da Sindaco Giorgio Orsoni
Venezia, 7 gennaio 2014
n p.g. 3963
Al Consigliere comunale Marta Locatelli
e per conoscenza
Al Presidente del Consiglio comunale
Ai Capigruppo
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Vicario
Oggetto: risposta all'interrogazione nr. d'ordine 2124 (Nr. di protocollo 195) inviata il 04-11-2013 con oggetto: Più trasparenza nell’attività di VERITAS.
Con l’interpellanza in oggetto, la Consigliera Locatelli chiede di conoscere le ragioni e la convenienza per VERITAS S.p.A. di un’operazione che ha portato al 30 di novembre 2013 alla cessazione del rapporto di lavoro di 58 dipendenti cosiddetti “esodati”.
Nell’interrogazione la Consigliera fa poi riferimento ad una difficile situazione della società non sottoposta al Consiglio comunale, nonché ad un non meglio “tesoretto” di Veritas S.p.A., che sarebbe stato destinato all’elargizione di risorse per manifestazioni e ristrutturazioni varie senza peraltro precisare a quali eventi si riferisca, richiamando genericamente notizie riportate dalla stampa.
Sul primo punto relativo agli “accordi di prepensionamento” con il personale di Veritas S.p.A., si è in grado di riscontrare puntualmente l’interrogazione della Consigliera, sulla base dei dati forniti dalla società.
La società si è limitata ad applicare, previo apposito accordo sindacale sottoscritto in data 30/07/2013, una disposizione di legge (articolo 4 della legge 92/2012), che dà luogo alla risoluzione del rapporto con i dipendenti che entro i quattro anni successivi all'interruzione raggiungono i requisiti per la pensione. Trattasi in genere di personale che, a seguito della riforma Fornero delle pensioni, aveva dovuto subire un brusco allungamento della propria età pensionabile.
A fronte della risoluzione del rapporto di lavoro, l'azienda è chiamata a farsi carico del trattamento sostitutivo della pensione nella fase transitoria, peraltro inferiore al costo del lavoro nel caso che il lavoratore continuasse a essere in organico. Tale risparmio resta in larga misura acquisito dall’azienda in quanto i continui processi di efficientamento produttivo attivati consentono di limitare il ricorso al turn-over in caso di cessazione del rapporto di lavoro di personale anziano e comunque con l’assunzione di personale giovane a costi minori e maggiore produttività.
Hanno aderito all’accordo 38 dipendenti, rispetto ai 58 aventi potenzialmente titolo. Tenuto conto del fatto che alcune figure andate in pensione vanno sostituite obbligatoriamente, il risparmio netto nel 2014 stimato dall’azienda si attesta intorno ai 160.000 euro, che andrà progressivamente ad aumentare man mano che ogni lavoratore interessato dall’accordo di prepensionamento maturerà al sua data di quiescenza.
L’erogazione ai dipendenti cessati del Trattamento Fine Rapporto TFR (traduzione tecnica del termine liquidazione di comune uso) non comporta alcun onere economico a carico della società, in quanto per norma di legge il TFR maturato ogni anno dai dipendenti è accantonato in un apposito fondo di bilancio e, a partire da alcuni anni, è versato direttamente all’INPS che lo eroga poi ai dipendenti cessati.
La fideiussione bancaria richiesta dalla normativa per gli accordi di pensionamento viene rilasciata dalle banche a Veritas S.p.A. nell’ambito delle correnti linee di credito che la società ha attivato per le fisiologiche esigenze finanziarie della sua attività, nel rispetto della normativa di accesso a linee di credito da parte di società pubbliche.
Quanto invece al secondo punto oggetto dell’interrogazione, non sono rinvenibili dalla medesima gli elementi necessari per poter riscontrare precisamente a quale asserito “tesoretto” ed a quali erogazioni si riferisca la Consigliera. Al riguardo si coglie l’occasione per precisare che non è mai stato erogato l’asserito contributo di 100 mila euro che sarebbe stato corrisposto da Veritas S.p.A. all’Istituto da Feltre di Noale, come riportato in altra interpellanza della Consigliera Locatelli con risposta in Commissione (la N.2077 del 14.10.2013). La notizia stampa citata nell’interpellanza riguardava infatti una dichiarazione del Sindaco di Noale che rappresentava la possibile destinazione del dividendo potenziale in astratto distribuibile da Veritas S.p.A. al socio Comune di Noale, ma mai concretamente distribuito, in quanto l’Assemblea dei soci ha deciso di non procedere ad alcuna distribuzione di dividendi.
Se poi con il termine “tesoretto” la Consigliera si riferisse all’utile di bilancio della società, si precisa che, in un contesto in cui sono note le difficoltà economico-finanziarie delle società pubbliche anche nella nostra Regione, Veritas S.p.A. ha continuato ad evidenziare un positivo equilibrio economico, conseguendo nel 2012 un utile netto di 5.4 milioni di euro, che ha migliorato ulteriormente quello già conseguito nel 2010 (1,5 milioni) e nel 2011 (3,9 milioni).
Questa capacità dell’azienda di mantenere e migliorare il proprio equilibrio economico è il frutto dell’efficiente gestione aziendale implementata dal management e realizzata dall’intero corpo dipendente, grazie anche alle sinergie derivanti dalla progressiva estensione dell’ambito operativo a tutte i Comuni della provincia veneziana e ad alcuni Comuni del trevigiano per effetto delle fusioni con le piccole realtà locali.
E questa capacità di generare utili va in ultima analisi a beneficio dell’intera collettività del territorio dei Comuni soci di Veritas S.p.A., che hanno sempre rinunciato alla distribuzione di dividendi per destinare integralmente il risultato della gestione al finanziamento degli investimenti funzionali al miglioramento del servizio all’utenza.
Non vi è quindi alcun sintomo di una asserita difficile situazione di Veritas S.p.A. non sottoposta al Consiglio Comunale, come la Consigliera paventa nella sua interrogazione.
Sindaco Giorgio Orsoni
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