Interrogazione nr. d'ordine 6
Nicola Pellicani
Nr. d'ordine: 6
Data pubblicazione: 29-06-2026
Data scadenza: 29-07-2026
Proponente: Nicola Pellicani
Altri firmatari: Giulia Albanese, Danny Carella, Alberto Fantuzzo, Andrea Martella, Emanuele Rosteghin, Giuseppe Saccà, Camilla Seibezzi, Paolo Ticozzi, Gianluca Trabucco
Referente: Sindaco Simone Venturini (dal 29-06-2026 Assessore Paolo Romor)
Tipo risposta richiesta: scritta
Oggetto: Eventi meteorologici estremi provocati dai cambiamenti climatici. Urgenza di definire un piano strutturale che comprenda azioni quali rifugi climatici, piantumazione di nuovi alberi, servizio di trasporto gratuito, una piattaforma e un’app dedicate e interventi di depaving
Oggetto: Eventi meteorologici estremi provocati dai cambiamenti climatici. Urgenza di definire un piano strutturale che comprenda azioni quali rifugi climatici, piantumazione di nuovi alberi, servizio di trasporto gratuito, una piattaforma e un’app dedicate e interventi di depaving
Tipo di risposta richiesto: scritta
Tipo di risposta richiesto: scritta
PREMESSO CHE
- gli eventi meteorologici estremi non rappresentano più un’emergenza bensì la normalità e che le ondate di calore, la siccità, le alluvioni improvvise e gli altri fenomeni legati ai cambiamenti climatici sono ormai una realtà quotidiana. Il World Weather Attribution, ente scientifico che studia i legami fra eventi meteo estremi e crisi del clima, scrive che “senza gli effetti prodotti dal cambiamento climatico, un’ondata di caldo, come quella di questi giorni, sarebbe stata impossibile 40 o 50 anni fa”;
- questi eventi sono le prime cause della cosiddetta povertà energetica che colpisce soprattutto le fasce più deboli e fragili della popolazione, che non sono in grado di sostenere i costi aggiuntivi di luce e gas, nonché di dotarsi di impianti di climatizzazione, per non parlare dei lavoratori più esposti a tali eventi climatici. Si tratta di un nuovo fattore di iniquità sociale, che a Venezia si aggrava di ulteriori criticità, legate alla conformazione del nostro territorio;
- occorre dunque predisporre azioni a tutela delle fasce più vulnerabili, e occorre promuovere politiche ambientali consapevoli dell’impatto sociale connesso alla crisi ecologica. Parliamo di Ecowelfare, concetto che mette in relazione crisi climatica, politiche ambientali e benessere sociale, e rappresenta la sfida odierna;
CONSIDERATO CHE
- vi è la necessità di offrire alla comunità risposte adeguate alle sfide che abbiamo di fronte, conciliando l’Ecowelfare con l’urgenza di mitigare gli effetti dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici in atto, nonché imprimendo una decisa accelerazione all’economia circolare;
RILEVATO CHE
- parallelamente, emerge la necessità di incrementare la quantità di aree verdi mediante piantumazioni, con l’obiettivo ambizioso di “scalare” la classifica Ecosistema urbano 2024 di Lab24 (che vede Venezia al 38° posto come numero di alberi su area pubblica e al 39° posto della classifica generale), contribuendo in tal modo alla mitigazione delle isole di calore e al miglioramento complessivo della qualità dell’aria e quindi della qualità della vita;
CONSTATATO CHE
- è necessario organizzare nel territorio del Comune una rete di rifugi climatici, intesi come strutture in grado di offrire protezione durante eventi climatici estremi, quali i picchi di calore in aumento già da diversi anni. Tali rifugi potrebbero sfruttare in primo luogo strutture pubbliche esistenti;
CONSTATATO INOLTRE CHE
- la campagna “Ocio che Caldo” promossa dal Comune, è del tutto inadeguata in quanto riflette ancora una logica puramente emergenziale. E’ invece necessario che il Comune costituisca un team di lavoro permanente mettendo assieme competenze e uffici diversi allo scopo di affrontare politiche di Ecowelfare in un’ottica unitaria, in quanto gli effetti meteorologici determinati dai cambiamenti climatici rappresentano un fenomeno che non è più pensabile ignorare;
TENUTO CONTO CHE
