nr. d'ordine | nr. protocollo | data pubbl. | proponente | data protocollo |
---|---|---|---|---|
190 | 53 | 27/08/2010 | Nicola Funari Giacomo Guzzo Valerio Lastrucci |
31/08/2010 |
tipo comunicazione | data pubblicazione | testo |
---|---|---|
ritiro | 05-10-2011 | Leggi |
Venezia, 27 agosto 2010
nr. ordine 190
n p.g. 53
Al Sindaco
Al Presidente del Consiglio comunale
Ai Capigruppo consiliari
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Vicario
Oggetto: Sanità del Lido - Pellestrina e Monoblocco.
Oggetto: Sanità del Lido – Pellestrina e Monoblocco.
Premesso che:
a. già da molto tempo l’A.S.L. 12 ha intrapreso una politica di ridimensionamento dei servizi sanitari ad uso degli abitanti delle isole del Lido e Pellestrina. Via via sono stati ridimensionati gli spazi utilizzati ed abbandonati gli edifici i cui volumi risultavano eccedenti rispetto ai nuovi programmi esigenziali.
L’area del compendio immobiliare denominato “ Ospedale Al Mare “, negli anni d’oro motivo di orgoglio sia per quanto riguarda la sua collocazione e sia per quel che concerneva la presenza di eccellenze sanitarie nelle varie specialità, è attualmente una zona in cui gli edifici, vuoti e forse anche in situazioni di precaria stabilità, fanno da sfondo all’incertezza degli abitanti di avere su questo territorio un servizio sanitario efficiente, adeguato alla specificità della realtà veneziana e, ancor di più, a quella insulare.
b. Dallo scorso anno l’idroambulanza assegnata alle esigenze sanitarie per i trasporti lagunari delle due isole, con stazionamento fisso presso la darsena dell’Aeroporto “G.Nicelli”, è stata riallocata presso l’Ospedale Civile di Venezia quale integrazione del dispositivo predisposto per gli interventi nell’intera area lagunare, ivi compresi quelli per Murano, Burano, Torcello, Punta Sabbioni e quindi anche Lido e Pellestrina. L’invio del mezzo presso tali località avviene seguendo le precedenze relazionate ai codici d’urgenza assegnati dalla centrale operativa del 118 (bianco, verde, giallo, rosso, nero).
c. In concomitanza con la ridislocazione del mezzo acqueo a Venezia è, automaticamente, stata ritenuta superflua la seconda autoambulanza presente al Lido (nonché il relativo equipaggio) che riuscita ad assicurare contestualmente, in caso di intervento, la necessaria valutazione delle condizioni del paziente, una sua efficace stabilizzazione ed un veloce trasporto presso la struttura ospedaliera di Venezia o Mestre utilizzando la menzionata idroambulanza di cui costituiva, altresì, equipaggio per trasporto protetto (ci si riferisce alla presenza a bordo anche dell’Infermiere Professionale a maggiore garanzia per il paziente trasportato).
d. Non molto tempo dopo la riduzione dei servizi citati in precedenza, anche l’attività del medico rianimatore dislocato al Punto di Primo Intervento (P.P.I.), la cui specialistica preparazione professionale per ricoprire tale qualifica è, di per se, sinonimo di maggiori ed indiscusse garanzie per la stabilizzazione dei pazienti in caso di medie e gravi patologie, è stata valutata sovradimensionata rispetto alle reali necessità della popolazione delle isole (Lido e Pellestrina) e, pertanto, è stato sostituito da un medico di pronto soccorso, sicuramente esperto nel campo della medicina generale ma con una preparazione ed una sensibilità diversa.
e. Analoga attenzione è stata posta anche alle attività distrettuali le cui specialità, nel corso degli anni ed in prospettiva di una dichiarata riorganizzazione, sono state oggetto di molteplici interventi, sovente immotivatamente riduttivi delle potenziali capacità (veggasi utilizzo della piscina di talassoterapia), altre volte incongruenti (orari ambulatori ortopedici non coincidenti con quelli della radiologia, ovviamente fino a quando è rimasta attiva), spesso incomprensibili (annunciati potenziamenti a fronte di cessazione del servizio (veggasi guardia medica pediatrica), altre volte non fruibili per eccesso di burocrazia. Vale la pena ricordare che il “Distretto 2” è posto al servizio di un’ampia fascia di popolazione che comprende gli abitanti di Murano e Burano, Lido e Pellestrina ed il Comune di Cavallino-Treporti.
f. Le forti pressioni ricevute sia dalla popolazione, attraverso i propri rappresentanti ed i comitati, e sia dalla componente politica, hanno convinto i responsabili della A.S.L.12 ad utilizzare, quale contenitore idoneo allo scopo di ospitare i servizi sanitari rimasti, così come epurati, l’immobile denominato “MONOBLOCCO” la cui destinazione d’uso è prevista dal piano regolatore vigente come “servizio di interesse comune (sanitario)”. Da rammentare che per l’adattamento, ammodernamento e la manutenzione dell’immobile sono stati impiegati circa 5 mln. di euro.
g. In relazione alle più volte pubblicizzate dichiarazioni di intenti manifestate dai soggetti interessati, tale ultima allocazione, avvenuta nel marzo del 2009, avrebbe dovuto rappresentare la soluzione definitiva del “problema sanità”, quanto meno sotto il profilo della logistica, avendo individuato nel “Monoblocco” il contenitore ideale per i servizi isolani e questo sia per la sua capienza che per l’ubicazione in una zona dell’isola che si presta a tale scopo.
