Venezia, 26 maggio 2014
Al Consigliere comunale Sebastiano Bonzio
All'Assessore Ugo Bergamo
e per conoscenza
Al Presidente del Consiglio comunale
Ai Capigruppo
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Vicario
Oggetto: segnalazione di risposta in Consiglio comunale per interrogazione nr. d'ordine 2387 (Nr. di protocollo 70) inviata il 13-03-2014 con oggetto: ACTV TAGLIA 73 DIPENDENTI: CHIAMATELI LICENZIAMENTI O PREPENSIONAMENTI, COMUNQUE CI RIMETTE IL SERVIZIO OFFERTO
L'interrogazione è stata trattata nella seduta del Consiglio comunale del 12-05-2014.
Si riporta di seguito l'estratto del resoconto stenografico relativo agli interventi in oggetto.
PRESIDENTE TURETTA. Passiamo ora all’interrogazione di Bonzio, che è la n. 70 del 14 marzo 2014: “ACTV taglia settantatré dipendenti: chiamateli licenziamenti o prepensionamenti, comunque ci rimette il servizio offerto”. C’è un problema tecnico mi sembra nella postazione. Prego, Consigliere.
CONSIGLIERE BONZIO. L’interrogazione che è datata marzo 2014, fa un po’ la storia, ricostruisce la storia delle interrogazioni e delle interpellanze presentate in materia di trasporto pubblico locale, in particolare quelle in cui recentemente abbiamo denunciato la riduzione del servizio che si sta in qualche modo definendo o comunque un suo progressivo peggioramento nell’offerta, abbiamo ricordato la drastica riduzione di questi livelli di servizio che sono sicuramente dovute ad una stagione di tagli al trasporto pubblico locale operati sia a livello nazionale che regionale, e che sono ancora più pesanti e palpabili in una realtà come quella d’acqua, della città d’acqua che essendo tenuta assieme da via d’acqua, non consente grandissime alternative all’utilizzo del trasporto pubblico di linea.
Abbiamo ricordato la cura dimagrante che è stata effettuata per le Linee 1 e 2 e anche in maniera un po’ da veggenti, anche i possibili disagi derivanti dalla revisione del sistema gira città. Il fatto è che contestualmente a questa riduzione di servizio si prospettava una…
PRESIDENTE TURETTA. Scusa Bonzio, stai parlando dell’interrogazione o dell’interpellanza adesso?
CONSIGLIERE BONZIO. Dell’interrogazione. Giusto?
PRESIDENTE TURETTA. È questa, Assessore. Prego, Bonzio.
CONSIGLIERE BONZIO. Procedo? Dicevo che contestualmente all’applicazione di queste riforme, o meglio, rivoluzioni, involuzioni nei servizi, un’importante sigla sindacale ha denunciato alla stampa il licenziamento di settantatré dipendenti proposti da AVM, licenziamenti che vengono definiti in maniera più tecnica dei prepensionamenti, ai sensi dell’accordo del 17 ottobre 2013. Ricordo, un accordo che è passato con un ridottissimo scarto nel corso di un referendum tra i lavoratori, solamente cinque voti di scarto, peraltro con alcune modalità dello svolgimento del referendum che sono state anche contestate.
Dicevo, la sostanza è che viene ridotto l’organico di settantatré dipendenti che sono poi dipendenti che venivano utilizzati per erogare il servizio, quindi non amministrativi od altro che, per carità, sono utili anche quelli, ma hanno una tipologia e un’applicazione di lavoro un po’ differente, dicevo, la sostanza è la riduzione di questi numeri, ben sapendo che comunque il numero di personale operante, specie nel settore della navigazione, spesso è insufficiente, tant’è che da anni il ricorso allo straordinario è un ricorso assolutamente di prassi, di regola per poter erogare il servizio.
Alla luce di queste considerazioni, si interpella l’Assessore alla mobilità affinché in primis comunichi come scongiurare gli esuberi possibili e quindi garantendo i posti di lavoro indispensabile per un’adeguata offerta del servizio di trasporto pubblico locale, affinché si riferisca immediatamente alla Commissione competente sulla situazione denunciata informando tutti i partiti presenti in Consiglio delle strategie di AVM rispetto al servizio di trasporto pubblico di linea, con particolare riferimento ai tagli operati sulle Linee 1 e 2 e delle circolari gira città. Infine si chiedeva di imporre ad AVM, anche ai sensi dell’articolo 55 del Regolamento sul diritto di accesso dei Consiglieri Comunali, Regolamento sul procedimento amministrativo e sull’accesso ai documenti amministrativi, di fornire le informazioni richieste dai Consiglieri Comunali, in particolare quelle relative al ricorso al lavoro straordinario da parte di un’azienda negli ultimi cinque anni, come richiesto dal sottoscritto anche nel corso della riunione di IV Commissione del 28 gennaio.
