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Risposta in Consiglio - Interrogazione nr. d'ordine 1894

Venezia, 17 luglio 2013
 

Al Consigliere comunale Simone Venturini
All'Assessore Alfiero Farinea


e per conoscenza

Al Presidente del Consiglio comunale
Ai Capigruppo
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Vicario

 

Oggetto: segnalazione di risposta in Consiglio comunale per interrogazione nr. d'ordine 1894 (Nr. di protocollo 112) inviata il 18-06-2013 con oggetto: Eventuale soggezione a vincolo paesagistico delle aree della terraferma incluse nei 300 metri dalla perimetrazione della Laguna: richiesta di chiarimenti.

 

L'interrogazione è stata trattata nella seduta del Consiglio comunale del 08-07-2013.

Si riporta di seguito l'estratto del resoconto stenografico relativo agli interventi in oggetto.

 

 

PRESIDENTE TURETTA. Interrogazione n. 9 (prot. n. 112 del 20/06/2013) il Sindaco ha delegato l’assessore Farinea in data 2 luglio di quest’anno, la presenta il consigliere Venturini con oggetto: “Eventuale soggezione a vincolo paesaggistico delle aree della terraferma incluse nei trecento metri dalla perimetrazione della Laguna: richiesta di chiarimenti”.
Chiaramente questa interrogazione è un’interrogazione che ha un particolare riferimento pratico sulla questione Palais Lumière, invito nella risposta l’assessore anche ad aggiornare il Consiglio su quanto è avvenuto nella corrispondenza in questi giorni. Prego, Venturini.

CONSIGLIERE VENTURINI. Grazie presidente. Diceva bene lei, con riferimento ad un progetto particolare, il Palais Lumière, è emerso da parte della Direzione Regionale del MIBAC, un’affermazione di presunta sussistenza di un vincolo paesaggistico entro trecento metri dalla Laguna anche per quelle zone che di fatto vincolo prima non avevano, ad esempio, tutto Porto Marghera.
Siccome il timore per un blocco di molti progetti di riqualificazione del fronte Laguna, sempre con riguardo alla zona già edificata, già industrializzata e quindi di sicuro attualmente priva di grandi valori paesaggistici, si interrogava l’Amministrazione comunale per capire quali azioni avesse intrapreso per evitare che questo vincolo venisse formalizzato e cristallizzato nelle sale romane, e per evitare che questo vincolo poi in futuro blocchi tutti i progetti di riqualificazione che sono in corso nel nostro territorio.
In particolare, il Palais Lumière che, a quanto pare sta tramontando, ma tutte le altre operazioni di riqualificazione che in quella zona insistono, perché i trecento metri sono una fascia abbastanza importante e il Palais Lumière è la punta dell’iceberg, ma esistono progetti anche di più piccola entità, ma che comunque potrebbero essere bloccati o rallentati.
Tutto il resto lo do per letto e volevo capire la posizione dell’Amministrazione comunale, gli eventuali rimedi e le possibili soluzioni all’affermazione di questo vincolo.

PRESIDENTE TURETTA. Grazie.
Prego, assessore.

