Mozione nr. d'ordine 16
Marta Battistella
Premesso che:
- nelle ultime settimane sono giunti nel territorio del Comune di Venezia diversi gruppi di influencer e creatori di contenuti provenienti da fuori città e riconducibili ad ambienti della destra e dell’estrema destra, le cui iniziative hanno avuto come risultato concreto l’esposizione pubblica e la stigmatizzazione di persone e comunità, la produzione deliberata di situazioni di tensione e la loro trasformazione in contenuti destinati alla propaganda, alla ricerca di visibilità e alla monetizzazione attraverso le piattaforme social;
- in particolare, il territorio comunale è stato interessato da una successione ravvicinata di episodi: nel mese di agosto alcuni youtuber autodefinitisi “giustizieri” contro i borseggi hanno inseguito, filmato e colpito con vernice o getti d’acqua persone da loro indicate come responsabili o sospettate di furto, provocando scontri nelle aree più frequentate del centro storico; il 4 settembre 2026 un influencer di estrema destra ha deliberatamente interrotto e provocato le persone riunite in preghiera al parco del Piraghetto, con comportamenti offensivi e intimidatori che hanno generato una situazione di forte tensione; il 12 settembre 2026 un gruppo di influencer e youtuber riconducibili ad ambienti dell’estrema destra ha aggredito, nel centro storico di Venezia, alcuni cittadine e cittadini veneziani, tra i quali il consigliere della Municipalità di Venezia Murano Burano Giovanni Fassioli, causando il ferimento di più persone e rendendo necessario il loro ricorso alle cure mediche;
- tali episodi, pur avendo coinvolto in momenti diversi soggetti e gruppi differenti, presentano elementi comuni: l’arrivo organizzato in città, l’individuazione di persone o comunità da trasformare in bersaglio, la ricerca deliberata della provocazione e dello scontro, l’uso della violenza o dell’intimidazione e la successiva diffusione delle immagini attraverso le piattaforme social;
- la condanna politica e istituzionale del metodo, della matrice e delle conseguenze di tali azioni non può essere sospesa né subordinata alla conclusione degli eventuali procedimenti giudiziari;
Considerato che:
- gli episodi richiamati sono riconducibili a un medesimo metodo: individuare persone, gruppi sociali o situazioni di tensione, intervenire in modo provocatorio e spettacolare, riprendere le reazioni suscitate e trasformarle in contenuti destinati alla propaganda e alla monetizzazione attraverso le piattaforme social;
- queste azioni presentano una chiara matrice squadrista, fondata sull’organizzazione di gruppi che pretendono di sostituirsi alle istituzioni, sull’individuazione pubblica di presunti nemici, sull’intimidazione e sull’uso o sulla ricerca deliberata della violenza;
- l’utilizzo di temi reali e complessi, come la sicurezza urbana, i borseggi e il degrado, rappresenta il pretesto attraverso il quale tali gruppi cercano di legittimare pratiche violente, discriminatorie e autoritarie;
- la denuncia dei fenomeni di illegalità, compresi i borseggi che colpiscono residenti e visitatori, è legittima e necessaria, ma non può in alcun modo giustificare inseguimenti, intimidazioni, aggressioni, pubbliche esposizioni o altre forme di giustizia privata;
- indicare pubblicamente una persona come responsabile di un reato senza che ne sia stata accertata la responsabilità può esporla a forme di umiliazione, discriminazione e violenza;
- la libertà religiosa e il diritto di professare la propria fede, individualmente o collettivamente, costituiscono diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione e devono essere garantiti a tutte e tutti;
- entrare deliberatamente in un luogo nel quale delle persone sono riunite in preghiera con l’intento di interrompere, provocare e ottenere una reazione non rappresenta esercizio della libertà di critica o di espressione, ma una condotta intimidatoria che alimenta razzismo, islamofobia e conflitto sociale;
- l’utilizzo delle piattaforme social come strumento di amplificazione e monetizzazione incentiva una progressiva radicalizzazione dei comportamenti, poiché la visibilità e il possibile guadagno economico aumentano in proporzione alla spettacolarizzazione dello scontro;
Rilevato che:
- Venezia non può essere utilizzata come scenografia per azioni organizzate con finalità violente, provocatorie, propagandistiche o commerciali;
