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Partito Democratico - Il punto di vista di Claudio Borghello

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Vi e' nella Costituzione l’art.49 che recita: tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Questo articolo sostiene un concetto di organizzazione democratica straordinariamente moderno: ognuno ha il diritto di trovarsi uno spazio per partecipare al futuro del proprio paese.
E’ quindi compito di tutti garantire questo diritto ed è anche dovere di tutti esercitare tale diritto.
Cioè se si rinuncia ad esercitare tale diritto lo si mette in discussione.
Chi non vota, chi non sceglie, chi rimane volontariamente inerme, chi si sottrae al confronto non può vantare crediti democratici, può solo subire soprusi o errori.
Il voto, i partiti, i movimenti però sono l’apice dello sviluppo del concetto di organizzazione democratica del paese.
Vi è un agire quotidiano di ognuno che ne costituisce la base.
Perché ogni cittadino può e deve fare politica.
Tutti noi, in ogni momento, in ogni confronto, in ogni dimensione sociale, facciamo politica, creiamo relazioni.
Tutti siamo chiamati a svolgere al meglio, con onestà, correttezza, professionalità, buona disposizione, il nostro compito nella società.
Non vi può essere una rinuncia volontaria a questa responsabilità, non ci è permesso e non può essere tollerato.
La politica in un paese si forma con l’agire di ognuno non con la scelta di pochi ed è in questo diffuso agire quotidiano, la cui responsabilità giace in capo ad ogni cittadino, che l’art. 49 della Costituzione italiana trova ragion d’essere e valore.
Tutti siamo politici e non dobbiamo dimenticarlo mai.
La voglia di partecipare alla costruzione delle scelte che si sente nel Paese deve essere fatta propria dai partiti per confermare l’attualità di quell’articolo della Costituzione e consegnare quel concetto di democrazia anche alle nuove generazioni.
E guai a chi utilizza questo grande patrimonio, che ci è stato lasciato e che ci permette di vivere in una condizione di democrazia e libertà di pensiero, per demolire, demonizzare o delimitare a proprio favore il sistema di regole: non c’è partecipazione e quindi democrazia senza regole giuste.
Non serve a nessuno demolire le istituzioni e allontanare i cittadini dai partiti, serve esattamente il contrario.
Per questo è urgente favorire la più alta forma di partecipazione, il voto per l’elezione del parlamento, cambiando le regole elettorali.

 
 
Pubblicato il 25-07-2012 ore 15:11
Ultima modifica 25-07-2012 ore 15:11
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