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Risposta - Interrogazione nr. d'ordine 1783

da Sindaco Giorgio Orsoni

Venezia, 6 maggio 2013
n p.g. 203392
 

Al Consigliere comunale Antonio Cavaliere


e per conoscenza

Al Presidente del Consiglio comunale
Al Presidente della II Commissione
Ai Capigruppo
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Vicario

 

Oggetto: risposta all'interrogazione nr. d'ordine 1783 (Nr. di protocollo 70) inviata il 11-04-2013 con oggetto: gruppo medicina di base in Marghera Via Canal.

 

In relazione all’interrogazione in oggetto e come illustrato dal Dott. Bassetto – Direttore Direzione Affari Istituzionali durante la IV Commissione tenutasi in Municipalità a Marghera il 14.02.2013, il Comune di Venezia, non può farsi carico né di acquistare immobili, né di erogare contributi ma può tentare di facilitare dei percorsi per ragioni di interesse pubblico.
Il quadro di riferimento normativo nazionale e regionale, evidenzia che il futuro della sanità e la sostenibilità dell’assistenza sono strettamente connessi e dipendenti dalla valorizzazione dell’assistenza primaria.
Come si evince dalla DGR 1666 del 18 ottobre 2011 “Assistenza territoriale tramite le cure primarie. Linee di indirizzo per l’attuazione della DGR n. 41 del 18.01.2011 – medicina generale”, la soluzione individuata nella proposta della Regione Veneto è orientata ad una riorganizzazione delle cure primarie in vere e proprie forme di rete di assistenza che, grazie alla disponibilità di strumenti informatici e telematici, possano favorire lo scambio di informazioni cliniche e di conseguenza la continuità assistenziale tra i diversi livelli – preventivo, ospedaliero, territoriale.
Nella citata delibera si precisa inoltre che “dalle migliori pratiche aziendali risulta che le forme aggregative (soprattutto, medicina di gruppo integrata) sono in grado di sviluppare effettivamente la rete dell’Assistenza primaria.”

Le medicine di gruppo rappresentano dunque un passaggio obbligato per il raggiungimento di modelli evoluti di assistenza, come sottolineato in tutti i documenti di programmazione sanitaria (dal Libro Bianco ministeriale al Piano Socio Sanitario Regionale, alle delibere di indirizzo e attuative della Giunta Regionale) e pertanto il Comune di Venezia, promuovendo già nel 2007, il lavoro di squadra nella medicina generale, si è dimostrato capace di esercitare con protagonismo quanto previsto dal decreto 502 del 1992 e successive modifiche ed integrazioni.
L’Amministrazione Comunale, con lungimiranza, ha compreso che le medicine di gruppo e il concetto di messa in rete, rappresentavano il futuro.

E’ pertanto una scelta non meramente politica, ma strategica far in modo che la Municipalità di Marghera non debba rinunciare ad una medicina di gruppo, ben organizzata e collaudata.
Visti gli indirizzi regionali, la medicina di gruppo di Marghera, per il capitale umano e professionale, e per le esperienze maturate fin dalla sua costituzione, è una candidata ideale per diventare una Medicina di gruppo integrata (si vedano DGR 1666 del 18.10.2011 e DGR 1510 del 31.07.2012).

Si ricorda infatti che il contributo erogato ha permesso in questi anni di sviluppare diverse attività e percorsi:
- gli ambulatori dei medici del Centro sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00
- i cittadini possono rivolgersi al di fuori dell’orario di ricevimento del proprio medico curante agli altri medici per prestazioni “urgenti”
- come previsto dall’Accordo nazionale, il sabato e nei giorni prefestivi (8.00-10.00) è assicurata da parte di almeno uno dei medici associati la ricezione delle richieste di visita domiciliari
- in caso di assenza del proprio medico viene garantita l’assistenza domiciliare da parte dei colleghi
- per gli atti burocratici è presente del personale amministrativo e l’accesso agli studi su prenotazione riduce i tempi di attesa
- i medici lavorando in equipe condividono i percorsi diagnostici e terapeutici e in presenza di casi clinici “difficili” mettono a disposizione reciprocamente le proprie specializzazioni e questo si traduce in un risparmio effettivo per il cittadino e per il sistema sanitario nazionale
- i medici, all’interno del Centro, utilizzano un unico software per la gestione della scheda sanitaria del paziente e sono in rete. L’assistito in questo modo è maggiormente tutelato, perché in assenza del proprio medico, non rischia in caso di necessità di dimenticare delle informazioni importanti da comunicare al medico sostituto. (Esempio: allergie ai farmaci o eventi clinici terapeutici rilevanti)
Ai medici del Centro è stato chiesto poi un investimento formativo importante al fine di utilizzare modalità di inserimento dati standardizzate, propedeutiche per: 
- la raccolta di dati epidemiologici 
- per la mappatura dei bisogni locali 
- lo sviluppo di una medicina di iniziativa al fine di promuovere la prevenzione, l’educazione e l’informazione sanitaria e l’empowerment del paziente.

