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Gruppo Misto - Il punto di vista di Valerio Lastrucci

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Con l’accordo sul restauro del Fondaco dei Tedeschi e la vendita di Ca’ Corner Regina, il Sindaco avv. Giorgio Orsoni ha chiuso il 2011 all’insegna dell’efficienza. Gli obblighi di bilancio, forse, hanno determinato trattative con il fiato corto, ma alla fine il risultato è stato soddisfacente. Due palazzi sul Canal Grande riprenderanno a vivere. Ca’ Corner Regina, in parte sarà destinato alla residenza di una grande famiglia che opera nell’eccellenza dell’industria e del commercio nel settore della moda. È un fatto positivo e speriamo diventi l’inizio di un nuovo corso. Il Canal Grande, luogo di confronto e di grande visibilità, dove i più “grandi” si mostrano e si misurano restaurando e vivendo grandi palazzi, che loro e solo loro possono condurre. La pubblica amministrazione, in molti casi, non ha ne i mezzi ne la capacità di gestire questi palazzi ed è giusto che lasci il passo a chi è in grado di farlo. Abbiamo venduto un gioiello di famiglia che però avrebbe gravato, per oneri di gestione e manutenzione, sul bilancio comunale. Ora auspichiamo che la famiglia Prada, che sicuramente ha i mezzi per effettuare un recupero a regola d’arte, sappia innescare quel volano mediatico che attiri nella nostra città, altri grandi nomi, per far tornare Venezia la capitale del commercio e degli incontri per concludere affari. Una città che merita di essere anche vissuta, perché a misura d’uomo.

Altro discorso per il Fondaco dei Tedeschi. La famiglia Benetton investe da anni sul recupero di grandi compendi a Venezia e, se insiste, ci sarà pure un motivo. Fa grande scalpore la volontà espressa di trasformare parte della copertura in terrazza. Ma, perché no? Quella copertura in coppi è abilmente nascosta dalla merlatura che fa da cornice finale al palazzo. È la merlatura che rende l’architettura del palazzo piacevolmente diversa, austera e maestosa. I coppi sono dietro, nascosti: sono solo il modo più normale e efficace per coprire l’edificio, ma rimangono attinenti alla funzionalità, non certamente all’arte o all’estetica. Non si percepisce alcun valore testimoniale in quella forma di copertura o in quel materiale. E’ possibile, invece, immaginare da quella terrazza, una magnifica nuova veduta sul Ponte di Rialto e sul Canal Grande. Una nuova prospettiva su uno scenario di rara bellezza, che oggi è privilegio di gabbiani e colombi. Perché non ci siamo scandalizzati quando hanno istallato sul tetto del Fondaco quelle orribili antenne ? Così come la veduta dal Campanile è utile al mantenimento della Basilica di S.Marco, forse quella dalla terrazza del Fondaco potrebbe aiutare al mantenimento del Ponte di Rialto; penso per esempio ad un contributo fisso annuo o un quid di ingresso ai visitatori. Al di là del fatto venale e assolutamente secondario, sarebbe un vero peccato privare, noi tutti, di una simile prospettiva e “impuntarsi” su un aspetto del “ restauro” assolutamente marginale, rispetto al significato del recupero generale. Complimenti al Sindaco, ora aspettiamo rispettosi la Sovrintendenza.

 
 
Pubblicato il 16-02-2012 ore 10:46
Ultima modifica 16-02-2012 ore 10:46
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