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II Commissione - Verbale

Seduta del 21-10-2010 ore 10:00
congiunta alla VIII Commissione

 

Consiglieri componenti le Commissioni: Maurizio Baratello, Gabriele Bazzaro, Pierantonio Belcaro, Sebastiano Bonzio, Renato Boraso, Claudio Borghello, Giuseppe Caccia, Cesare Campa, Giampietro Capogrosso, Antonio Cavaliere, Bruno Centanini, Saverio Centenaro, Sebastiano Costalonga, Ennio Fortuna, Nicola Funari, Marco Gavagnin, Luigi Giordani, Giacomo Guzzo, Bruno Lazzaro, Alberto Mazzonetto, Michele Mognato, Jacopo Molina, Carlo Pagan, Giorgio Reato, Andrea Renesto, Luca Rizzi, Emanuele Rosteghin, Gabriele Scaramuzza, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Christian Sottana, Davide Tagliapietra, Giuseppe Toso, Gianluca Trabucco, Simone Venturini, Alessandro Vianello, Michele Zuin

 

Consiglieri presenti: Maurizio Baratello, Gabriele Bazzaro, Sebastiano Bonzio, Renato Boraso, Claudio Borghello, Giuseppe Caccia, Cesare Campa, Giampietro Capogrosso, Antonio Cavaliere, Saverio Centenaro, Sebastiano Costalonga, Marco Gavagnin, Luigi Giordani, Giacomo Guzzo, Bruno Lazzaro, Alberto Mazzonetto, Michele Mognato, Jacopo Molina, Giorgio Reato, Andrea Renesto, Luca Rizzi, Emanuele Rosteghin, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Davide Tagliapietra, Gianluca Trabucco, Simone Venturini, Alessandro Vianello, Michele Zuin, Lorenza Lavini (sostituisce Ennio Fortuna), Camilla Seibezzi (sostituisce Nicola Funari)

 

Altri presenti: Assessore Antonio Paruzzolo, Direttore Generale Marco Agostini, Direttrice Michela Lazzarini, Amministratore Delegato della Casinò S.p.A.

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Illustrazione del piano industriale della Casinò di Venezia S.p.A.

Verbale

Alle ore 10.20 il consigliere Baratello, constatata la presenza del numero legale, assume la presidenza e dichiara aperta la seduta.

BARATELLO introduce il tema della riunione descrivendo il quadro della situazione del Casinò e delle sue partecipate all’oggi e spiega quale dovrebbe essere il significato del piano industriale di un’azienda. Ribadisce l’attenzione al “ruolo istituzionale” del Casinò e chiede di dare importanza all’argomento “fiscalità”. Ritiene che sia arrivato il momento di cedere le partecipazioni non strategiche dell’azienda.
Alle ore 10.30 entrano i consiglieri Boraso, Guzzo e Lazzaro.