Concludo dicendo che questa richiesta l’ho reiterata credo per la quinta volta oggi. Il prossimo passaggio credo che sarà quello di scrivere al Prefetto o comunque di vedere esigibili le richieste, che sono peraltro richieste operate ai sensi di un regolamento vigente.
PRESIDENTE TURETTA. A proposito di questo, volevo capire se c’è anche una mancanza di verifica da parte dell’Ufficio di Presidenza. Eventualmente se sono richieste tramite la Presidenza o direttamente dal Consigliere all’Assessore? Ricordo che c’è un regolamento, per cui certe cose che riguardano le aziende, devono passare per la Presidenza. Per cui dopo eventualmente con il dottor…
CONSIGLIERE BONZIO. L’articolo 55 prevede che la semplice richiesta del Consigliere Comunale di accesso agli atti debba essere soddisfatta, anche effettuata verbalmente, nel termine perentorio di sette giorni, sia dagli uffici dell’Assessorato, sia dalle aziende che sono di nostra competenza.
Questo termine di sette giorni può essere prolungato a seguito di motivazioni che non mi sono mai pervenute. Devo dire che le uniche volte che ho avuto modo di chiedere conto informalmente, ho ricevuto un paio di sorrisi e una pacca sulle spalle, che però non sono sufficienti.
PRESIDENTE TURETTA. Purtroppo il tempo è tiranno, bisogna cambiare. Prego, Bergamo, la risposta.
ASSESSORE BERGAMO. Credo che sia doveroso ed opportuno ricordare che l’azienda ha avuto una decurtazione del contributo regionale, alias corrispettivi, di circa 25 milioni di euro su base annua e strutturale. Questo ha provocato ovviamente gravissime ripercussioni sulla solidità dell’azienda che ha visto, proprio per questi minori trasferimenti, erodere addirittura il capitale sociale in termini rilevanti, tanto da avviare l’azienda verso un default. Possiamo dirlo, direttore.
Credo che doverosamente l’Amministrazione Comunale e l’azienda si sono posti il problema in previsione anche di affrontare le gare in maniera adeguata e rimettendo in bonis l’azienda per risultare competitiva e concorrenziale con un eventuale mercato libero nel trasporto, da un lato di affidare in house il servizio per un numero sufficiente di anni per ottenere un risanamento e una solidificazione della struttura e del bilancio centrale e quindi del capitale aziendale, dall’altro ovviamente per fare tutte le operazioni che consentissero questo risanamento, e ciò è avvenuto anche con il concorso dei lavoratori nel famoso accordo dell’ottobre 2013. Accordo che ha sancito che le parti, nel minor tempo possibile, certamente entro il 31 ottobre 2016, devono recuperare costi e produttività per garantire lo stesso servizio con il minor utilizzo di risorse. Quindi un recupero di produttività essenzialmente.
I termini dell’accordo definiscono altresì l’obiettivo di almeno duecento riduzioni nette e di circa centotrenta riqualificazioni interne, spostamento da attività indirette ad attività produttive. Le duecento uscite sono esclusivamente orientate verso coloro i quali hanno raggiunto, o raggiungono nell’arco del periodo i requisiti per la pensione. Abbiamo l’orgoglio, la soddisfazione e credo la legittima anche rivendicazione da fare, di aver ottenuto questo avvio di risanamento, che già il bilancio chiuso per il 2013 dimostra come essere non soltanto un obiettivo utopistico, ma realizzabile, e ci avviamo verso un quasi pareggio di bilancio nel 2014 e speriamo addirittura in un possibile utile per il 2015. Un risultato importante per il bene dell’azienda e dei lavoratori che sono presenti in quest’azienda.
Per il primo anno del piano, le risorse massime individuabili quindi volevo dire, tutto questo piano è avvenuto senza licenziamenti, senza intaccare quindi la voce personale. Per il primo anno del piano, le risorse massime individuabili sono settantatré, ma si sta negoziando la fattibilità completa o meno nell’anno e lo spostamento verso l’esercizio prossimo di alcune unità.
Per anticipare l’uscita del personale pensionabile, gli ammortizzatori sociali a disposizione dell’azienda sono esclusivamente quelli legati all’indennità di disoccupazione, per cui l’accesso passa attraverso una ineludibile risoluzione del rapporto di lavoro a cui l’azienda sta offrendo forme di garanzia altissime, ma vorrei dire assolute. Questo nel pieno rispetto del confronto con il sindacato che è partecipe e consapevole di questa che è una procedura in atto e che fa parte degli accordi assunti, del contratto di servizio. Quindi non vi sono licenziamenti.
