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Unione di Centro - Il punto di vista di Simone Venturini

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Desidero esprimere a nome del partito che rappresento un sentito ringraziamento al Cardinale Patriarca Angelo Scola per aver invitato e accompagnato a Venezia Sua Santità Benedetto XVI, e al Santo Padre per il dono che la sua visita è stata e continuerà ad essere per la nostra città.


Il successore di Pietro ha rivolto alla città e ai suoi abitanti parole amorevoli e cordiali come un buon padre sa fare. Ha onorato la nostra gente con messaggi che dovremmo recepire con una sana punta d’orgoglio: ci ha ricordato ciò che troppo spesso e facilmente dimentichiamo, ovvero che abbiamo ereditato un patrimonio di fede, di cultura, di tradizioni sane e di valori solidi, che hanno forgiato generazioni di persone operose, oneste e ricche interiormente.
Non ha concesso sconti nella sua lucida analisi del contesto attuale, dai tratti liquidi e fragili, in cui i punti di riferimento sono mutevoli e inconsistenti, ma ci ha offerto anche una chiave di lettura per riappropriarci della nostra identità e riorientare il nostro impegno facendo delle fatiche quotidiane un investimento per il futuro.
Ci ha invitati a guardare alla nostra storia non per compiacere noi stessi, ma per individuarvi la bimillenaria vocazione di questo nostro Nordest e della nostra amata città attingendovi ideali che sono stati e possono tornare ad essere “trainanti nella progettazione dell’oggi e del domani”. Le sfide della modernità ci spingono a dare risposte nuove, andando controcorrente se necessario. I popoli e le culture di cui le nostre terre sono da sempre crocevia ci chiedono specialmente in questo tempo di essere “costruttori di ponti di dialogo”; di fronte alla crisi del lavoro dobbiamo rimboccarci le maniche e farci carico delle difficoltà del prossimo.

Il Papa ha poi incoraggiato la politica a puntare in alto, operando scelte per il bene comune, scelte talvolta impopolari e difficili, ma coraggiose e coerenti con i valori veri, per edificare quella Civiltà dell’amore “degna dell’uomo”, che punti allo sviluppo di tutto l’uomo nella sua integralità. La città Serenissima, come ci ha suggerito il Santo Padre nel suo discorso alla Salute, potrà essere costruita oggi se sapremo fare progetti impregnati di speranza nel futuro, e se percorreremo la “via della carità nella verità”.


Le parole del Santo Padre impongono al mondo politico ed economico della città una seria riflessione sul domani: gli ostacoli che abbiamo dinanzi si tradurranno infatti in una stagione difficile, da affrontare con unità e responsabilità, interpretando la politica come servizio e ponendo a fondamento di ogni azione amministrativa la Persona.


Grazie, Santità, per la sua eloquente presenza; grazie per le sue parole forti ed esigenti che ci auguriamo tutti possano meditare e mettere in pratica; grazie per il rinnovato slancio con cui riprendiamo il nostro appassionante servizio alla vita civile e sociale del nostro territorio. Le assicuriamo il nostro impegno nella direzione che Lei ci ha indicato affinché Venezia torni ad essere faro di relazioni, di cultura, di pace e di serenità.

 
 
Pubblicato il 15-05-2011 ore 20:27
Ultima modifica 15-05-2011 ore 20:27
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