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V Commissione - Verbale

Seduta del 03-05-2011 ore 14:30

 

Consiglieri componenti la Commissione: Sebastiano Bonzio, Renato Boraso, Giuseppe Caccia, Giampietro Capogrosso, Antonio Cavaliere, Saverio Centenaro, Nicola Funari, Marco Gavagnin, Luigi Giordani, Giovanni Giusto, Valerio Lastrucci, Lorenza Lavini, Bruno Lazzaro, Marta Locatelli, Michele Mognato, Jacopo Molina, Carlo Pagan, Giorgio Reato, Gabriele Scaramuzza, Renzo Scarpa, Christian Sottana, Giuseppe Toso, Gianluca Trabucco, Simone Venturini, Alessandro Vianello, Stefano Zecchi, Michele Zuin

 

Consiglieri presenti: Renato Boraso, Giampietro Capogrosso, Antonio Cavaliere, Saverio Centenaro, Marco Gavagnin, Luigi Giordani, Valerio Lastrucci, Lorenza Lavini, Bruno Lazzaro, Michele Mognato, Jacopo Molina, Carlo Pagan, Gabriele Scaramuzza, Renzo Scarpa, Gianluca Trabucco, Alessandro Vianello, Gabriele Bazzaro (sostituisce Christian Sottana), Claudio Borghello (sostituisce Giorgio Reato), Andrea Renesto (sostituisce Nicola Funari), Alessandro Scarpa (sostituisce Stefano Zecchi)

 

Altri presenti: Assessore Urbanistica Ezio Micelli, Direttore Urbanistica Oscar Girotto, Dirigente Urbanistica Luca Barison, Funzionaria Urbanistica Valentina Bassato, Funzionaria Urbanistica Roberta Albanese, Funzionaria Urbanistica Barbara Maso

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Esame della proposta di deliberazione PD 226 del 06/04/2011: Presa d'atto di non pervenute osservazioni e contestuale approvazione della "variante parziale alla VPRG vigente per l'approvazione del progetto preliminare relativo a parcheggi scambiatori ai sensi L. 122/89 - Trivignano C 3^ Fase - con contestuale adozione di variante al PRG per apposizione del vincolo preordinato all'esproprio (art. 19 DPR 327/2001). Partecipazione al procedimento e decisione sulle osservazioni, art. 11 DPR 327/2001 (CI 10968)"
  2. Esame della proposta di deliberazione PD 965 del 21-12-2010: "PIANO DI ASSETTO DEL TERRITORIO (PAT) - Adozione ai sensi dell'art. 15 della Legge Regionale 23 Aprile 2004 n. 11. Autorizzazione al Sindaco a partecipare alla Conferenza di Servizi di approvazione" - PROSECUZIONE ESAME DELLE NORME TECNICHE RELATIVE AL PAT DALL'ARTICOLO 18
  3. Esame della proposta di delibearazione PD 481 del 17-05-2010: Variante al Programma di Recupero Urbano per l'area dell'ex deposito ACTV e al Piano Particolareggiato per attrezzature economiche e verde pubblico, in via Torino a Mestre - Controdeduzioni alle osservazioni - approvazione

Verbale

Alle ore 14.35, il Presidente della V Commissione Consiliare, Giampietro Capogrosso, constatata la presenza del numero legale, dichiara aperta la seduta.

CAPOGROSSO comunica che in merito al punto 1 dell’O.d.G. la Municipalità di Chirignago Zelarino con deliberazione nr. 16 del 2 Maggio 2011 ha espresso parere favorevole all’unanimità.

BASSATO illustra la proposta di deliberazione relativa alla variante al PRG attinente alla realizzazione del parcheggio scambiatore Trivignano C, ricordando l’adozione del Consiglio Comunale con deliberazione nr 59 del 8 Febbraio 2010 e la successiva pubblicazione del provvedimento, dove non sono pervenute osservazioni da parte della collettività.

CAPOGROSSO propone di licenziare la proposta di deliberazione per il Consiglio Comunale con il parere favorevole all’unanimità (Allegato A). La commissione approva.

Ore 14.40 – Punto 2 dell’O.d.G.

Entra il consigliere Renzo Scarpa.

CAPOGROSSO ricorda ai consiglieri che nella precedente riunione del 19 Aprile u.s. si erano esaminati gli articoli delle norme tecniche relative al PAT fino all’art. 17.