- nel contesto di rischi crescenti legati al caldo estremo, va innanzitutto sottolineata l’importanza di migliorare l’accessibilità alle aree verdi attraverso il potenziamento dei trasporti pubblici, in un’ottica di zero emissioni, per facilitare l’accesso dei cittadini, in particolare degli anziani e dei bambini, a zone di raffrescamento e di benessere;
APPURATO CHE
- anche la decementificazione e il “depaving”, o depavimentazione, cioè il ripristino a zone verdi o umide di zone cementificate, nonché la rimozione dell’asfalto dagli spazi cittadini pubblici o privati, sono considerate un obiettivo complementare e utile per ampliare ulteriormente il capitale naturale urbano, insieme all’utilizzo innovativo di aree portuali per progetti ambientali, come la realizzazione di pannelli fotovoltaici e aree verdi nell’area portuale;
SI INTERROGANO IL SINDACO E LA GIUNTA
per sapere cosa si intende fare per:
- costituire un Piano comunale strutturale, con un team di lavoro permanente, che metta assieme competenze e uffici diversi allo scopo sviluppare politiche di Ecowelfare in un’ottica unitaria, in quanto gli effetti meteorologici determinati dai cambiamenti climatici rappresentano un fenomeno che non è più pensabile ignorare;
e in particolare per:
- estendere la rete dei rifugi climatici e considerarli come una dimensione fondamentale del sistema di pianificazione urbana. E per organizzare e realizzare una rete capillare di rifugi climatici sia a Mestre sia nella città storica, integrando edifici pubblici, scuole, biblioteche e luoghi di aggregazione sociale già esistenti, ma anche creandone di nuovi, nella logica di percorso/vicinanza per una maggiore dotazione sociale/territoriale, dotandoli tutti di impianti di climatizzazione sostenibile e di punti di assistenza per la popolazione più vulnerabile;
- coinvolgere associazioni locali e portinerie di quartiere, per coordinare l’accessibilità e la gestione di tali rifugi, garantendo presidi attivi e riconoscibili dalla popolazione soprattutto durante eventi climatici estremi;
- potenziare il sistema di trasporto pubblico gratuito con collegamenti specifici dedicati alle principali aree verdi del territorio comunale e ai rifugi climatici, facilitando così l’accesso agli spazi verdi e freschi;
- aumentare il verde in città con un programma di piantumazione intensiva, con l’obiettivo di raddoppiare la quantità di alberi in città entro 10 anni. Un programma da realizzare con il coinvolgimento attivo di comunità locale, scuole e terzo settore, tramite giornate di sensibilizzazione e partecipazione civica. Considerato che oggi il patrimonio arboreo del Comune è di circa 500 mila alberi: significherebbe portarlo ad 1 milione. Ovvero piantumare 50mila alberi all’anno;
- promuovere la creazione di nuove aree verdi urbane attraverso interventi di decementificazione e depaving, come avviene nella città di Genova che ha inserito questa azione nel Piano Urbanistico Comunale. Interventi mirati in zone particolarmente soggette a stress ambientale, selezionando prioritariamente aree densamente edificate e poco permeabili a causa della presenza di strade o altri manufatti;
- creare una piattaforma digitale e un’app dedicata saranno strumenti utili e necessari per informare in tempo reale in particolare i cittadini più fragili sulla disponibilità di rifugi climatici, promuovendo al tempo stesso campagne informative dedicate a sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della prevenzione climatica;
- sostenere campagne di comunicazione che non si esauriscano nel tema dell’emergenza, ma che sappiano comunicare la valenza sociale delle iniziative, volte soprattutto a proteggere i ceti più deboli della società.
Nicola Pellicani
Giulia Albanese
Danny Carella
Alberto Fantuzzo
Andrea Martella
Emanuele Rosteghin
Giuseppe Saccà
Camilla Seibezzi
Paolo Ticozzi
Gianluca Trabucco
Giulia Albanese
Danny Carella
Alberto Fantuzzo
Andrea Martella
Emanuele Rosteghin
Giuseppe Saccà
Camilla Seibezzi
Paolo Ticozzi
Gianluca Trabucco
29-06-2026
Città di Venezia