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Partito Democratico - Il punto di vista di Claudio Borghello

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Con la situazione libica si verifica la dimensione fallimentare dell'azione del governo.


La situazione venutasi a creare nei paesi africani del Mediterraneo e' da considerarsi positiva in quanto dimostra la voglia di democrazia e sviluppo di quelle genti; uno sviluppo governato da una classe politica eletta democraticamente e regole civili costituzionalmente moderne sono condizioni che permetterebbero di dimensionare a livelli sostenibili l'emigrazione da quei paesi e di conseguenza l'immigrazione in Europa.


Il governo tunisino di Ben Ali', cercando di soffocare la rivolta, ha provocato un esodo verso le coste italiane di disperati, cosi' come la repressione violenta di Gheddafi provoca migliaia di fughe.


Con la Libia sono macroscopici gli errori di politica estera del governo: i rapporti con quel paese e il regime che lo governava sembravano privilegiati, in linea con le esigenze di collaborazione economica che i pochi grandi gruppi economici italiani richiedevano e in attuazione di una politica di accordo bilaterale rispetto i flussi migratori verso l'Italia.


Nonostante ciò, non si è neppure tentato di utilizzare una via politica per trattare con la Libia ed evitare così il ricorso alle armi.


In questo modo l'Italia, senza neppure una discussione parlamentare, si ritrova impegnata in un'altra azione militare.


A Lampedusa giungono migliaia di persone, in fuga dalle violenze dei loro paesi, in particolare dalla Libia. Sono per legge clandestini (pochissimi chiedono asilo politico) e quindi, per la legge Bossi - Fini, commettono un reato penale come toccano il suolo italiano.


Si vede in quell'isola il dramma che oggi colpisce parimenti tutte le carceri italiane per effetto di una legge malfatta.


Si riempie Lampedusa di persone in attesa di giudizio, che costano migliaia di euro di burocrazia inutile, destinate al rimpatrio solo se identificate, attività che si rivela molto difficile da fare se quella e' la condizione per l'espulsione.


Questa situazione e' dovuta alla politica della Lega, la politica che ha tolto le risorse per sviluppare dei seri accordi bilaterali e una fattiva politica estera con i paesi a rischio emigrazione.


Una politica che riempie le carceri di immigrati inutilmente e che spende milioni di euro per costruirne altre, la politica assurda del "click day" che permette alle mafie dell'immigrazione di introdurre legalmente in Italia manodopera straniera da sfruttare. Lega, Lampedusa, Libia: il governo soffre il fattore "L".

 
 
Pubblicato il 23-03-2011 ore 18:02
Ultima modifica 23-03-2011 ore 18:02
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