RAVA’ inizia l’illustrazione del piano industriale aggiornato a fine settembre con l’ausilio di slides preparate per la commissione. Fa presente di non aver mai presentato alla stampa il piano e annuncia che d’ora in poi tutte le comunicazioni saranno gestite al pari di una società quotata. Ricorda che esiste un ottimo management che lavora in team. Impegno dell’azienda è di rifocalizzarsi sui suoi obiettivi. Non esiste surplus di personale, ma si procederà in breve a una riallocazione di alcune figure professionali spostando gli organici in surplus verso i tavoli di Cà Noghera. Comunica di aver rimesso nelle mani del Sindaco tutta la partita concernente le sponsorizzazioni, in quanto non strategiche per l’azienda. Ammette di dover gestire delle gravi sofferenze per via di passate operazioni di dubbio interesse. Conferma che l’azienda è molto indebitata e che per fronteggiare la mancanza di liquidità si è dovuto accendere nuovi accessi al credito. D’altra parte i crediti che vanta l’azienda sono puramente fisiologici. Per quanto riguarda l’analisi sui debiti si punta alla sostenibilità dando un segnale di discontinuità con il passato. Annuncia di aver improntato un filo diretto con il Sindaco al quale riferisce periodicamente. Rende noto che procederà ad una semplificazione delle partecipazioni aziendali iniziando la dismissione di quelle considerate non strategiche. Fa notare che la casa da gioco di Venezia è l’unica azienda che lavora su due sedi attorno alle quali gravita un tipo di clientela diversa l’una dall’altra. Obiettivo principale deve essere di riportare i turisti a Cà Vendramin, mentre Cà Noghera è affollata di clienti abituali. Spiega che la pubblicità sarà mirata alle provincie limitrofe alla casa da gioco tra Veneto, Emilia e Romagna e Lombardia. Constata che i cinesi sono diventati ottimi clienti e annuncia che si punterà molto per dare loro la massima ospitalità e diventare leader delle loro preferenze.
Alle ore 11.00 esce il consigliere Cavaliere ed entra Centenaro.
Informa che Gaming Hall e Gioco on-line non rappresentano più delle priorità per l’azienda. Si sta gradualmente procedendo a efficentare la spesa riallocando le risorse disponibili. Ribadisce che il personale rappresenta una risorsa per l’azienda e che, nonostante i costi principali siano quelli legati al lavoro, non considera gli stessi dei privilegiati. Deve diventare determinante nell’accoglienza dei clienti la misura della loro “passione” per il gioco e proprio per questo motivo difende e vuole incentivare la presenza “cinese” nelle sale. Evidenzia inoltre di voler dare grande importanza alla cura della logistica. Riafferma il ruolo di azienda pubblica del Casinò che serva a portare reddito a tutta la cittadinanza e proprio per questo i suoi dipendenti devono essere orgogliosi di fare parte di questa funzione. Spiega che la nuova riorganizzazione ha lo scopo di assegnare a ognuno il suo incarico poiché ritiene che l’obiettivo dell’amministratore delegato sia quello di fare funzionare al meglio l’azienda senza di lui.
Alle ore 11.15 entra il consigliere Mazzonetto.
Annuncia una nuova stagione di rapporti sindacali basata su una precisa divisione delle rispettive responsabilità sempre dettata da un costruttivo confronto. Da una parte promette un accordo sindacale sulla tutela delle malattie gravi, non altrimenti coperte, dall’altra propone di riportare la base di partenza del sistema premiante al fatturato odierno essendo ad ora legata a quello del 1998 (molto più basso). Promette inoltre “sudore” a tutto il personale per riequilibrare i conti. Prevede di chiudere il 2010 con un introito di 170 milioni, mentre per il 2011 si punta a chiudere a quota 180 milioni riuscendo quindi a dare al Comune 80 milioni.
Alle ore 11.25 esce il consigliere Gavagnin.
Ammette però che per rendere concreto il piano debbano realizzarsi una serie di congiunture favorevoli e l’accordo sul nuovo sistema premiante del personale non deve mettersi di traverso con il conseguimento degli obiettivi promessi alla proprietà.

BARATELLO si complimenta del fatto che il piano sia stato realizzato, diversamente dal solito, completamente con forze interne all’azienda.

BORASO sottolinea il fatto che sino ad oggi tutte le operazioni portate avanti dall’azienda sono state sicuramente supportate dall’azionista di riferimento e quindi ci sono precise responsabilità politiche sui risultati conseguiti. Chiede dettagli sull’affare Malta da cui auspica l’azienda esca velocemente. Ricorda che il PAT preso in esame nella passata legislatura prevedeva milioni d’investimento sul quadrante di Tessera e ora si chiede quali siano le intenzioni dell’amministrazione sul tema e se il quadrante debba ancora farne parte. Domanda cosa ne sarà delle aree agricole da liquidare alla Marco Polo e con quali quattrini si potrà concretizzare la compravendita.

ZUIN constata che il piano sia stato presentato con grande onestà e serietà. Ricorda come fino allo scorso mandato in commissione si raccontassero solo frottole e di conseguenza la visione ne risultava gravemente distorta. Osserva come il Comune avesse sempre “preteso” troppo dal Casinò, “drogando” gli effettivi incassi. Rileva come finalmente ci venga detto che non si poteva fare in questo modo e che ora si debba puntare alla serietà con i conseguenti risvolti negativi sul Bilancio comunale. Viene finalmente dichiarata per tempo la perdita che si presume si avrà a fine anno ed è giusto cominciare a parlarne ora per cercare le possibili contromisure. Propone di puntare sul turismo della città storica e invita a fare del Casinò un vanto per la città. Auspica che venga messo in campo un marketing pressante legato al turismo. Si rivolge poi all’assessore e chiede che si faccia garante di un processo che porti tutte le partecipate a “fare sistema” su questo progetto.
Alle ore 11.50 esce il consigliere Rizzi.

MOGNATO chiede al presidente di convocare nuove commissioni sull’azienda Casinò vista l’importanza del tema e propone di cominciare a lavorare alla stesura di una nuova convenzione tra azienda e Comune. Concorda come ci fosse la distorta consuetudine di chiedere sempre più soldi al Casinò in base alle sopravvenute necessità di quadrare il bilancio. Si chiede cosa fare del gioco on-line e afferma come sia necessario progettare una nuova sede in terraferma e quindi procedere alla realizzazione del nuovo quadrante di Tessera, poiché la ristrutturazione del vecchio ranch potrebbe essere non sufficiente; serve una riflessione approfondita su questi temi. Ritiene che se il Comune debba stringere la cinghia anche il costo del lavoro presso l’azienda Casinò deve diventare un tema stringente. La pace sociale non vale i minori apporti al Comune poiché il Casinò, come dice la legge costitutiva, deve servire a “sostenere” la città.

