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Movimento 5 Stelle Beppegrillo.it - Mozione nr. d'ordine 342

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nr. d'ordine nr. protocollo data pubbl. proponente data protocollo
342 91 29/11/2010 Marco Gavagnin
 
30/11/2010

 
tipo comunicazionedata pubblicazionetesto
esito17-02-2012Leggi

 

Venezia, 29 novembre 2010
nr. ordine 342
n p.g. 91
 

Al Sindaco
Al Presidente del Consiglio comunale
Ai Capigruppo consiliari
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Vicario


 

Oggetto: Sostegno dell’amministrazione comunale di Venezia e della società partecipata VERITAS S.p.A. alla creazione di una filiera del Vuoto a Rendere

 

Premesso


che il Codice dell’Ambiente (modificato da ultimo con Legge n. 4 del 16.01.2008) pone un chiaro ordine di priorità nella gestione dei rifiuti stabilendo all’art. 179 “Criteri di priorità nella gestione dei rifiuti” comma I che “Le pubbliche amministrazioni perseguono, nell'esercizio delle rispettive competenze, iniziative dirette a favorire prioritariamente la prevenzione e la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti, in particolare mediante:…b) la messa a punto tecnica e l'immissione sul mercato di prodotti concepiti in modo da non contribuire o da contribuire il meno possibile, per la loro fabbricazione, il loro uso o il loro smaltimento, ad incrementare la quantità o la nocività dei rifiuti e i rischi di inquinamento...” ed al comma II che “Nel rispetto delle misure prioritarie di cui al comma 1, le misure dirette al recupero dei rifiuti mediante riutilizzo, riciclo o ogni altra azione diretta ad ottenere da essi materia prima secondaria sono adottate con priorità rispetto all'uso dei rifiuti come fonte di energia”;


che al successivo art. 180 “Prevenzione della produzione di rifiuti” dello stesso Codice si afferma che: “Al fine di promuovere in via prioritaria la prevenzione e la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti, le iniziative di cui all'articolo 179 riguardano in particolare: a) la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, sistemi di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e di sensibilizzazione dei consumatori, l'uso di sistemi di qualità, nonché lo sviluppo del sistema di marchio ecologico ai fini della corretta valutazione dell'impatto di uno specifico prodotto sull'ambiente durante l'intero ciclo di vita del prodotto medesimo; b) la previsione di clausole di gare d'appalto che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti; c) la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli d'intesa anche sperimentali finalizzati, con effetti migliorativi, alla prevenzione ed alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti; d) l'attuazione del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, e degli altri decreti di recepimento della direttiva 9/61/CE in materia di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento” e che tali principi sono stati recepiti dallo stesso Comune di Venezia nell’apposito Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani (approvato con Delibera n. 66 del 16.06.2008) all’art. 4 comma IV;

che, dunque, lo smaltimento dei rifiuti in discarica ed il loro incenerimento sono considerate dalla legge italiana ed europea quale extrema ratio cioè soltanto quando non c’è altra via percorribile;


che l’art. 205 comma I del Codice dell’Ambiente stabilisce le percentuali minime di raccolta differenziata per ciascun ambito territoriale ottimale (ATO): il 35% entro il 31.12.2006, il 45% entro il 31.12.2008 ed il 65% entro il 31.12.2012;

che infine l’art. 238 del predetto Codice, dedicato alla Tariffa per la Gestione Rifiuti, stabilisce al comma X che: “Alla tariffa è applicato un coefficiente di riduzione proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l'attività di recupero dei rifiuti stessi”;

 


considerato


che nella Regione Veneto la media annua di produzione rifiuti urbani sfiora i 500 chilogrammi pro capite (496 Kg nel 2008 secondo il rapporto dell’ARPAV con la punta massima della Provincia di Venezia che arriva a 652,8 Kg) e, salvo l’attuale leggera flessione dovuta alla crisi economico-finanziaria, il trend è di crescita costante anche se finora la questione è stata ignorata o al più fronteggiata con un innalzamento delle tariffe;


che, attualmente, le uniche iniziative attuate dal Comune di Venezia, in materia di riduzione dei rifiuti, riguardano lo sconto sulla TIA per lo svolgimento del compostaggio domestico (pratica disciplinata peraltro a livello nazionale) e la campagna informativa su “l'acqua del Sindaco” con annessa distribuzione delle caraffe di vetro;