Il ricorso allo straordinario di cui si fa cenno, è mediamente nell’ordine del tre per cento in navigazione, termine che è ritenuto assolutamente fisiologico. Mentre era maggiore ed è molto velocemente calato nel settore automobilistico, grazie all’accordo di ottobre che ha previsto da gennaio 2014 l’aumento dell’orario di lavoro, tornando ai valori previsti dal contratto collettivo nazionale, mi pare da trentasei a trentanove ore. In ogni caso, le ore di straordinario del primo bimestre 2014, rispetto a quanto effettuato nel medesimo periodo 2013, sono calati di circa il quaranta per cento in navigazione e di circa il trenta per cento in automobilistico.
Credo che qualsiasi altro dato che il Consigliere richieda, l’azienda abbia il dovere e l’impegno fin da questo momento confermato ritengo da parte del Direttore Generale qui presente, di fornirlo nei tempi più brevi possibili, anche prima dei tempi previsti dall’articolo 55 citato in premessa, e anche nell’interpellanza.
PRESIDENTE TURETTA. Prego, Consigliere.
CONSIGLIERE BONZIO. Su quest’ultimo punto chiederei venisse data risposta per iscritto. Non ripeto quanto è stato richiesto e confido che a partire da oggi nel termine di una settimana, riuscirò ad avere i dati. Mettiamola così. Faccio salvo i mesi precedenti, azzeriamo tutto con questa risposta.
Per il resto, devo dire che io parto da un dato, peraltro, che è circolato nei giorni scorsi, io non credo francamente che il recupero di produttività si concretizzi attraverso un taglio di personale. Io credo che il recupero di produttività, a meno che non si decida di tagliare determinate fasce di personale di ACTV, che allora forse potremmo riuscire a metterci d’accordo, ma il fatto di tagliare sul personale operativo, chiamiamolo così, se posso utilizzare un termine che magari non è corretto, secondo me è il modo migliore per far attorcigliare l’azienda su una mancata capacità di recuperare produttività, perché abbiamo visto anche con i dati che stanno circolando in questi giorni, come di fatto la produttività e la capacità di essere competitivi si recuperi facendo le cose, non abbandonando pezzi di attività che possono aiutare invece. Quindi il tema di una maggiore capacità di contrastare l’evasione nei mezzi di ACTV, il tema di erogare servizi magari capaci di intercettare i flussi realmente, e quindi ho sentito parlare nei giorni scorsi delle motonavi tra il Tronchetto e San Zaccaria, sono tutta una serie di iniziative che vanno tarate, i tecnici sono qui per questo, che però possono servirci a recuperare terreno sul piano dell’abilitazione.
Il fatto di tagliare posti di lavoro, secondo me qui, siccome io sono convinto, rileggerò bene i dati, li confronterò con le fonti, ma sono convinto che il ricorso allo straordinario sia un ricorso che è stato centrale e strategico per riuscire a garantire il servizio per come l’abbiamo conosciuto, è evidente che tagliando posti di lavoro, si renderà sempre più complicato la possibilità di coprire i turni. Tanto più, e qui magari chiederei anche, basta proprio un cenno d’intesa, a febbraio mi era stata data risposta su un’interrogazione relativa agli stagionali di ACTV che erano stati in parte assorbiti prima della fine dell’anno 2013, quindi già pronti ad essere operativi, e in parte invece erano stati mesi in stand-by, in attesa di capire come andava a finire con il decreto salva-Venezia cosiddetto, e quindi con la possibilità di rinnovare.
Io confido che siano state riprese in mano queste posizioni, perché evidentemente sarebbe importante contare anche su queste decine di lavoratori. Ripeto, io sono molto perplesso sul fatto che il recupero di produttività avvenga tagliando l’organico di ACTV, specie quello operativo, quindi sugli autobus, sui mezzi d’acqua, eccetera. Quindi mantengo tutte le mie perplessità. Ovviamente è un tema scottante che è all’ordine del giorno alla discussione di tutti, un po’ di tutti in città, quindi avremo modo sicuramente di ritornarvi. Facciamo così, visto che il tema è pressappoco lo stesso anche dell’interpellanza che dovrebbe seguire, se mi dicono un sì o un no sul tema degli stagionali, abboniamo l’interpellanza.
PRESIDENTE TURETTA. Invito a cercare di contenere i tempi, così riusciamo a fare le altre. Assessore, non posso fare ancora repliche, siccome poi c’è un tema omologo sull’interpellanza…
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE TURETTA. Chiedo scusa, ero distratto. Prego, Assessore.
ASSESSORE BERGAMO. Confermo che gli impegni presi, già comunicati anche al Consigliere Bonzio da parte dell’azienda, vengono confermati e sarà evidente negli orari estivi che verranno comunicati a giorni. Quindi per gli stagionali non c’è nessuna ripercussione.
PRESIDENTE TURETTA. Quindi l’interpellanza n. 19 è da fare o no? Agli atti che l’interpellanza n. 19 viene ritirata.