RAVA’ fa sapere di avere aperto un tavolo di trattativa molto duro con i sindacati aziendali ai quali ha già presentato il piano. Auspica però di non ritrovarsi solo a dover imporre l’austerity all’azienda e di essere supportato da tutte le forze politiche in questo delicato compito. Spera di non dover far fronte a nessuno sciopero poiché ogni giornata persa pesa per 450.000 € nelle casse dell’azienda. Nel rispondere alle altre domande spiega che: il Casinò non deve fare il developer immobiliare e su queste tematiche attende precise istruzioni da parte della proprietà; il gioco on-line è stato congelato; sulla proprietà a Malta è necessario rivedere il contratto e riacquisire il “marchio” sul mondo digitale; è stata fatta una grossa distribuzione di coupon agli alberghi per incentivare alla visita gli ospiti.

PARUZZOLO fa rilevare il “nuovo corso” che è stato voluto da questa amministrazione nel governo delle azienda partecipate: ogni azienda deve dedicarsi al suo core business o meglio deve fare il “suo mestiere” e lavorare in sinergia con le consorelle per il bene della città. Il Casinò sta proprio mettendo in pratica queste indicazioni ma, precisa, il fatto che non faccia l’immobiliarista non significa che l’amministrazione non abbia più interesse nel quadrante.

REATO nota come sul tavolo ci sia “troppa carne al fuoco” e propone di convocare nuove riunioni distinguendo bene argomenti e ruoli.

BAZZARO fa notare come Cà Noghera sia una sede poco dignitosa e che assomigli di più a una sala giochi che a un Casinò. Rileva inoltre che il modo con cui è trattato il cliente non sia sempre il più adatto alla tradizione della casa e alle aspettative.
Alle ore 12.10 esce il consigliere Molina.

BORGHELLO ringrazia il nuovo amministratore per l’attenzione che ha dedicato già dalle sue prime mosse ai consiglieri comunali. Dà atto alla direzione di lavorare dedicandosi al core business ma chiede di essere coerenti con sé stessi evitando di “trasferire” ex consiglieri nei ruoli di revisori. Concorda che la casa da gioco deve diventare un bene prezioso per tutta la città da preservare e da valorizzare. Replica che le precedenti sponsorizzazioni non sono state vergognose e che comunque il marchio ne sia uscito più “pulito”.
Alle ore 12.20 entra il consigliere Bonzio.
Sostiene di non avere rilevato grosse novità rispetto alle gestioni passate e di aspettarsi molto di più dalla nuova dirigenza. Chiede nuove notizie rispetto al vecchio contenzioso con i dipendenti e chiede consapevolezza da parte di tutti.

MAZZONETTO commenta positivamente il documento presentato, ma ritiene che ci si debba misurare sui risultati e a oggi bisogna prendere atto di una nuova diminuzione sugli introiti, quindi il cambio di direzione non ha portato alcun vantaggio. Si unisce alla richiesta di avere informazioni fresche sul contenzioso aperto con il personale dipendente. Per quanto attiene le sponsorizzazioni ricorda come l’anno scorso gli fu consegnata una lista con un totale di 4 milioni di euro di spesa, ma ritiene che non fosse esaustiva della reale situazione. Afferma che il “nuovo corso” non gli appare così nuovo vista la nomina del Direttore Generale Agostini a componente del consiglio di amministrazione, nomina che gli appare assolutamente inopportuna e poco azzeccata.

SCARPA A. rinnova la richiesta di poter consultare il documento illustrato con calma ricevendone copia. Chiede quanto costino gli stipendi dei dirigenti dell’azienda e quanto incidano nel costo del personale. Chiede inoltre di conoscere quali siano i criteri che regolano le assunzioni all’interno dell’azienda. Per ultimo non condivide le grandi attenzioni che sono rivolte ai clienti cinesi in quanto ritiene che la città non sia più disposta ad accogliere loro nuovi arrivi.

CACCIA premette al suo intervento la promessa di regalare una copia del libro di G.A. Stella al consigliere Scarpa stigmatizzando così il suo intervento. Sottolinea la necessità di distinguere il ruolo manageriale da quello di indirizzo politico. Afferma che le differenze rispetto alle precedenti gestioni sono evidenti vista la nuova linea improntata alla trasparenza e alla serietà. Fa notare che lo spostamento della soglia per il calcolo dei premi ai 170 milioni è una novità epocale che sicuramente provocherà delle forti reazioni da parte dei sindacati. Rileva inoltre come per la nuova dirigenza non sia più strategica la costruzione della nuova sede nell’ambito del quadrante di Tessera per cui si debba tenere conto della cosa nella stesura del nuovo PAT. Ribadisce la necessità di difendere e rafforzare il welfare attraverso la stesura del nuovo business plan.