ASSESSORE FARINEA. Abbiamo ritenuto di dare anche una risposta scritta all’interrogazione, seppure non fosse richiesta, proprio per la delicatezza e la complessità della questione in effetti che potrebbe produrre, come correttamente segnalato dal consigliere, anche nella generalità di interventi che riguardano l’ambito di Marghera.
Effettivamente questa questione è stata sollevata dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto con una nota del novembre 2012, nella quale, con riferimento all’intervento che poi verrà denominato Palais Lumière, si prospettava la possibilità, anzi, si indicava l’esistenza di un vincolo per legge, ai sensi dell’articolo 142 della legge n. 42, entro i trecento metri da quella che veniva considerata come battigia, dalla battigia, ma che veniva in realtà indicata come la linea di contaminazione lagunare. Il che naturalmente produceva degli effetti nuovi, assolutamente nuovi rispetto ad aree della zona industriale di Marghera, che non erano mai state ritenute né dalla pianificazione del Comune, né tantomeno dagli organi di controllo e di vigilanza, ivi compreso il Ministero competente, come area sottoposta a vincolo.
Pertanto il Direttore dello sviluppo del territorio ha predisposto una risposta scritta al Ministero indirizzandolo, dove in realtà si evidenzia come la linea di battigia e contaminazione lagunare sono due termini che hanno significati diversi. Nel senso che la linea di battigia è quell’ambito legato al mare e alla crescita e la diminuzione delle maree, mentre la contaminazione lagunare è una linea di confine della Laguna che risponde ad altre, è stata individuata per altre esigenze che sono le esigenze idrauliche e di intervento della legge speciale.
Quindi unico punto di riferimento, il punto di riferimento non era già il decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 09/02/1990 che aveva esigenze di delimitazione per ragioni idrauliche, ma il decreto del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali 01/08/1985. Quindi sostanzialmente la tradizionale e consolidata delimitazione dell’ambito.
Si sottolineava come l’articolo 142, individuando un vincolo per legge, non si presta ad una interpretazione estensiva e che quindi unico riferimento doveva essere il decreto ministeriale del 1985.
Si segnalava anche che l’effetto che si sarebbe prodotto, è quello che l’individuazione del vincolo per legge di per sé retroattivo, perché essendo per legge, dovrebbe essere considerato retroattivo, faceva sì che tutto ciò che era stato realizzato nell’ambito industriale di Porto Marghera doveva ritenersi non sostanzialmente legittimo, ma anche doveva ritenersi che non fossero stati svolti dai Ministeri competenti di controllo le dovute indagini. Quindi un effetto abnorme.
È stato richiesto un parere al professor Domenichelli, parere che viene allegato come Allegato 2 e che quindi potrete visionare, nel quale sostanzialmente si riassumono i concetti, si individuano i concetti che ho appena riassunto e che sono contenuti nella risposta data dal nostro Direttore.
L’Ufficio legislativo, però, senza accogliere la richiesta che veniva fatta dal Comune, cioè di un incontro chiarificatore in un ambito così delimitato, in realtà ha sostanzialmente ribadito la propria posizione, addirittura affermando che l’area in questione è ormai ex industriale e necessita, per unanime riconoscimento, di una riqualificazione paesaggistica urbanistica. Cioè non viene nemmeno considerato tutto il programma anche di pianificazione in comune che è indirizzato alla riconversione dell’area industriale e si dice che è un’area di recupero paesaggistico. Quindi molto discutibile sul piano giuridico.
Inoltre, e anche questo è un elemento di assoluta novità, si afferma che in realtà l’effetto retroattivo non vi sarebbe, anche se è un vincolo per legge, perché deve intendersi che il vincolo viene posto dal momento in cui giunge la nota, cioè nel novembre 2012, giunge la nota del Ministero che comunica l’esistenza del vincolo. Anche questo se è per legge, o è per legge o non è per legge. Quindi ulteriore perplessità manifestata dai nostri Uffici.
Ma c’è un elemento, in realtà, dirimente, perché le questioni giuridiche possono essere dibattute, ma c’è un elemento di fatto che appare decisivo e che quindi richiede un ulteriore chiarimento. L’articolo 142 del decreto legislativo n. 42/2004, Codice dei beni ambientali, se è vero che individua al punto a) del primo comma: “Il vincolo nei territori costieri compresi in una fascia di profondità di trecento metri dalla linea di battigia”, anche considerando, se vogliamo pur considerare aperta la discussione sulla linea di battigia o contaminazione lagunare, ciò che è sfuggito al Ministero, a nostro avviso, è che in realtà questo vincolo non si applica, non si applicava, e non si applica, ai Comuni che alla data indicata dal secondo comma del medesimo articolo, cioè 6 settembre 1985, non erano muniti di strumentazione urbanistica ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, cioè non avevano ancora individuato le zone omogenee, quindi non si applicava per quelle aree, nelle quali i Comuni non muniti dello strumento urbanistico avevano comunque operato la perimetrazione di zona urbanistica diffusa.
E tutta l’area, l’effetto che si produce, è che certamente tutta l’area industriale, della prima zona industriale è sottoposta all’eccezione, cioè non si applicano a quelli che, quindi tutta quell’area, ivi compresa l’area interessata dal Palais Lumière e anche in quelle aree, di cui il consigliere poneva il quesito, quindi quelle del canale. Perché l’effetto sarebbe che andremmo in Piazza Ferretto quasi con il vincolo praticamente, e quindi non si applicherebbe.
E nell’Allegato 3 viene evidenziato in cartografia dai nostri Uffici, viene evidenziato l’effetto che, pur se volessimo aderire all’interpretazione giuridica ministeriale, con le riserve che noi abbiamo però sollevato, comunque l’effetto sarebbe quello che deriva dalla cartografia, che quindi sostanzialmente le aree della prima zona industriale non sono interessate, né le aree del Canal Salso di penetrazione, quindi cittadine.
Quindi si fa presente come in qualche modo è stato anche segnalato nell’intervento de quo come il fatto, l’incertezza prodotta dall’esistenza o meno di quel vincolo è stata indicata come una perplessità dalla proprietà, da coloro che dovevano svolgere l’intervento cosiddetto Palais Lumière nel momento in cui hanno depositato il loro recesso.
È chiaro che cosa dobbiamo fare adesso? Una volta che, dal punto di vista tecnico e giuridico, abbiamo in qualche modo chiarito gli ambiti, a nostro avviso, è evidente che non può la questione rimanere avvolta nell’incertezza e quindi noi dovremmo convocare un tavolo nel quale dovrà essere data chiarezza e trasparenza assoluta da parte della Regione e del Ministero.

