da Assessore Gianfranco Bettin
Venezia, 21 febbraio 2011
n p.g. 2011/ 76786
Al Consigliere comunale Marco Gavagnin
e per conoscenza
Al Presidente del Consiglio comunale
Al Presidente della XI Commissione
Ai Capigruppo
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Vicario
Oggetto: risposta all'interrogazione nr. d'ordine 447 (Nr. di protocollo 26) inviata il 04-02-2011 con oggetto: legittimità dell’affidamento di un incarico professionale per interventi di riqualificazione di spazi web dedicati alle giovani generazioni per progetti riferiti alla Legge 285/97
In relazione a quanto richiesto nella interrogazione in oggetto si precisa quanto segue:
Per quanto concerne le formalità previste per l’affidamento dell’incarico, si è rispettato scrupolosamente quanto prescritto dall’art.2, comma 3, del “Regolamento per il conferimento di incarichi di collaborazione, di studio, di ricerca e di consulenza ad esperti esterni”, approvato con deliberazione n. 171 del 14.03.2008 e successive modificazioni. Il Direttore competente ha inviato via e-mail a tutti i Direttori la nota Prot. Gen. n. 531848 del 10.12.2010 con la quale si richiedeva di verificare la disponibilità interna di ciascuna direzione, nel termine di dieci giorni, per il reperimento di una figura che rispettasse la professionalità richiesta per iniziative di comunicazione e partecipazione nell’ambito delle differenze di identità e di orientamento sessuale e di contrasto all’omofobia. In tal caso, si richiedeva se il dipendente in possesso di tale professionalità potesse essere messo a disposizione della Direzione per tutto il tempo necessario.
Alla scadenza di detto termine non era pervenuta nessuna risposta in merito.
Si è provveduto pertanto all’avvio delle procedure necessarie per il conferimento dell’incarico. In data 27.12.2010, in esecuzione alla Disposizione Dirigenziale P.G. 555255 del 27.12.2010 è stato pubblicato sul sito internet del Comune di Venezia un Avviso Pubblico per la selezione di professionisti finalizzata all'affidamento di n.1 incarico professionale per interventi di riqualificazione di spazi web dedicati alle giovani generazioni per progetti riferiti alla Legge 285/97.
Allo scadere della data di pubblicazione del bando, essendo stato rilevato da alcuni mezzi di comunicazione che uno dei requisiti (l’iscrizione all’Albo dei giornalisti del Veneto) sarebbe stato troppo restrittivo a livello geografico, e avrebbe limitato la partecipazione di professionisti iscritti ad altri Albi regionali, la Direzione ha ritenuto opportuno prorogare la scadenza del bando, apportando la correzione sollevata. Il bando quindi è rimasto aperto fino al giorno 22.01.2011.
Tutte le procedure, dunque, previste dal relativo Regolamento sono state rispettate e, per di più, allargando i requisiti sono stati prorogati i termini in modo da favorire la più ampia partecipazione.
L’assenza di disponibilità del personale interno e le limitate domande di partecipanti esterni, sono certamente dovute alla particolare professionalità richiesta, per la quale, non casualmente, si è reso necessario ricorrere a risorse esterne, attraverso la selezione in questione. La Direzione tramite il Servizio Partecipazione Giovanile e culture di pace non ha inteso attivare una consulenza informatica (per cui è evidente che, nel caso, ci si avvarrà necessariamente di risorse e mezzi Venis SpA), né semplicemente di un operatore della comunicazione che in modo neutro produca o smisti informazioni all’interno del mondo giovanile.
E' stato chiesto espressamente nel bando un operatore che lavori nel campo dell’informazione, capace di facilitare la presenza dei giovani nel web offrendo loro, nella giungla della rete, un punto di riferimento pubblico, trasparente, competente a proposito delle problematiche legate all'identità sessuale. Per questo sono stati richiesti specifici requisiti come l'esperienza lavorativa nel settore delle culture e delle politiche giovanili (tre anni) e contemporaneamente un' identica esperienza maturata nell'ambito degli interventi culturali e sociali sulle differenze di identità e sull’orientamento sessuale, in particolare nell’ambito della pubblica amministrazione (tre anni). Dunque, una professionalità specifica, in un settore che in Italia si sta sviluppando solo ora rispetto ad altri Paesi, e che ha registrato tra i suoi pochi esempi, proprio l’esperienza maturata in questi anni dal Comune di Venezia.
Si tratta di un modulo di intervento specifico anche nel contesto virtuale, che il Servizio Partecipazione Giovanile e culture di pace già promuove nelle scuole, sulle strade e in altri luoghi di aggregazione istituzionale ed informale capace di produrre e filtrare informazioni sui temi dell’orientamento sessuale e dell’omofobia, della valorizzazione di culture e di cittadinanza delle diversità.
Temi urgenti, in particolare tra le generazioni di giovani e giovanissimi che, pur avendo a disposizione un’enorme quantità di informazioni e di opportunità, necessitano e chiedono percorsi di inclusione e di riconoscimento, di valorizzazione delle proprie identità e delle culture che ad esse si sono sviluppate. Per questo, si tratta di un progetto articolato, dentro e fuori le scuole, in città, tra le associazioni e i gruppi, nell’ambito dell’informazione, della partecipazione e delle culture giovanili.
Non a caso, tutta questa serie di interventi - coordinati proprio dal Servizio Partecipazione Giovanile - sono finanziati dalla L.285/97, che esattamente come da Lei sottolineato permette di attivare “azioni positive per la promozione dei diritti (...) per la valorizzazione, nel rispetto di ogni diversità, delle caratteristiche di genere, culturali ed etniche”. Interventi che “facilitano l'uso del tempo e degli spazi urbani e naturali, rimuovono ostacoli nella mobilità, ampliano la fruizione di beni e servizi ambientali, culturali, sociali e sportivi; misure orientate alla promozione della conoscenza dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza presso tutta la cittadinanza ed in particolare nei confronti degli addetti a servizi di pubblica utilità”.
Assessore Gianfranco Bettin
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