GIROTTO inizia la descrizione ed illustrazione delle norme contenute nel Titolo IV (Tutela dei beni storico-monumentali e architettonici) nell’articolo 18 (I centri storici) e nell’articolo 19 (Gli impianti urbanistici significativi) citando a titolo di esempio quelli delle aree della città giardino a Marghera e al Lido di Venezia, oltre che al Villaggio San Marco e Laguna a Campalto.

SCARPA R. domanda se saranno considerate anche altre identità costituite.

CAPOGROSSO aggiunge a titolo esemplificativo il Villaggio Sartori e l’intervento di Marghera “Chiari e Forti”

Alle ore 14.45 entrano i consiglieri Alessandro Vianello, Marco Gavagnin e Antonio Cavaliere.

GIROTTO precisa che il PAT definisce come approfondimento del P.I. l’individuazione di ulteriori e/o diversi livelli di tutela, previe le dovute analisi di altri ambiti da considerare come significativi. Continua l’illustrazione dell’articolo 20 (Le Isole minori della Laguna) ricordando che con la recente approvazione della Regione Veneto della deliberazione comunale, la strumentazione urbanistica del Comune di Venezia si è adeguata al PALAV, e dell’articolo 21 (Edifici e complessi monumentali, di interesse storico-testimoniale e Ville Venete) che mira a tutelare i singoli edifici e/o le ville venete che non rientrano nelle casistiche degli articoli 18 e 19 delle norme tecniche.

Alle ore 14.50 entrano i consiglieri Renato Boraso e Jacopo Molina.

CENTENARO interviene in merito al secondo capoverso dell’articolo 21 quando si fa riferimento a tutelare quanto previsto dal PRG e poi prevedendo possibile modifiche con il successivo PI.

CAPOGROSSO interviene in merito alla questione delle Ville Venete ricordando che la Regione Veneto sta elaborando il Piano Paesaggistico ed un documento di orientamento per i contesti e gli ambiti delle Ville Venete. Una volta approvato il Piano Paesaggistico, dovranno essere adeguati i PAT e i PATI dei vari enti locali.
GIROTTO precisa che nell’elaborazione della documentazione del PAT per le Ville Venete si è fatto ricorso alla banca dati fornita dall’Istituto stesso, e che sia la Regione Veneto che la Soprintendenza stanno predisponendo degli atti che dovranno avere il conseguente adeguamento normativo nella strumentazione locale. Continua l’illustrazione dell’articolo 22 (Pertinenze scoperte da tutelare) dove nelle tavole 2 e 4 degli elaborati del PAT vengono individuate le principali e significative pertinenze meritevoli di tutela. Inizia l’illustrazione del Titolo V (Ambiti Territoriali Omogenei – ATO), ricordando che i precedenti articoli riguardavano i contenuti e le norme generali, mentre i successivi articoli attuano disposizioni specifiche per i diversi contesti descritti negli articoli. Illustra l’articolo 23 (Definizione degli ATO) descrivendo i 12 ATO e il relativo territorio compreso nei diversi ambiti.

Alle ore 15.00 entrano i consiglieri Valerio Lastrucci, Michele Mognato, Gabriele Scaramuzza e Andrea Renesto.

SCARPA R. chiede qual è la specifica funzione della suddivisione del territorio comunale in 12 ATO.

GIROTTO spiega che la suddivisione in 12 ATO è stata fatta oltre che sull’omogeneità di ogni singolo ambito sotto il punto di vista della formazione insediativa e delle caratteristiche geografiche e morfologiche, anche tenendo in considerazione l’attuale strumentazione urbanistica al fine di semplificare successivamente il relativo PI.

Alle ore 15.05 entrano i consiglieri Carlo Pagan e Alessandro Scarpa.

LASTRUCCI ritiene che una suddivisione così grande in 12 ATO del territorio Comunale possa rappresentare una complicazione nelle fasi successive, suggerendone un numero limitato a 3 ATO soltanto. Cita a titolo di esempio le possibili complicazioni quando un determinato intervento è “a cavallo” di due ambiti diversi.

GIROTTO ricorda che la L.R. 11/2004 motiva le costituzioni delle ATO per determinare i dimensionamenti in base alle caratteristiche dell’ambito in cui ricadono, ritenendo difficilmente considerabile un ATO che comprende sia zona agricola che industriale. Aggiunge che tra i principi della L.R. 11/2004, il dimensionamento degli ATO ha riflessi sull’intero dimensionamento del PAT del Territorio Comunale.