che la reintroduzione su base facoltativa della pratica del “vuoto a rendere”, abbandonata da tempo per eccesso di modernità, può contribuire in modo notevole ad una seria politica di riduzione del volume dei rifiuti solidi urbani;


che, in particolare, dei citati 500 chilogrammi di rifiuti a persona 38 Kg costituiscono la frazione del vetro, 18 Kg quella della plastica e 4 Kg quella delle lattine in metallo;


che con il sistema del vuoto a rendere i contenitori per bibite non diventano rifiuti, facendo così risparmiare costi di raccolta, trattamento, recupero della materia prima o incenerimento.
Si risparmia inoltre la materia prima per la creazione di nuovi contenitori ed i costi di lavaggio e sterilizzazione delle bottiglie di vetro, ad esempio, richiede circa 60 volte meno energia rispetto alla creazione ex novo. Inoltre si ottiene un comportamento corretto da parte dei consumatori finali che, spinti dalla cauzione, restituiscono il vuoto con percentuali elevatissime (attorno il 85-90%: dato irraggiungibile con la raccolta differenziata);


che il vuoto a rendere, è bene ricordarlo, trova applicazione nel mondo non solo per i contenitori di vetro: in Germania, Olanda, Scandinavia per le bibite gassate vengono usate infatti bottiglie in PET lavabili e riempibili nuovamente. In Germania il meccanismo del Pfand è stato esteso anche alle lattine di alluminio mentre in Alto Adige e Trentino c’è il vuoto a rendere per le bottiglie del latte in policarbonato (plastica molto dura e resistente). Negli Stati Uniti vige ancora il “bottle bill” che ha fatto diminuire di un 70% i rifiuti di lattine e vetro;


che, purtroppo, nel centro storico il passaggio di circa 20 milioni di turisti all’anno insieme alla scarsità di bidoni per la spazzatura provoca l’inquinata e spregevole presenza di migliaia e migliaia di bottiglie di plastica o vetro e lattine che galleggiano sui canali;

 


tutto ciò premesso e considerato, si impegna il Sindaco e la Giunta


• ad adottare tutte le misure gestionali e finanziarie necessarie a sostenere concretamente la creazione di una filiera produttiva del “Vuoto a Rendere” con il coinvolgimento fattivo della società partecipata VERITAS S.p.A. (agendo eventualmente come capofila nei confronti degli altri enti locali, proprietari di una quota minoritaria della stessa società). In pratica, gli operatori che aderiscono alla filiera e comprano un imballaggio da un altro aderente versano una cauzione al venditore, poi avranno diritto alla restituzione di essa nella misura in cui riconsegneranno gli imballaggi avuti. Gli operatori, naturalmente, si premurano di raccogliere il più possibile gli imballaggi venduti (con la merce) ai consumatori finali e per far ciò chiederanno a loro volta una quota della cauzione versata a monte che sarà poi restituita con la consegna del vuoto;


• a verificare insieme alle competenti commissioni consiliari, sentite la Camera di Commercio e le associazioni di categoria rappresentative del commercio e del settore alberghiero, le modalità concrete ed i benefici economici connessi alla creazione della citata filiera.


In particolare si analizzino le seguenti linee-guida:

- nascita della filiera attraverso un contratto, un consorzio o un’ATI (associazione temporanea d’imprese) di cui si faccia garante e controllore il Comune (o più Comuni) insieme alla CCIAA e che sia aperto all’adesione successiva di altri operatori economici;


- previsione di una riduzione percentuale della TIA per quei soggetti (produttori, utilizzatori ed utenti finali di imballaggi ovvero grossisti, esercizi pubblici) che si associno alla filiera;


- elaborazione di altre forme di agevolazione per le imprese aderenti (ad esempio: sconto su COSAP per i bar e ristoranti);


- creazione di un marchio identificativo per tutti gli operatori aderenti alla filiera ma anche per il riconoscimento da parte dei consumatori che troveranno così giustificazione nel pagamento/restituzione del vuoto;

- preparazione di una corretta ed adeguata campagna informativa sul tema.

 

Marco Gavagnin

 
  1. Marco Gavagnin
  2. Archivio atti
 
Pubblicata il 29-11-2010 ore 11:40
Ultima modifica 29-11-2010 ore 11:40
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