LAVINI richiede sia dato un maggior dettaglio sul personale e sulla mobilità interna dello stesso. Afferma come le sia stata segnalata una criticità relativa all’Ufficio fidi di Cà Vendramin. Auspica il non inserimento della Casinò S.p.A. nelle bad company.
Alle ore 13.00 escono i consiglieri Centenaro, Caccia e Tagliapietra.

COSTALONGA plaude alla nuova modalità di operare da parte della nuova Direzione. Chiede di essere messo al corrente di come sia stato recepito dalle OO.SS. aziendali il piano industriale. Ricorda il valore di questi passaggi e propone di attendere le loro considerazioni sulle proposte fatte per poi riconvocare una nuova commissione magari aperta alle stesse OO.SS.

BARATELLO invita a non concepire più il Casinò come istituzione ma bensì come società per azioni quale in effetti è. Dichiara che la precedente politica delle sponsorizzazioni è stata deleteria e che queste ultime si potevano equiparare a semplici liberalità. Concorda con gli interventi che giudicano il piano un passaggio molto importante nella nuova gestione aziendale. Ricorda come la precedente amministrazione proponesse una gestione diversa con la prospettiva di vendita del 40% delle quote azionarie a privati con conseguente conflitto sindacale. Si associa ai consiglieri che hanno stigmatizzato il passaggio di un componente del CdA al Collegio dei revisori e propone di riconvocare la Commissione in presenza anche dei sindacati aziendali.

SCARPA R. ritiene che il piano debba tenere conto dei costi effettivi di gestione e che anche il bilancio comunale dovrà essere ricalibrato. Legge i costi previsti per il 2011 e li compara con quelli quasi uguali del 2010, da ciò ricava che si debba lavorare di più su questo fronte. Chiede a questo proposito un maggior impegno da parte del nuovo AD.

CAMPA ringrazia per la serietà e la sincerità di Ravà e nello stesso tempo rivendica il ruolo di indirizzo e controllo del Consiglio comunale. Pone l’attenzione sulle nuove normative in atto e sul nuovo rapporto con il sindacato. Auspica che non siano nascosti i numeri e che si possa proiettare realisticamente le perdite nel futuro. Propone di convocare l’VIII commissione per prepararsi alla stesura del bilancio e consiglia di essere previdenti: se il Casinò dovesse promettere 80 milioni bisognerà metterne a bilancio 70.

REATO ribadisce che si sono sovrapposte troppe questioni: gestioni partecipate, quadrante Tessera, altro e propone di posticipare il giudizio al piano dopo una sua attente lettura.

BONZIO evidenzia il fatto che siano finite le stagioni sopra le righe della precedente gestione la quale non si era mai confrontata seriamente con la politica. Sostiene che le sponsorizzazioni debbano essere utili alla gestione. Concorda che si debbano rivedere i rapporti con i sindacati per cercare di mantenere l’attuale welfare ma senza compromettere la pace sindacale.

MAZZONETTO sostiene che il C.C. abbia responsabilità sulla governance dell’azienda e chiede che azioni siano state intraprese sui casi di antiriciclaggio.

RAVA’ precisa che non esistono posizioni preconcette e che quindi i sindacati verranno affrontati a viso aperto. Assicura poi che il documento potrà essere divulgato con la massima trasparenza. Spiega che i precari sono stati tutti sanati e che restano fuori solo i prestatori d’opera. Conviene che la bad company deve rimanere una estrema ratio nel caso non andasse in porto l’affare Marco Polo. Tiene a precisare che verifica personalmente il comportamento e l’attenzione dei dipendenti nei confronti del cliente che riveste il ruolo di padrone ultimo e promette reprimende durissime nei confronti di chi non abbia inteso quest’aspetto. Per quanto attiene la previsione sui costi dichiara che è inutile pensare di fare miracoli. Sottolinea che, come già successo con Brunetta, dirà di no a tante persone negando di fatto nuove sponsorizzazioni. Sostiene che il costo dei dirigenti è rapportato agli obiettivi che devono raggiungere e che comunque il piano non è certo una passeggiata. Conclude spiegando che d’ora in poi i rapporti con i sindacati non andranno più sui giornali e che si potrà ascoltare un’unica voce: la sua.

Alle ore 13.45 il presidente Baratello, ringraziati i presenti, dichiara chiusa la seduta.

 

 

 

 

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A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 04-11-2010 ore 15:39
Ultima modifica 04-11-2010 ore 15:39
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