GAVAGNIN domanda se la divisione in ATO potrà permettere lo “spostamento di cubatura” tra ATO diversi e quale sarà il soggetto titolare a prendere queste decisioni.

GIROTTO risponde che l’articolo 24 (Direttive per la formazione del P.I.), che illustra brevemente, sancisce la possibilità per il PI, fatte salve gli obiettivi di sostenibilità prefissati nella VAS, e le strategie e il dimensionamento totale previsto nel PAT, di attuare limitate variazioni al perimetro e motivate variazioni al carico insediativo degli ATO. Precisa che tale facoltà è di competenza del Consiglio Comunale cui spetta l’approvazione del PI. Illustra l’articolo 25 (Interventi per A.T.O. e standard qualitativo dei servizi) spiegandone i contenuti che definiscono le aree idonee per gli interventi di miglioramento delle qualità urbane e territoriali, le aree di riqualificazione e riconversione, i limiti degli insediamenti e i parametri teorici di dimensionamento, ricordando che le tavole degli elaborati nr. 4 rappresentano graficamente quanto stabilito dall’articolo. Inizia l’illustrazione del titolo VI (Sistema insediativo ed infrastrutturale) con l’articolo 26 (Aree di urbanizzazione consolidata) precisando il concetto di consolidato e cosa viene compreso come interventi previsti dal precedente PRG.

LASTRUCCI argomenta in merito a cosa considerare come consolidato nel PAT del Comune di Venezia, in riferimento all’eventuale approvazione o meno da parte del Consiglio Comunale del relativo strumento urbanistico attuativo.

CENTENARO ricorda i vari interventi in merito alla definizione del consolidato e cosa deve essere considerato come tale, attuati nella precedente Amministrazione Comunale durante la discussione del PAT. Domanda a titolo di esempio come comportarsi se all’interno del consolidato è prevista una C2RS ma la stessa non è ancora stata approvata dal Consiglio Comunale.

BORASO ricorda che sul tema delle C2 e delle C2RS e del loro inserimento come previsione nel consolidato all’interno del PAT si era discusso parecchio durante la precedente Amministrazione, e segnala però nella proposta attuale, alcune C2 sono state “sospese” e non inserite, invitando ad un approfondimento mirato onde evitare possibili contenziosi dinanzi al TAR.

Alle ore 15.20 escono i consiglieri Carlo Pagan, Alessandro Scarpa e Bruno Lazzaro.

GAVAGNIN interviene in merito alle aspettative a costruire, che non è un diritto acquisito, dei proprietari di lotti del territorio Comunale e ritorna sulla questione dei carichi insediativi degli ATO domandando, a titolo di esempio, se la previsione dell’ATO di Burano di 830 nuovi abitanti potrà essere “spostato” in un altro ATO.

LASTRUCCI interviene in merito al fatto che i proprietari dei terreni pagano l’ICI al Comune di Venezia quale terreno edificabile in base alle previsioni del vigente PRG, ed hanno la prerogativa a costruire nel lotto di loro proprietà. Interviene in merito al fatto che il PRG comprende determinate C2 e C2RS che dovrebbero avere già valenza confermatoria nel PAT mentre la norma prevede di rimandare la loro attuazione all’approvazione del PI.

MOLINA ritiene che i proprietari delle aree destinate a C2 e C2RS, che nel corso degli anni hanno pagato l’ICI per l’area edificabile, abbiano una posizione giuridica qualificata e che l’Amministrazione comunale deve valutare attentamente eventuali modifiche alle loro destinazioni.

CAPOGROSSO argomenta in merito alla distinzione tra strumento urbanistico attuativo adottato dalla Giunta e approvato dal Consiglio Comunale, rispetto a quelli che devono ancora iniziare il loro iter approvativo. Ritiene che il PAT consideri tutte le C2RS e le C2 previste nel PRG, fatto salvo alcune specifiche C2 che sono state ridotte recuperando circa 23 Ettari di aree da destinare alla non edificabilità. Aggiunge che rispetto al precedente PRG, nel PAT sono considerati anche ulteriori aspetti di tutela, quali ad esempio quelle ambientali, che possono incidere nelle scelte programmatorie.

Alle ore 15.35 entra il consigliere Alessandro Scarpa.

