Venezia, 7 febbraio 2011
Al Consigliere comunale Marta Locatelli
All'Assessore Bruno Filippini
e per conoscenza
Al Presidente del Consiglio comunale
Ai Capigruppo
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Vicario
Oggetto: segnalazione di risposta in Consiglio comunale per interpellanza nr. d'ordine 332 (Nr. di protocollo 70) inviata il 24-11-2010 con oggetto: Venice Campus srl via Torino.
L'interpellanza è stata discussa nella seduta del Consiglio comunale del 31-01-2011.
Si riporta di seguito l'estratto del resoconto stenografico relativo agli interventi in oggetto.
TURETTA – Presidente del Consiglio
Passiamo all’Assessore Filippini. Allora, a me risulta in giacenza e depositata al Consiglio di oggi l’interpellanza 332: “Venice Campus srl via Torino”, da parte di Marta Locatelli. Prego, iscriversi. 332. “Venice Campus srl via Torino”.
LOCATELLI
Questa interpellanza, per essere più precisa, vado a leggere i passaggi più interessanti, quelli sui quali volevo soffermarmi. Considerato che la discussione che è stata alimentata su quell’area, di cui avevamo discusso in Commissione, l’area era stata oggetto di rivalutazione partendo appunto da una cifra, con un cambio di destinazione d’uso si era arrivati a un valore completamente diverso. Ora, nel “considerato che”, diciamo: “il Comune riceve, a seguito della concessione edificatoria, di 260 metri cubi alla Venice Campus S.r.l. un’area di 35.600 metri quadrati. Il valore del terreno, acquistato dal Comune di Venezia, è stato attribuito solo grazie a un cambio di destinazione d’uso”. Ed era questo il punto e il passaggio che avevamo visto anche in Commissione. Effettuato dal Comune stesso, che ha fatto quindi alzare il valore del terreno a 12 milioni di euro. Oggi il Comune, per poter monetizzare e valorizzare i tre ettari, è stato costretto a tentare di spostare, quindi, la zona del MOF per alienare il terreno libero con potenzialità quindi edificatorie, attrezzature economiche e alberghiere al fine di riuscire a recuperare il valore che era stato assegnato al terreno a seguito del cambio fatto sempre dal Comune destinazione d’uso. “Premesso che sono compresi nel totale della cubatura autorizzata dal Comune 60.000 metri cubi destinati alla costruzione dell’edificio per gli studenti dell’Università di Ca’ Foscari, che 60.000 metri cubi rappresentano un numero talmente elevato di potenziali posti letto che va ben oltre le potenzialità dell’Università di Scienze. Sempre premesso che in alcun modo Ca’ Foscari potrebbe comprare lo studentato, visto che per finanziare via Torino è costretta a vendere S. Marta (tentativo che non è ancora andato a buon fine), nemmeno la locazione però era plausibile, visto che non rientra in alcun modo nelle funzioni di Ca’ Foscari la gestione degli studentati; Vogliamo chiedere quindi al Sindaco e all’Assessore competente di rispondere sul possibile danno creato al Comune di Venezia all’Università, alla quale viene inibita la capacità edificatoria che era stata precedentemente autorizzata dal Comune stesso”. Ricordiamo che nell’area confinante era prevista, appunto, la realizzazione di un certo numero di posti letto da parte dell’Università, creandosi nella parte confinante un’ulteriore possibilità si va over, al di là di quelle che sono le potenzialità della Facoltà di Scienze. Secondo aspetto: “di intervenire per sollecitare la società Venice Campus S.r.l., ora Mantovani S.p.A., a costruire l’eventuale studentato all’interno del terreno di proprietà dell’Università, per il quale è stata già prevista la capacità edificatoria”. E questo è un punto importante, che è il terzo: “di fare chiarezza sull’intera operazione di via Torino” – io l’avevo chiesto anche in Commissione – e su quale sia il reale vantaggio ottenuto dal Comune di Venezia a seguito di questa operazione e di sollecitare l’Avvocatura civica affinché si esprima sulla validità giuridica dell’operato”. Ricordo – e l’avevo anche accennato in Consiglio Comunale – che questo lotto di terreno, a seguito di un cambio di destinazione d’uso del Comune, ha modificato il suo valore. Ora, questo valore incombe sulle casse del Comune nel senso che deve essere ceduto a quella cifra. Diventa molto difficile, visto che insiste il mercato ortofrutticolo e che comunque mi sembra sia andata deserta, perché qui la data di questa interpellanza è del 24.11, successivamente c’è stata l’asta pubblica, la gara a evidenza pubblica per la vendita che è andata deserta. Quindi, a questo punto, la domanda si fa ancora più pressante: che cosa volete fare di quei 3,5 ettari? Ci è stata, in una relazione dei Revisori dei Conti, auspicata la possibilità di inserirli nel fondo immobiliare, previo poi finanziamento da parte di una banca con ipoteca sul bene. Quindi vorrei sapere, ad oggi, di questi 3,5, a carico il Comune 12 milioni di euro, per i quali è andata deserta l’asta pubblica, il Comune che intenzioni ha. Grazie.
