Logo della Città di Venezia
Sei in: Home > Comune > Consiglio comunale archivio 2010-2014 > Commissioni consiliari > IX Commissione > Archivio atti > Verbale
Contenuti della pagina

IX Commissione - Verbale

Seduta del 28-11-2012 ore 09:30

 

Consiglieri componenti la Commissione: Gabriele Bazzaro, Pierantonio Belcaro, Sebastiano Bonzio, Renato Boraso, Claudio Borghello, Giuseppe Caccia, Cesare Campa, Antonio Cavaliere, Pasquale Ignazio ''Franco'' Conte, Sebastiano Costalonga, Ennio Fortuna, Marco Gavagnin, Luigi Giordani, Giovanni Giusto, Giacomo Guzzo, Valerio Lastrucci, Lorenza Lavini, Michele Mognato, Jacopo Molina, Carlo Pagan, Luca Rizzi, Emanuele Rosteghin, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Davide Tagliapietra, Domenico Ticozzi, Marco Zuanich, Michele Zuin

 

Consiglieri presenti: Gabriele Bazzaro, Pierantonio Belcaro, Claudio Borghello, Antonio Cavaliere, Pasquale Ignazio ''Franco'' Conte, Sebastiano Costalonga, Ennio Fortuna, Giacomo Guzzo, Valerio Lastrucci, Lorenza Lavini, Jacopo Molina, Emanuele Rosteghin, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Davide Tagliapietra, Giampietro Capogrosso (sostituisce Carlo Pagan), Marta Locatelli (sostituisce Cesare Campa), Giuseppe Toso (sostituisce Michele Mognato), Simone Venturini (sostituisce Marco Zuanich), Alessandro Vianello (sostituisce Giovanni Giusto)

 

Altri presenti: Assessore Carla Rey, Direttore Alessandro Martinini, Dirigente Stefania Battaggia, Associazioni dei Consumatori e degli Utenti, Rappresentanze Locali delle Organizzazioni del Commercio, Turismo e Servizi

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Prosecuzione esame della proposta di deliberazione PD n. 635 del 2/10/2012 con oggetto:"Adempimenti in tema di liberalizzazione delle attività economiche, semplificazione amministrativa e adeguamenti procedurali: -Nuovo Regolamento per le Attività di Somministrazione di Alimenti e Bevande - Abrogazione norme regolamentari."

Verbale

Alle ore 9.50, il Presidente della IX Commissione consiliare, Ennio Fortuna, constatata la presenza del numero legale, dichiara aperta la seduta, introduce l’argomento iscritto all’ordine del giorno e dà la parola all’Assessore Rey.

ASS. REY riprende l’illustrazione della proposta di deliberazione dall’art. 11 che non ha osservazioni da parte delle Municipalità ma soltanto di Confartigianato. Afferma che su questo punto non è dell’idea di fare un provvedimento ad hoc perché non sarebbe né opportuno né giustificabile. La proposta, pertanto, non viene accolta. Prosegue con la lettura dell’art. 12 e con la lettura delle osservazioni delle Municipalità che propongono l’aggiunta di un termine di 90 giorni. Annuncia l’accoglimento della proposta. CONFCOMMERCIO propone di eliminare la definizione “zona” ma lei non ritiene di accogliere questa proposta.

CAPOGROSSO Chiede se la suddivisione sia in zone, microzone ed ambiti.

DIR. BATTAGGIA spiega che la suddivisione è in zone e microzone, che sono un’ulteriore suddivisione. Gli ambiti si riferiscono agli ambiti di tutela ma la loro perimetrazione coincide con quella di una microzona.

ASS. REY si dice disposta ad accogliere l’eliminazione della parola “ambito”. Sempre all’art. 12, Confcommercio chiede di eliminare l’ultima parte (barrata) dell’articolo. Spiega di aver previsto la possibilità, per i chioschi che esercitano sul suolo pubblico, la possibilità di entrare in una attività privata. Le osservazioni di Confcommercio riaprirebbero alla possibilità dei plateatici.

Alle ore 9.59 entra il Consigliere Cavaliere.

BORGHELLO ritiene che più restrizioni ci sono e più è difficile farle rispettare.

VENTURINI ritiene che un plateatico non è sempre una cosa negativa, tra l’altro, può essere fonte di introiti per il Comune.

MOLINA la possibilità o meno di un plateatico per una azienda può essere motivo di discrimine. Chiede se ci sia un riferimento di Legge che inibisca per 5 anni il trasferimento di occupazione di suolo pubblico. Se questo non c’è, la proposta è facilmente aggredibile.

