente dell'Ordine Pubblico, i manifestanti hanno percorso la Via Garibaldi concludendo la manifestazione, senza incidenti, in prossimità della fontana con il monumento all'Eroe dei Due Mondi.
Rilevato infine che nei giorni successivi, dal 18 al 22 luglio 2026, la riva Sette Martiri è stata liberamente fruibile da chiunque ne avesse interesse con modeste limitazioni a ridosso della riva cosi come succede ogni qual volta vengono ormeggiati yacht battenti bandiera di paesi extracomunitari
Alla luce di quanto sopra descritto ritengo che le questioni espresse nell’interrogazione siano state pienamente prese in considerazione e che sia stata assunta ogni misura volta a prevenire situazioni critiche di decoro e sicurezza pubblica rispettando la fruizione degli spazi pubblici e delle rive, garantendo il diritto costituzionale a manifestare dissenso e rispettando lo svolgimento della Festa del Redentore.
Città di Venezia