GIROTTO spiega il metodo di costruzione del consolidato che è stato concordato con gli uffici Regionali Urbanistici, precisando che non comprende tutti gli ambiti dove sono previsti strumenti urbanistici, il cui eventuale inserimento avverrà come espansione. Cita a titolo di esempio i parcheggi scambiatori approvati dal Consiglio Comunale e ancora da realizzare e/o le aree PEEP previste nel territorio Comunale. Ricorda che il PAT demanda al successivo PI l’attuazione delle aree in previsione futura ed non immediata, ricordando i vincoli di coordinamento con il Bilancio Comunale. Ricorda che l’attuale proposta di PAT non conferma alcuni ambiti di espansione e ricorda che la discussione nella passata Amministrazione verteva sull’omogeneizzazione dell’espansione delle aree dall’adozione all’approvazione del PAT al fine di tutelare gli interessi legittimi dei proprietari.

Alle ore 15.40 escono i consiglieri Gabriele Bazzaro e Alessandro Vianello.

LASTRUCCI interviene in merito alla diversa pianificazione urbanistica e a cosa si deve ritenere che debba far parte del consolidato del PAT.

BORASO domanda se è legittimo stralciare, dal consolidato, ambiti quali le C2 che erano state individuate dal Consiglio Comunale nel precedente PRG.

MOLINA interviene in merito al fatto che dall’adozione del PAT scatta il regime di salvaguardia per le parti non in conflitto e domanda delucidazioni sui strumenti urbanistici attuattivi che eventualmente si rendessero necessari prima dell’approvazione del successivo PI.

GIROTTO precisa che l’adeguamento della normativa del PAT rispetto alla precedente versione, è stata fatta proprio per tutelare i diritti dei cittadini, ricordando che la semplice previsione del PRG non costituisce un diritto reale dei proprietari. Ricorda che la L.R. 11/2004 stabilisce che sia il PI lo strumento urbanistico concreto per l’attuazione delle previsioni urbanistiche, precisando che lo strumento è collegato all’elenco delle Opere Pubbliche dell’Amministrazione Comunale, al bilancio annuale e triennale del Comune di Venezia ed eventualmente all’approvazione di accordi di programma tra Amministrazioni Pubbliche. Precisa che le aree oggetto di stralcio sono delle ZTO di tipo C2 e delle aree PEEP, che erano state previste dalla variante al PRG per la Terraferma del 2004 e che al 2009 non avevano trovato attuazione facendo decadere il vincolo preordinato all’esproprio. Alla richiesta del consigliere Gavagnin sull’ATO Burano risponde che sarà il PI a stabilire se ci sono le condizioni per utilizzare il dimensionamento previsto dal PAT, e che eventualmente, con i dovuti approfondimenti, si potrà procedere a limitate modifiche del perimetro dell’ATO e della distribuzione dei suoi abitanti teorici.

CAPOGROSSO comunica che l’esame delle norme tecniche relative al PAT proseguirà in una successiva riunione dall’articolo 27.

Ore 16.00 – Punto 3 dell’O.d.G.

Escono i consiglieri Andrea Renesto, Alessandro Scarpa, Claudio Borghello e Valerio Lastrucci.

CAPOGROSSO ricorda che in data 11 Giungo 2010 si è proceduto all’illustrazione della proposta di deliberazione e che nella seduta odierna si procederà all’esame delle osservazioni pervenute, del parere della Municipalità di Mestre Centro e della Commissione per la Salvaguardia di Venezia, oltre alle relative controdeduzioni formulate dagli uffici Comunali.

MASO illustra tramite la videoproiezione delle principali tavole ed elaborati significativi la proposta di deliberazione relativa alla variante al Programma di Recupero Urbano per l’area dell’ex deposito ACTV in Via Torino. Dettaglia gli ambiti d’intervento, le previsioni del piano e i dettagli delle nr. 6 UMI previste all’interno dell’ambito. Continua l’illustrazione con gli elaborati relativi alle previsioni degli standard primari e secondari e i rendering dei futuri interventi.

Alle ore 16.20 entra il consigliere Valerio Lastrucci.

BARISON illustra il parere favorevole con osservazioni della Municipalità di Mestre Centro espresso con deliberazione nr. 23 del 24 Giugno 2010 e le relative controdeduzioni di accoglimento parziale delle osservazioni formulate che saranno recepite nell’emendamento di Giunta Comunale. Delucida il parere contrario della Commissione per la Salvaguardia di Venezia espresso nella seduta del 21 Dicembre 2010 e la controdeduzione esplicativa formulata dagli uffici Comunali. Illustra la proposta di emendamento che riguarda le modifiche agli elaborati e alle tavole grafiche in conseguenza dell’accoglimento delle osservazioni della Municipalità con relativo elaborato grafico allegato che chiarisce il maggior distacco del nuovo edificio da quelli esistenti e la relativa riduzione di altezza. Continua l’illustrazione dell’emendamento in merito alle modalità di attuazione degli interventi solo a seguito dell’approvazione del Piano delle bonifiche, all’integrazione della documentazione con l’elaborato relativo alle “analisi dei flussi relativi all’area di Via Torino” e il relativo parere della Direzione Mobilità, oltre all’adeguamento e quindi alla non più necessità di acquisizione del parere della CSV dato che la strumentazione urbanistica Comunale è adeguata a quella sovraordinata.