Alle ore 10.55 entrano i Consiglieri Guzzo, Costalonga e Tagliapietra.

ASS. REY nulla vieta una riflessione al fine di escludere un attacco dal punto di vista giuridico. Passa alla lettura dell’art. 13 che non ha alcuna osservazione e procede con la lettura dell’art. 14, leggendo le osservazioni di Confcommercio. Le modifiche al comma 1 sono prese dalla Legge regionale ed una eventuale modifica, come da richiesta, non riguarderebbe la competenza del Comune.

Alle ore 10.10 entra il Consigliere Vianello.

DIR. BATTAGGIA afferma che la Proposta di Confcommercio è di assoggettarla ai requisiti strutturali ma, a loro giudizio, diventerebbe troppo pesante.

DAZZO (AEPE) spiega che in molti casi,l’attività complementare assume le sembianze di attività primaria. Un museo non deve fare attività di somministrazione al pubblico ma deve limitarsi ai soli visitatori del museo. Questo è il senso della loro richiesta perché altrimenti si configura la concorrenza sleale. Se è così, gli si devono applicare le medesime sanzioni.

ASS. REY afferma che questa attività sono già in possesso dei requisiti strutturali. Comunque, se fanno attività di somministrazione verso l’esterno, commettono un’irregolarità. Pero, per sanzionare e chiudere l’attività che commette irregolarità, serve un attività di controllo.

ROSTEGHIN anche se il divieto è previsto per legge, si deve trovare un modo per puntualizzarlo meglio.

Alle ore 10.18 entra il Consigliere A. Scarpa.

VENTURINI si può fare un rinvio alla Legge regionale ma, se si vuol copiare l’articolo, inserendolo nel Regolamento, va specificato mettendolo in rubrica.

DAZZO (AEPE) ciò che è scritto è scritto in maniera equivoca perché pare che nei cinema si possa consumare al bar interno senza dover, necessariamente, acquistare il biglietto.

ASS. REY verrà precisato meglio l’ambito in cui si opera. Il comma 4 è accoglibile.

Alle ore 10.22 entra la Consigliera Locatelli ed escono i Consiglieri Cavaliere e Tagliapietra.

CAPOGROSSO non è d’accordo sull’aggiunta del punto 4 al primo comma dell’articolo 14.

TOSO riferisce di mense aziendali con avventori che non sono dipendenti dell’azienda ma che con l’azienda hanno un qualche rapporto di lavoro, come per esempio i manutentori.

PANCIN (AEPE) legge l’art. 3 della L.29 che fa riferimento “Ai propri dipendenti”

GUZZO ritiene la modifica proposta accoglibile (punto 1, comma 1, art. 14)

Alle ore 10.29 esce il Consigliere Bazzaro e rientra il Consigliere Tagliapietra.

ASS. REY per lei non è accoglibile. Procede con la lettura dell’art. 15 che riguarda alimenti e bevande all’interno delle librerie. Le Municipalità non hanno presentato alcuna osservazione. Ci sono osservazioni da parte delle Categorie, dei cittadini e dei librai. Procede con la lettura delle osservazioni di Confcommercio, assieme a quelle proposte dalla Libreria M. Polo, in modo da avere una visione d’insieme. Propongono un limite legato al fatturato. La Libreria La Toletta suggerisce di alzare il limite di attività da 5 a 10 anni per scongiurare il rischio che ci siano bar mascherati da librerie. Procede con le osservazioni dell’Università Cà Foscari. Ritiene ci debba essere una superficie minima che non sia quella proposta da Confcommercio (150mq.) perché il non mettere vincoli diventerebbe controproducente.

Alle ore 10.37 entra il Consigliere Lastrucci.

Ritiene di dover sentire i librai e pensa che un limite congruo possa essere quello degli 80 mq. di superficie, indicando, però, una superficie minima dedicata alla somministrazione che potrebbe essere del 10-20 % della superficie di vendita. La proposta del fatturato, se realistico, poi lo si deve poter controllare. È d’accordo di non comprendere gli alcolici nella somministrazione. Ritiene fondamentale che l’attività sia presente da un certo numero di anni (5). Chiede, però, venga fornito il servizio igienico ai clienti.

Alle ore 10.41 rientra il Consigliere Bazzaro.

