da Assessore Alessandro Maggioni
Venezia, 16 maggio 2013
n p.g. 2013/221263
Al Consigliere comunale Marta Locatelli
e per conoscenza
Al Presidente del Consiglio comunale
Ai Capigruppo
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Vicario
Oggetto: risposta all'interrogazione nr. d'ordine 1786 (Nr. di protocollo 69) inviata il 11-04-2013 con oggetto: Le strade di Mestre sono un colabrodo.
In riferimento all'interrogazione n. d'ordine 1786 recante ad oggetto "Le strade di Mestre sono un colabrodo", sentito il dirigente competente si comunica quanto segue:
1) in ordine al primo quesito ri ritiene opportuno segnalare che a polizza indennitaria decennale, (c.d. decennale postuma) e la polizza per responsabilità civile verso terzi, della medesima durata, a copertura dei rischi di rovina totale o parziale dell'opera, ovvero dei rischi derivanti da gravi difetti costruttivi, sono obbligatorie per i lavori il cui importo superi gli ammontari stabiliti con Decreto del Ministro delle Infrastrutture, ai sensi di quanto disposto dall’art. 129 comma 2 del D.Lgs. 163/2006, (ex art. 30, comma 4, Legge n. 109/94 e art. 104 DPR n. 554/99).
Con il D.M. 1° dicembre 2000 la soglia è stata stabilita per importi superiori al controvalore in Euro di 10 milioni di DSP - Diritti Speciale di Prelievo (paria a circa 12 milioni di Euro).
Tutto ciò premesso si precisa che i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade della terraferma hanno un importo di appalto inferiore alla soglia citata.
Inoltre, ai sensi dell’articolo 129 del D. Lgs. 163/2006, l’appaltatore è obbligato, contestualmente alla sottoscrizione del contratto, a produrre una polizza assicurativa che manlevi la Stazione appaltante da tutti i rischi di esecuzione, stipulata nella forma «Contractors All Risks» (C.A.R.) e una polizza assicurativa a garanzia della responsabilità civile per danni causati a terzi nell’esecuzione dei lavori. La copertura delle predette garanzie assicurative decorre dalla data di consegna dei lavori e cessa alla data di emissione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione e, comunque, decorsi dodici mesi dalla data di ultimazione dei lavori risultante dal relativo certificato.
Si sottlinea comunque che esiste la possibilità di procedere con la richiesta di un risarcimento danni verso l’appaltatore nel caso in cui vi fossero ragionevoli certezze che siano sorti dei vizi occulti sulle opere collaudate. Si fa inoltre presente che, usualmente, non si riscontrano problemi nella qualità dei lavori ma, può essere riscontrata una esigua durata degli interventi legata alla carenza di buoni sottofondi stradali o alla presenza di sottoservizi che nel frattempo si sono danneggiati.
2) relativamente alla contestazione circa la regolare esecuzione dei lavori stradali, premesso che per quanto riguarda gli interventi di Piazzale Roma non si rinvengono elementi tali da attivare procedure risarcitorie, per quanto riguarda il Piazzale del Palaplip, si precisa che i lavori vengono verificati e collaudati a norma di legge. Più precisamente, in merito alla questione citata dall'interrogante relativa allo specifico intervento, giova puntualizzare quanto segue:
- l’area dell’ex Plip è individuata dal Piano di Recupero come Standard Urbanistico a parcheggio e destinata dal progetto di ristrutturazione, a parcheggio pubblico di autovetture, a servizio delle attività svolte all’interno dell’edificio polifunzionale.
Dall’ingresso del piazzale è previsto l’accesso ai garage delle abitazioni di proprietà comunale site a nord dell’Ex Plip. Tutta la parte ad ovest verso via delle Tofane delimitata dal filare di tigli, è invece destinata a verde e percorso pedonale.