- la propaganda dell’estrema destra tenta di costruire consenso contrapponendo sicurezza e inclusione, mentre una città è realmente sicura quando tutela tutte le persone, previene i conflitti, contrasta le disuguaglianze e garantisce l’esercizio delle libertà fondamentali;
- i problemi reali della città non possono essere affrontati attraverso la ricerca di capri espiatori, la criminalizzazione delle persone povere o marginalizzate, l’attacco alle comunità di origine straniera o la trasformazione della paura e del disagio in strumenti di propaganda e profitto;
- la sicurezza della città si costruisce attraverso politiche sociali, servizi pubblici, presenza educativa, mediazione dei conflitti, contrasto alle disuguaglianze e costruzione quotidiana di relazioni tra le persone, e non attraverso la militarizzazione degli spazi o l’inasprimento indiscriminato degli strumenti di controllo;
Tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio comunale di Venezia:
1. esprime la propria ferma condanna nei confronti delle azioni violente, intimidatorie e deliberatamente provocatorie di matrice squadrista organizzate nel territorio comunale da influencer e gruppi riconducibili alla destra e all’estrema destra;
2. riconosce negli episodi richiamati non una successione casuale di singole provocazioni, ma l’espressione di una strategia politica e comunicativa che utilizza la paura, il razzismo, l’islamofobia e la violenza per produrre consenso, visibilità e profitto attraverso le piattaforme social;
3. esprime solidarietà e vicinanza al consigliere Giovanni Fassioli e a tutte le persone rimaste ferite o coinvolte nell’aggressione del 12 settembre, nonché alle persone riunite in preghiera al parco del Piraghetto, la cui libertà religiosa e dignità sono state oggetto di una deliberata azione provocatoria e intimidatoria;
4. ribadisce che il contrasto ai borseggi, ai furti e a ogni altra forma di illegalità deve avvenire nel rispetto della legge, dei diritti delle persone e delle competenze delle istituzioni, senza lasciare alcuno spazio a ronde, vigilantes o forme di giustizia privata;
5. ribadisce che nessuna denuncia del degrado o dell’insicurezza può giustificare violenze, intimidazioni, discriminazioni o la pubblica esposizione di persone la cui responsabilità non sia stata accertata;
6. impegna il Sindaco e la Giunta comunale:
a. a rafforzare il presidio sociale, educativo e istituzionale e le attività di mediazione nei luoghi nei quali siano emerse tensioni sociali o religiose, riconoscendo, sostenendo e valorizzando le numerose associazioni, comunità, realtà sociali e organizzazioni già attive in città, che ogni giorno contribuiscono a promuovere inclusione, partecipazione e coesione sociale;
b. a promuovere e sostenere percorsi cittadini di educazione alla convivenza, all’antirazzismo e alla libertà religiosa, insieme ad azioni capaci di favorire l’incontro, la partecipazione, la promozione e la costruzione di comunità, a partire dalle scuole, dai quartieri e dai luoghi di aggregazione;
c. a promuovere una comunicazione pubblica che distingua chiaramente la collaborazione civica con le istituzioni dalle ronde, dalla giustizia privata e dalla spettacolarizzazione delle persone sospettate di reato;
d. a promuovere un confronto pubblico cittadino con le associazioni, le comunità religiose, le organizzazioni sociali, le realtà sindacali e le forze democratiche sul contrasto ai linguaggi d’odio e alle nuove forme di propaganda violenta;
e. a riferire al Consiglio comunale sulle iniziative sociali, educative e culturali assunte in attuazione della presente mozione.
7. afferma che Venezia è una città antifascista, antirazzista e democratica, nella quale le libertà fondamentali devono essere garantite e nessuna persona o comunità può essere trasformata in bersaglio politico;
8. ribadisce che la risposta alla propaganda squadrista deve fondarsi sulla partecipazione democratica, sulla giustizia sociale, sulla cultura, sull’educazione e sulla costruzione di una comunità capace di riconoscere e respingere ogni forma di odio e violenza politica.
Marco Gasparinetti
Giulia Albanese
Danny Carella
Alberto Fantuzzo
Andrea Martella
Nicola Pellicani
Emanuele Rosteghin
Giuseppe Saccà
Camilla Seibezzi
Paolo Ticozzi
Gianluca Trabucco
Città di Venezia