PELLIZZATO (Libreria La Toletta) la ratio, chiara, è di aiutare le librerie potendo vedere in Città ciò che già si vede a livello internazionale ed europeo. Spiega che hanno proposto più di 5 anni di attività per evitare che si aprano bar camuffati da librerie. Va bene una superficie di vendita minore ma non concorda sulla limitazione per gli alcolici.

Alle ore 10.45 rientra il Consigliere A. Scarpa.

TAGLIAPIETRA ritiene che caffè e vino facciano parte della storia e della cultura del nostro paese. Inoltre, serve il servizio per disabili e l’abbattimento delle barriere architettoniche.

LIB. M. POLO ritiene che il bar all’interno delle libreria debba essere accessorio e l’unico vero vincolo deve essere legato al fatturato. Se si pone il vincolo dell’attività aperta da almeno 5 anni, non aprirà più nessuna nuova libreria.

PRES. FORTUNA rimane il problema del controllo del fatturato.

BORGHELLO chiede di intervenire sull’ordine dei lavori per ricordare di chiudere entro le 11.00 per consentire l’insediamento della Commissione successiva.

R. SCARPA ritiene che, se il motivo di consentire la somministrazione serve ad aiutare le librerie, non si può mettere il vincolo degli anni, altrimenti si preclude la possibilità di apertura di nuove librerie. Ritiene, anche, si possa somministrare il vino. Per ciò che concerne i servizi igienici questi devono avere le caratteristiche più ampie, previste per legge.

Alle ore 10.52 rientra il Consigliere Bazzaro.

GUZZO se si vuole incrementare l’apertura delle librerie si deve togliere il limite dei 5 anni. Si deve avere un servizio del genere, come molti bar che al loro interno hanno i libri.

COSTALONGA non è d’accordo sul non porre dei vincoli per le attività di somministrazione poste all’interno delle librerie. La liberalizzazione la si deve intendere con regole precise e si devono aiutare anche le attività esistenti.

VENTURINI la ratio non è quella di aprire dei bar “mascherati” ma si devono comunque porre delle regole che siano consone, come per esempio quella della superficie minima e studiare la possibilità di un servizio igienico. Non crede che una libreria possa far concorrenza ad un bar. Si deve far in modo di incrementare il numero delle librerie.

ROSTEGHIN ricorda che se una persona vuol aprire una libreria, con un bar al proprio interno, lo può fare anche senza dover attendere i 5 anni, purché in possesso di tutti i requisiti del caso. Se lo si vuol fare ricorrendo alla deroga prevista da questo regolamento, alcune limitazioni servono.

PANCIN (AEPE) ricorda la recente chiusura di 14.000 attività commerciali. Anche l’attività di somministrazione di alimenti e bevande è in crisi.

LASTRUCCI l’obiettivo è quello di non far chiudere alcune librerie e non ritiene si vadano, per questo, ad aprire dei veri e propri bar. Condivide l’intervento del Consigliere Rosteghin.

ALBERTI (Cittadina) pone il problema degli spazi per manifestazioni che sono difficilmente reperibili e costosi. Si devono aiutare queste iniziative. Crede che chi vuol aprire un bar, forse, non è in grado di gestire una libreria. L’adeguamento dei servizi igienici rappresenta un discrimine per le piccole librerie che non hanno molte risorse economiche.

Alle ore 11.10 esce il Consigliere Vianello e rientra il Consigliere A. Scarpa.

LOCATELLI conviene sul fatto che il decreto liberalizzazioni crei qualche problema alle attività. Non rileva un problema di trasferimento di genere di una libreria che possa diventare un bar. Tra l’altro, anche la clientela delle librerie è diversa da quella dei bar. Sono fasce di differenziazione della clientela. Si deve fare attenzione affinché rimanga un’attività accessoria.

R. SCARPA non si ritrova nell’intervento del collega Rosteghin, perché si è in tema di liberalizzazioni.

ASS. REY è importante capire da dove si parte per non perdere il punto di vista. L’ipotesi che è stata proposta è per venire incontro alle attività esistenti e si tratta di “deroga”. Se la discussione porta ad intervenire su dei parametri, per venire in aiuto, lo si fa.

PRES. FORTUNA alle ore 11.20, esaurito l’ordine del giorno, dichiara chiusa la seduta.

 

 

 

 

Atti collegati
convocazione tabella presenze resoconto sintetico
leggi apri leggi
 
 
A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 04-12-2012 ore 10:15
Ultima modifica 04-12-2012 ore 10:15
Stampa