In particolare alcuni dei medici del Centro, a fronte del contributo ricevuto, si sono impegnati nel corso del tempo e completato un percorso formativo, a partecipare attivamente, alle seguenti attività promosse dal Comune di Venezia: Comefare, Manifestazione VIS, progetto “Empowerment del paziente diabetico”, analisi “i deficit cognitivi e la pluripatologia: elementi che connotano la fragilità”, progetto “Melanoma”, Campagna volta a sensibilizzare gli assistiti sui rischi che possono derivare da un’eccessiva esposizione a radiazioni ionizzanti al fine di ridurre le richieste improprie di prestazioni e le liste di attesa, Prevenzione del Colpo di Calore, Promozione di stili di vita corretti.
Negli anni il numero di medici del centro che si è adeguato a determinati standard e ha potuto aderire alle iniziative del Comune si è ampliato e questo prova come le buone pratiche si diffondano più facilmente laddove si creano delle condizioni logistiche favorevoli.

Sembra opportuno specificare che i medici fin dall’inizio hanno manifestato la disponibilità a lavorare in équipe, così come definita dall’articolo 26 dell’ACN del 2005 “struttura territoriale ad alta integrazione multidisciplinare ed interprofessionale, in grado di dare risposte complesse al bisogno di salute delle persone” e a condividere la sede con i medici di continuità assistenziale.
Tuttavia per concretizzare questo tipo di progetti è necessario che la Regione, metta a disposizione, attraverso l’azienda sanitaria, fondi adeguati alle realizzazione dei modelli organizzativi proposti.

Infine si ricorda che la sede di via Canal non è stata una scelta ma una necessità: i medici avevano inizialmente chiesto all’Amministrazione di utilizzare alcuni degli spazi presso l’Ex Sacro Cuore ma la Direzione della Municipalità dette parere contrario. Successivamente tentarono di realizzare il Centro all’interno dell’immobile Centro acquisti “Città Giardino”, in piazza mercato a Marghera, al primo piano, nei locali dell’ex Bingo. Il progetto non si è concretizzato a causa degli elevatissimi costi.
Fu individuato anche un immobile in Via Coletti ma la sede venne poi data alle politiche sociali.
La sede di Via Canal risultò quindi l’unica disponibile ed idonea in quanto baricentrica agli studi individuali dei singoli medici. Rispetto alla cessione degli studi all’Amministrazione, fu subito evidente che la sede di Via Canal, rispetto ai locali dell’ex Bingo, non permetteva la cessione dei due studi all’Amministrazione. Si decise comunque di portare avanti l’iniziativa proprio per lo spessore e la validità del progetto che oggi, se adeguatamente, finanziato e supportato dalla Regione, potrebbe diventare concretamente un vero esempio di modello evoluto ed innovativo di erogazione di assistenza primaria.
Non va neppure dimenticato che, a fronte del contributo ricevuto per poter realizzare questo progetto di pubblica utilità, i medici del centro hanno sostenuto in proprio, spese per un ammontare complessivo ben superiore ai 40.000 € di cui si chiede ragione.

 

Distinti saluti

 

Sindaco Giorgio Orsoni

 
 
A cura della segreteria dell'Assessorato
Pubblicazione: 06-05-2013 ore 11:45
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