TURETTA – Presidente del Consiglio
Prego, Assessore.
FILIPPINI – Assessore
Questa è un’operazione concertata con Urbanistica, non è solo un’operazione patrimoniale e io ritengo poi, se la Consigliera Locatelli lo ritenesse utile, anche di rifare un passaggio in Commissione per gli ulteriori approfondimenti, perché non mi piace dare risposte parziali o magari che non affrontano fino in fondo le questioni. Quindi è opportuno, a mio giudizio, fare anche questo. Io cercherò di dare solo alcune delle risposte in funzione del fatto che, appunto, la proposta Campus è passata attraverso una gara di evidenza pubblica. Non sono 260.000 metri cubi, ma sono 165.000 metri cubi, che è la capacità edificatoria, ovviamente l’intervento con minor carico urbanistico. I 30.000 metri quadri destinati a casa dello studente, con opere di urbanizzazione secondaria, verrà realizzato dal privato per 354 posti letto, a tariffe convenzionate, e va a compensare i servizi che erano destinati per Ca’ Foscari. Per quanto riguarda l’area Cavergnago, così definita, i 3,5 ettari, l’area è stata venduta al costo dei 10 milioni che noi avevamo previsto. Essendo andate le gare, ovviamente, vuote, eventualmente, probabilmente, la manterremo all’interno del fondo che abbiamo e, quindi, sempre per il valore dei 10 milioni che abbiamo previsto. Queste sono le cose. Ovviamente, se la Consigliera Locatelli ritiene di voler ulteriormente approfondire, possiamo fare un passaggio in Commissione, insieme a Urbanistica, per poter approfondire e anche dare ulteriori chiarimenti, se ciò non fosse bastato.
TURETTA – Presidente del Consiglio
Un attimo, prego.
LOCATELLI
Ringrazio l’Assessore e convengo soprattutto sull’ultima parte, quella relativa all’inserimento poi di quest’area all’interno del fondo immobiliare a seguito del venir meno poi della gara a evidenza pubblica, del cattivo esito della gara a evidenza pubblica, debba essere approfondito anche per una visione un pochino più concreta di quelli che sono gli indirizzi di questa Giunta su determinati beni patrimoniali del Comune, beni che appartengono al patrimonio del Comune di Venezia. Ringrazio e chiedo da un punto di vista tecnico qual è la procedura adesso, cioè io faccio pervenire in Commissione la mia interpellanza? Oppure ci pensa…? Come si fa? Ci pensa direttamente la Presidenza?
TURETTA – Presidente del Consiglio
Dottor Vergine, cosa succede? Vista la proposta accolta dall’interpellante, rimandiamo in Commissione con ordine del giorno questa interpellanza, questo punto? Sì, d’accordo. Segnaleremo al futuro Presidente della VII Commissione, e al Presidente della V di procedere in tal senso.
LOCATELLI
E chiedo se fosse possibile la presenza anche dell’Assessore Ezio Micelli, grazie mille.
TURETTA – Presidente del Consiglio
D’accordo, grazie.