BORASO domanda se, considerata la proprietà dell’area da parte di una società pubblica dell’Amministrazione Comunale e che la proposta di deliberazione concerne la variante al precedente Programma di Recupero Urbano, i consiglieri comunali possono incidere, ad esempio, sulle previsioni volumetriche del piano. Domanda delucidazioni in merito alle previsioni dell’invarianza idraulica nella zona oggetto di intervento.

BARISON risponde che ogni consigliere può presentare delle proposte di emendamento che sono successivamente valutate, dal punto di vista tecnico, dagli uffici Comunali.

LASTRUCCI ritiene che la proposta di emendamento accolga le richieste formulate in merito alla necessità di una trasposizione del corpo edilizio da Corso del Popolo. Effettua alcune osservazioni in merito all’opportunità di considerare i pannelli solari a copertura degli edifici invece della nuova previsione del “verde verticale” che comporta problemi di gestione del verde stesso. Esprime le sue perplessità sulla reale funzionalità dell’intervento e le relative problematiche legate alla viabilità / mobilità, considerando i problemi di congestione viabilistica di Via Torino e la previsione di insediamento di una struttura commerciale con il conseguente aumento del traffico. Suggerisce di realizzare l’uscita per l’intervento urbanistico su Via Ca Marcello e non su Via Torino.

CENTENARO argomenta in merito all’espressione di parere della Municipalità di Mestre Centro e alle relative controdeduzioni di accoglimento delle osservazioni formulate dagli uffici, che di fatto creano un precedente riducendo l’altezza degli edifici non recuperando la relativa volumetria prevista dalle norme del PRG. Ritiene che ogni valutazione modificativa debba conformarsi sulle destinazioni date al PRG per la Terraferma alla specifica zona e chiede delucidazioni sulle previsioni viabilistiche nella zona.

Alle ore 16.50 entra il consigliere Carlo Pagan.

GIORDANI ritiene che il progetto all’esame della Commissione sia peggiorativo rispetto al progetto iniziale di recupero dell’area dell’ex Deposito ACTV formulata dall’allora società SVET. Esprime le sue perplessità all’approvazione della proposta di deliberazione in considerazione delle previsione di avere residenza in prossimità di strutture direzionali / commerciali con il rischio di poca vivibilità per i cittadini.

TRABUCCO ritiene che sia ben nota a tutti la situazione di degrado del sito e pertanto l’intervento di riqualificazione è necessario per evitare che l’area si degradi ulteriormente. Sulle previsioni edilizie dell’intervento ricorda che lo sviluppo in altezza dei fabbricati è una prerogativa come indirizzo politico dell’attuale Amministrazione Comunale al fine di definire un nuovo Sky-line della città di Mestre. Interviene sull’emendamento proposto che migliora nettamente la previsione progettuale iniziale riducendo e spostando il nuovo parcheggio da realizzare dagli attuali fabbricati esistenti. Condivide l’intervento del consigliere Boraso sulla questione di verificare la legittimità di eventuali emendamenti che mirano a modificare la struttura stessa della proposta di deliberazione riducendo ad esempio la volumetria prevista.

SCARAMUZZA in merito alla questione delle altezze degli edifici, ricorda che nell’ultimo Consiglio Comunale è stata approvata la proposta di deliberazione relativa all’intervento denominato PdR n. 12 in ZTO D.R.U. nr. 7 in Via Orlanda, dove il Consiglio Comunale si è espresso favorevolmente allo sviluppo verticale degli interventi edilizi. Ricorda che l’intervento oggetto di esame si inserisce all’interno di un tessuto cittadino che si è già sviluppato in altezza con gli edifici limitrofi.