(Interruzioni)

Sì, la lettera quella del 28 giugno… a quale ti riferisci?

(Interruzioni)

Sì, noi facciamo un passaggio in cui, tu stai parlando dell’intervento del Palais Lumière? Noi segnaliamo semplicemente che nella lettera, che abbiamo riportato per estratto nell’interrogazione, la risposta, si dice che siamo giunti a questa determinazione dopo aver constatato che neppure alla scadenza del primo semestre 2013 è stato possibile concludere la procedura amministrativa e ottenere una formale e condivisa approvazione della nostra proposta, né ad oggi è possibile fare alcuna previsione, essendo anzi emersi ulteriori ostacoli procedurali non precedentemente segnalatici.
Fra l’altro, ci è stato comunicato che, secondo una recente presa di posizione del Ministero dei Beni Culturali, l’area del progetto sarebbe soggetta a vincolo paesaggistico, contrariamente a quanto fino ad oggi ritenuto da tutti gli Enti pubblici interessati e degli stessi privati che hanno ottenuto i titoli edilizi nella zona. Quindi evidentemente questa situazione provoca un’incertezza che produce anche degli effetti.
Quindi noi segnaliamo questo fatto né più nemmeno, abbiamo fatto un’analisi tecnico-giuridica, ma anche basata sui fatti, perché la legge si può interpretare, si può discutere della legge, ma quando ci sono dei fatti come quello che comunque non si applica a quelli che avevano fatto la perimetrazione, se non si applica non si applica, cioè non è una questione giuridica quella.
Per cui, adesso le iniziative da intraprendere sono quelle doverose, quindi il Comune, come potrete vedere, ha scritto in continuazione, ha chiesto incontri e ha mandato un parere del professor Domenichelli, quindi il Comune si è mosso con continuità e tempestività. È evidente che a questo punto bisognerà provocare un tavolo con assunzione di responsabilità degli Enti coinvolti.

PRESIDENTE TURETTA. Prego, consigliere Venturini.

CONSIGLIERE VENTURINI. Ringrazio per la risposta che ho visto essere arrivata anche via e-mail, quindi poi i consiglieri possono tutti prenderne visione.
È chiaro che le perplessità su questa affermazione del vincolo sono molte, alcune le ricordava l’assessore, non da ultimo la presunta qualifica di atto recettizio del vincolo, che finché il Comune non lo viene a sapere, non esiste. Cioè una cosa che non sta né in cielo, né in terra.
Però il problema è entro quanto tempo e con che modo riusciamo a togliere questa ambiguità, perché è un’ambiguità che di fatto fa male. Se domani qualcun altro si dovesse presentare con un progetto con la spada di Damocle del vincolo in testa, rischiamo di perdere ulteriori treni oltre a quelli già persi. Quindi io mi auguro che il Comune si attivi ancora di più per provocare questo tavolo e ogni ulteriore azione necessaria per riaffermare la non esistenza di questo vincolo su quelle aree e poter finalmente dare il via a qualsiasi progetto che possa essere avviato in quelle aree.
In più, restiamo in questa situazione di ambiguità, rischiamo veramente di vivere una situazione drammatica, quindi è bene che il Sindaco, la Giunta e tutti gli Uffici davvero vengano a capo di questa situazione a livello ministeriale il prima possibile, non escludendo nessuna via possibile, perché il rimedio va trovato per evitare che questa ambiguità addormenti la Città dal punto di vista della riqualificazione.
Io sono convinto delle buone ragioni del Comune, da una prima letta ovviamente, non sono un esperto di diritto amministrativo, quindi mi rimetto poi ai professori, però credo che sia doveroso venirne a capo il prima possibile, senza escludere strade particolari, perché un rimedio va trovato e va trovato presto, perché rischiamo veramente una fase di sonno profondo di molti progetti. Grazie all’assessore per la risposta.

PRESIDENTE TURETTA. Voleva un attimo replicare. Prego.

ASSESSORE FARINEA. È evidente che i contenuti delle lettere del Ministero, dei pareri come li vogliamo qualificare, che sono stati elencati, indipendentemente dalle questioni giuridiche, comunque indicano una strada in via di eccezione al Comune, che è quella della non applicabilità, perché lo strumento urbanistico non c’era, che il Comune non potrà che seguire, è evidente.
È altrettanto evidente che in un’area così delicata è necessario comunque trasparenza e chiarezza da parte degli altri soggetti coinvolti. Quindi il Comune si assumerà la sua responsabilità, prendendo comunque una direzione, è però evidente che la questione va chiarita con un tavolo che noi provocheremo.

PRESIDENTE. Non siamo in Consiglio qua, stiamo facendo interrogazioni e interpellanze e non si interviene sulle interrogazioni. Solo sulle interpellanze il dibattito è aperto.

 

 
 
A cura dell'Ufficio Supporto Atti del Consiglio
Pubblicazione: 17-07-2013 ore 11:59
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