Con questo tipo di destinazione, la pavimentazione per autovetture prevedeva un sottofondo strutturale con massetto in calcestruzzo dello spessore di cm 15 armato con rete elettrosaldata maglia 20 x 20 e spessore mm 8, con sovrastante finitura in cubetti di porfido dello spessore di cm 6/8. L’accesso all’area era presidiato da una sbarra radiocomandata.
I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte, nel rispetto del progetto, ultimati in data 25/11/2005 e collaudati in data 12/07/2006. Quasi subito è stata rimossa la sbarra radiocomandata, a causa di continui atti vandalici che ne impedivano l’uso, per cui l’area è diventata un parcheggio aperto a tutti i veicoli. Poi una parte dell’area nei pressi dell’ingresso è stata concessa come cantiere per la costruzione del tram lungo via S.Donà. Nei vari sopralluoghi eseguiti è stato riscontrato che la parte strutturale è integra, mentre la pavimentazione in cubetti di porfido all’interno dei vari quadranti a disegno del piazzale, presenta numerosi cubetti fuoriusciti dalla sede di posa. Si ritiene pertanto che la causa del danneggiamento della pavimentazione sia dovuta ad un uso improprio del piazzale e di tutta l’area antistante l’Ex Plip. Infatti, il transito di mezzi pesanti che sono entrati nell’area per le necessarie manovre di carico e scarico di materiali per il cantiere del tram e il transito di mezzi pesanti per l’allestimento del piazzale esterno per il mercato settimanale o altre manifestazioni, hanno determinato con il movimento sterzante spesso da fermo, lo spostamento dei cubetti di porfido, fino a causarne la fuoriuscita dalla sede, nonché la rottura delle piastre in trachite e pietra di schirati, poste a delimitazione dei quadranti e che non hanno spessore idoneo a sopportare il peso e soprattutto le manovre da fermo dei mezzi pesanti. Da parte del settore viabilità (ex P.E.L.) nel mese di settembre del 2009, è stato eseguito un intervento di sistemazione di circa 180 mq. di pavimentazione in cubetti di pordifo con rimozione, integrazione dei pezzi mancanti, riposa e sigillatura mediante resina “Elastofuga”, compresa la sostituzione delle lastre di trachite e pietra di schirati che presentavano fessurazioni. Attualmente è stato verificato che le zone dove si è intervenuti nel 2009 sono perfettamente integre e pertanto si conferma che le riparazioni sono state eseguite a perfetta regola d’arte. Analogo intervento sarà eseguito per la sistemazione delle altre zone che dal 2009, a seguito dell’uso del piazzale, hanno subito dei danni e più precisamente, entro la fine del mese di maggio, inizieranno i lavori per la sistemazione del porfido e del marmo antistante l'ingresso carrabile del palaplip e sui 5 quadrati di porfido maggiormente ammalorati all'interno del parcheggio.Relativamente al viale di accesso all’edificio residenziale che presenta anch'esso evidenti segni di rotture su più punti ed in particolare delle lastre in trachite, si sta valutando la migliore soluzione tecnica/economica per l’eventuale sostituzione delle lastre di trachite con cubetti di porfido o cubetti di luserna, pressochè analoghi alla trachite, ma più resistenti. Nel frattempo, su quest’ultimo, si provvederà alla messa in sicurezza delle parti ammalorate.
Va comunque precisato, infine, che questo tipo di pavimentazione a causa dello stress da carico dei mezzi pesanti in manovra, è comunque soggetto ad una periodica manutenzione.
3) Per quanto riguarda l'ultimo quesito si sottolinea come i contratti di appalto, a fronte dell’esecuzione dei lavori a regola d’arte, prevedano le ritenute obbligatorie per Legge e cioè, la garanzia fideiussoria ai sensi dell'articolo 141 comma 9, del D.Lgs. 163/2006 e degli articoli 124 comma 3 e 235 comma 2 del D.P.R. 207/2010, importo garantito pari alla rata di saldo maggiorata degli interessi legali, per la durata di anni due a decorrere dalla data di emissione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione dell'opera.
Assessore Alessandro Maggioni
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