CAPOGROSSO ribadisce i concetti relativi all’area che si è dequalificata nel corso degli anni ed un intervento di risistemazione è scontato, oltre al fatto che la proprietà delle aree è pubblica in quanto proprietà di una società comunale. Ricorda che per l’eventuale concessione in deroga di volumetrie rispetto alle previsioni del PRG, l’autorizzazione è di competenza del Consiglio Comunale che l’autorizza quando il beneficio è pubblico e non privato. Ritiene che l’emendamento proposto vada nella direzione suggerita dai consiglieri nella precedente riunione oltre che dalla stessa Municipalità con l’espressione del parere di competenza. Ripete che gli indici del piano sono gli stessi previsti dalle norme del PRG e che nella futura edificazione, circa 3000 mq saranno destinati ad interventi di edilizia sociale. Esprime dubbi sulla questione viabilistica nell’area e afferma che, quando viene previsto del verde pubblico alla quota di copertura, questo deve essere raggiungibile per l’intero orario del giorno e senza limitazioni.

BARISON risponde che la proposta di deliberazione non prevede riduzione di volumetrie, poiché il piano prevede la stessa volumetria del piano iniziale e quella prevista dal PRG vigente. Precisa che la riduzione di altezza dell’edificio – silos destinato a parcheggi sarà oggetto di uno specifico permesso di costruire in deroga, la cui approvazione è di competenza del Consiglio Comunale. In merito all’invarianza idraulica afferma che non esistono canali consortili nella specifica zona di Mestre e che il progetto delle fognature prevede di trattare tutte le acque negli “scatolari” previsti sotto la viabilità del piano per poi confluire verso le nuove fognature realizzate in Via Torino. Sulla previsione di sostituire il fotovoltaico con del verde rampicante, precisa che senza tale cambiamento di fatto l’edificato aumenterebbe in altezza di un piano in più.

CAPOGROSSO aggiunge che per tutti gli aspetti legati alla viabilità / mobilità sarà convocata una specifica riunione con la Direzione Mobilità.

SCANO interviene in merito al fatto che l’area dell’ex Deposito ACTV è un luogo strategico di Mestre e la previsione di ridurre il verde pubblico previsto comporterà l’impossibilità per i cittadini di poterne usufruire pienamente.

MICELLI ricorda che l’area di Via Torino non era un “prato fiorito” ma bensì un deposito di autobus con il relativo inquinamento del terreno che necessita di essere bonificato per recuperare funzionalmente l’intera area. Ricorda la dotazione infrastrutturale ottimale dell’area perché vicina ai principali svincoli automobilistici e alla stazione ferroviaria di Mestre, non condivide le eventuali proposte di riduzione della volumetria che andrebbero ad inficiare il processo di recupero oltre che rappresentare una decisione contraria rispetto ad una precedente espressione del Consiglio Comunale. Ricorda che la proposta di emendamento concerne una rimodulazione dei volumi in deroga, in recepimento delle osservazioni della Municipalità e delle criticità emerse dalla cittadinanza che abita nel caseggiato vicino all’intervento. Precisa che qualora il soggetto che acquisterà l’area, volesse procedere con l’interramento dei parcheggi, la previsione edificatoria sarebbe ancora migliore e meno impattante, ricordando però l’onere delle bonifiche qualora si incida nel sottosuolo. Sulla questione degli aspetti legati alla mobilità / viabilità ritiene fondamentale fare una sessione congiunta con la IV Commissione, con l’Assessore Bergamo e i tecnici della Mobilità per valutare congiuntamente i temi legati a Piazza Barche e all’ex Deposito ACTV. Precisa che il progetto è parte di un percorso di riqualificazione di Mestre sfruttando le aree esistenti e sviluppando l’edificato in verticale al fine di utilizzare la minor superficie a piano terra.

GIORDANI come Presidente della IV Commissione Consiliare, dichiara la disponibilità all’approfondimento tecnico per la questione relativa alla mobilità d’ambito.

CAPOGROSSO comunica che l’esame della proposta di deliberazione proseguirà in una successiva riunione congiunta di IV e V Commissione Consiliare per esaminare le questioni legate alla viabilità / mobilità dell’intervento di recupero all’ex Deposito ACTV in Via Torino, oltre che per la proposta di deliberazione relativa al P.d.R. di Piazza Barche.

Alle ore 17.20, il Presidente della V Commissione Consiliare, Giampietro Capogrosso, in assenza di altre richieste d’intervento ed esaurito l’ordine del giorno, dichiara chiusa la seduta.

 

 

 

 

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A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 25-05-2011 ore 11:11
Ultima modifica 25-05-2011 ore 11:11
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