Interrogazione nr. d'ordine 24
Sara Visman
Tipo di risposta richiesto: in Commissione
Premesso che
l'Archivio Storico del Comune di Venezia, chiamato anche Archivio Storico della Città di Venezia, ha sede nel complesso dell'ex Monastero della Celestia, sito nel Sestiere di Castello al 2737/A;
il Comune di Venezia è proprietario della porzione settentrionale del complesso, mentre le restanti parti risultano di proprietà del Demanio dello Stato;
l'Archivio Storico conserva la documentazione cartacea relativa ad atti, deliberazioni, carteggi e corrispondenza prodotti dalle Municipalità di Venezia a partire dal 1806, nonché la documentazione proveniente dagli ex Comuni di Pellestrina, Burano e Murano, rispettivamente dal 1923 e dal 1924, a seguito della loro soppressione quali Comuni autonomi e conseguente annessione al Comune di Venezia;
Per il rilevante valore storico, amministrativo e giuridico, l'Archivio rappresenta un importante punto di riferimento per studiosi, ricercatori e per un numero crescente di professionisti, che vi accedono per acquisire documentazione e informazioni storiche, in particolare in materia urbanistica ed edilizia, ai fini della predisposizione di asseverazioni e altre pratiche tecniche;
vari organi d'informazione riportano la notizia secondo la quale, il Demanio sarebbe pronto a cedere la proprietà a favore dell'ESU di Venezia per aumentare l'offerta di posti letto dedicati agli studenti. Tali valutazioni sarebbero state approfondite anche con un sopralluogo dell'area interessata senza che il Comune ne fosse stato messo al corrente;
considerato che
Il 26 ottobre 2021nel corso della seduta della Commissione VI, congiunta con la VII, in risposta all'interrogazione depositata a prima firma dalla sottoscritta il 5 aprile 2021 (Allegato1), l'Assessora al Patrimonio pro tempore, descrivendo l'archivio come patrimonio eccezionale, riferiva che l'Amministrazione era in attesa, da parte degli uffici del Demanio, di una bozza di Protocollo d'Intesa volto a disciplinare la collaborazione tra il Comune, l'Agenzia del Demanio e l'Agenzia delle Dogane per il recupero dell'intero Compendio della Celestia attraverso lo strumento del federalismo demaniale culturale;
L'accordo, maturato a seguito di diversi incontri e della disponibilità manifestata dall'Agenzia del Demanio e dall'allora MiBACT, prevedeva la possibilità per il Comune di presentare un nuovo progetto di fattibilità. Tale opportunità si era resa necessaria poiché il precedente procedimento era stato archiviato in conseguenza della mancata presentazione, nei termini previsti, del progetto di fattibilità richiesto per il completamento dell'iter relativo ad una precedente richiesta di acquisizione tramite federalismo demaniale culturale;
Il nuovo progetto aveva l'obiettivo di insediare nei locali dell'Archivio Storico una scuola di formazione dell'Agenzia delle Dogane e di trasferire il materiale archivistico nella porzione del Compendio di proprietà del Comune. L'Assessora precisava inoltre, che gli interventi di riqualificazione dell'intera area interessata sarebbero stati interamente a carico dell'Agenzia delle Dogane;
dopo quelle anticipazioni avvenute durante la Commissione i consiglieri comunali commissari non hanno più avuto ragguagli ne' avuto notizie di tale accordo e del suo seguito;
visto che
l'archivio storico della Celestia è per legge riconosciuto come bene culturale ai sensi del D.Lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), art.10,comma 2,lett. b, “gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali...”)
l'art. 20, comma 2, dispone che «gli archivi pubblici (...) non possono essere smembrati» e che il successivo art. 30, al comma 4, impone agli enti pubblici l'obbligo di conservare i propri archivi nella loro organicità e di provvedere al loro ordinamento e inventariazione;
ritenuto che
il complesso della Celestia abbia avuto enorme importanza nelle vicende legate alla Città, tanto da essere entrato nella memoria cittadina come luogo identitario, di cultura e ricerca;
i documenti conservati nell'Archivio Storico sono parte integrante di questa memoria;
la preoccupazione sul futuro del prezioso materiale archivistico è la questione prioritaria su tutto ciò che è stato fino a qui descritto;
si interrogano Sindaco e Assessori competenti
- Se il Comune sia all'oscuro di quanto riportato dagli organi d'informazione.
- Di relazionare urgentemente se il protocollo annunciato nella Commissione dell'ottobre del 2021 avesse avuto un qualsivoglia seguito e quale fosse stato.
- Perché la Commissione competente non sia stata messa al corrente delle modificazioni all'accordo, qualora queste ci fossero state, successivamente alla risposta in Commissione del 26/10/2021.
- Se gli edifici, di proprietà comunale, nei quali, da intenzione, avrebbe dovuto essere trasferito il materiale archivistico, siano stati oggetto di restauro dal 2021 ad oggi e quindi in grado di accoglierlo.
- Come si pone il Comune rispetto a questo drastico cambio di rotta del Demanio che fa, di fatto, tramontare tutte le intenzioni e i propositi illustrati nella succitata Commissione consiliare e perchè non è stato comunicato nulla ai commissari e, in generale, ai consiglieri comunali e della Municipalità di Venezia
- Se il Ministero dei beni culturali e la Soprintendenza siano a conoscenza del protocollo/progetto di recupero del 2021 e della situazione attuale, così come riportata dagli organi d'informazione e se il Comune intenda acquisire un loro parere su come intendano procedere alla luce delle disposizioni del D.Lgs. 42/2004 relative agli archivi storici.
Allegati: Allegato 1
Città di Venezia