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Partito Democratico - Mozione nr. d'ordine 525

Logo Partito Democratico Gianluca Trabucco
nr. d'ordine nr. protocollo data pubbl. proponente data protocollo
525 32 15/03/2011 Gianluca Trabucco
 
Gabriele Scaramuzza
Emanuele Rosteghin
Claudio Borghello
Giuseppe Caccia
Renato Boraso
15/03/2011

 
tipo comunicazionedata pubblicazionetesto
esito17-02-2012Leggi

 

Venezia, 15 marzo 2011
nr. ordine 525
n p.g. 32
 

Al Sindaco
Al Presidente del Consiglio comunale
Ai Capigruppo consiliari
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Vicario


 

Oggetto: Salviamo le rinnovabili

 

Il Consiglio Comunale di Venezia

premesso che:

il Governo il 3 marzo scorso ha approvato in via definitiva lo schema di decreto legislativo in attuazione della direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili;

tale decreto avrebbe dovuto riformare gli incentivi in modo da rendere raggiungibili gli obiettivi europei che per il nostro Paese prevedono il raggiungimento del 17% di fonti rinnovabili sul consumo energetico finale al 2020 e che sono stati recepiti dal Piano di Azione Nazionale che il nostro Governo ha inviato a Bruxelles;

tale obiettivo va ovviamente perseguito garantendo procedure certe e trasparenti per contrastare speculazioni e illegalità, puntando ad una progressiva riduzione degli incentivi fino al raggiungimento della grid parity;

nella versione approvata non vengono tenute in considerazione numerosissime condizioni poste nei pareri resi all’unanimità dalle Commissioni competenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica;

il Governo non ha ritenuto di aderire alla richiesta di elevare la soglia di potenza oltre alla quale si prevede l’introduzione di un sistema di aste al ribasso considerato da quasi tutti gli operatori del settore farraginoso, poco comprensibile e che non è stato adottato con successo in nessun Paese, causando in concreto l’interruzione di ogni possibile programmazione da parte degli operatori su impianti eolici in particolare;

l’anticipazione al 31 maggio 2011 della scadenza, inizialmente prevista al 31 dicembre 2013, del secondo conto energia sul fotovoltaico, rimandando a un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico da emanarsi di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare entro il 30 aprile, getta nella totale incertezza un intero settore e ha già bloccato tutti gli investimenti in essere;

in generale l’approvazione del decreto ha suscitato un diffuso ed elevatissimo allarme in tutte le associazioni di imprenditori del settore delle rinnovabili (tra cui Anev, Aper, Anie‐Gifi, Assosolare, Assoenergie Future) e nella stragrande maggioranza delle imprese tanto che nelle ore immediatamente precedenti l’approvazione del decreto, il governo ha ricevuto oltre 14mila mail di protesta;

il settore delle rinnovabili in questo periodo di crisi economica è stato tra i pochi che, in controtendenza, ha aumentato l’occupazione;

secondo le stime di Asso Energie Future sono circa 120.000 coloro che direttamente o indirettamente sono occupati nel settore del fotovoltaico; in particolare nella nostra regione Veneto molte sono le piccole e medie imprese che si sono specializzate in questo settore

Gifi‐Anie, associata a Confindustria, ha denunciato che sono a rischio 40 miliardi di euro di investimenti programmati nei prossimi mesi nel fotovolatico e che per almeno 10.000 persone si dovrà far ricorso immediato alla cassa integrazione;
anche i nuovi investimenti nell’eolico sono attualmente a rischio a causa dell’incertezza dovuta al non chiaro funzionamento dei nuovi meccanismi basati sulle aste al ribasso;

il sistema bancario ha già annunciato la sospensione dei finanziamenti previsti;

considerato che:

per queste ragioni il decreto sta producendo conseguenze negative per numerose imprese tra le più innovative del nostro sistema economico;

il decreto, nella versione approvata, rende di fatto molto difficile il perseguimento degli obiettivi europei in materia di energia e di clima;

chiede al Governo:

- di intervenire rapidamente per correggere gli errori commessi in fase di approvazione del decreto recuperando anche le indicazioni del Parlamento e della Conferenza delle Regioni;

- in particolare di non lasciare nell’incertezza il settore del fotovoltaico sino al 30 aprile e quindi di anticipare l’emanazione del previsto decreto ministeriale per la determinazione del nuovo sistema di incentivazione, senza imporre tetti limitanti allo sviluppo del mercato, garantendo certezze nel tempo agli investimenti e riconoscendo un adeguato valore degli incentivi.

 

Gianluca Trabucco

Gabriele Scaramuzza
Emanuele Rosteghin
Claudio Borghello
Giuseppe Caccia
Renato Boraso

 
 
Pubblicata il 15-03-2011 ore 11:44
Ultima modifica 15-03-2011 ore 11:44
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