Rilevato che:
1) per quel che concerne la parte sanitaria
a. seppur riconoscendo all’attuale Direttore del Distretto Sanitario 2 l’impegno profuso per la riorganizzazione dei servizi territoriali (distrettuali e del consultorio), non si può nascondere che la continua spoliazione delle dotazioni dei settori d’urgenza (in termini di mezzi e personale) ha portato il servizio delegato al Punto di Primo Intervento ad un livello di reattività sul territorio estremamente sottodimensionato rispetto alle effettive esigenze della popolazione (una sola ambulanza a disposizione per tutte le tipologie di codice).
b. Le passate avverse condizioni meteorologiche hanno dimostrato che sia il Lido che Pellestrina possono rimane prive di qualsiasi collegamento di tipo sanitario con Venezia e la terra ferma, per un periodo di tempo estremamente lungo. In tale evenienza, non escludibile anche per il futuro considerati i cambiamenti del sistema climatico, la presenza in loco di personale specialistico e di mezzi adeguati rappresenterebbero l’unica possibilità di salvezza per il paziente.
c. Oltre alle richieste per patologie che rientrano nella “normale” casistica sanitaria, il servizio del Punto di Primo Intervento deve far fronte anche alle problematiche derivanti da traumi per incidenti stradali. Non è da sottovalutare infatti che, all’aumento del traffico in generale (biciclette, motorini, moto, auto) corrisponde, parimenti, l’aumento della casistica da trauma. Se a ciò aggiungiamo l’incremento dei transiti dei mezzi pesanti per il trasporto dei materiali necessari al completamento delle opere infrastrutturali interconnesse con le due isole, ancor di più si comprende la necessità di avere sul territorio disponibilità di unità di intervento specializzate e dotazioni non obsolete.
d. Proprio per le caratteristiche specifiche della figura del rianimatore, tale professionista è in grado di trattare qualsiasi problematica sanitaria in tutti i pazienti (dal prematuro alla persona di età avanzata), peculiarità che non è possibile riscontrare nelle unità mediche attualmente in servizio al P.P.I. del Lido e, tantomeno, a Pellestrina. Fondata, quindi, l’apprensione delle famiglie per la gestione delle patologie riferite ai propri figli (siano esse infermità generiche o lesioni di tipo traumatico) qualora dovesse essere necessario, per il medico prontosoccorsista in servizio al P.P.I., gestire un’emergenza in tale ambito.
2) Per quanto riguarda la parte strutturale e logistica
a. Limitando l’interesse alla sola zona del “MONOBLOCCO”, un qualsiasi osservatore può rilevare il continuo e progressivo deterioramento esterno della struttura (pezzi del rivestimento mancanti, ferri di contenimento esposti alle intemperie, ecc.). Allo stesso modo anche l’area circostante riflette una condizione di malcelata trascuratezza. Infatti, tralasciando lo stato in cui versano delle vie di accesso ai servizi (ex ingresso O.A.M. per gli automezzi e Piazzale Ravà per i pedoni), l’impressione che si riceve è quella di una situazione di precarietà, certamente non prospettica di un futuro progetto di riqualificazione in funzione di una necessaria e definitiva sistemazione della sanità lidense.
b. Analoga è la situazione per le strutture dell’Ex Distretto di Pellestrina per il quale, secondo informazioni fornite in IV Commissione Consiliare di questa Municipalità, non è previsto e non si prevedono per il futuro interventi manutentivi e migliorativi.
Considerato inoltre che in assenza di comunicazioni ufficiali da parte degli organi preposti, si apprende dalla stampa che l’ubicazione dei servizi sanitari del Lido potrebbe essere, nuovamente, oggetto di discussione con ipotesi di riallocazione degli stessi in altro ambito. Sempre secondo le indiscrezioni trapelate, il “Monoblocco” rappresenterebbe una sorta di “merce di scambio”, l’ago della bilancia per concludere consistenti operazioni finanziarie tuttora in corso di definizione tra il Comune di Venezia e la Società Est Capital interessata all’acquisto dell’intera area dell’Ex Ospedale al Mare.
Tutto ciò posto ed accertato che:
a. alla data attuale nessuno dei servizio ritenuti “salvavita” è stato ripristinato;
b. nessun sostanziale potenziamento è stato rilevato nell’attività distrettuale. Anzi le dichiarazioni del Direttore del Distretto Sanitario in merito al mantenimento ed alla valorizzazione dei servizi oggi esistenti (Gazzettino del 15 agosto 2010) lasciano forti perplessità proprio in ragione della palesata possibilità di trasferimento degli stessi in altra sede, tuttavia ancora da individuare;
c. i cittadini, i loro rappresentanti, i costituiti comitati si sono tutti dichiarati contrari al trasferimento dei servizi sanitari in altra sistemazione, anzi considerano il “Monoblocco” per il Lido e la sede del “Distretto” per Pellestrina i contenitori di riferimento a garanzia del diritto della difesa della salute di ogni abitante delle isole. Prova ne sia la mobilitazione in corso da parte di tutti i cittadini, coscienti dei propri diritti, che condurrà ad un programma di manifestazioni di protesta contro tale ipotesi di cambiamento.
Quanto sopra premesso,
Chiede
• al Sindaco di prendere atto della attuale situazione di disagio espressa dai cittadini e dai vari comitati e di concordare un Piano dei Servizi Sanitari al Lido e Pellestrina che soddisfi le esigenze dei cittadini salvaguardando l’uso sanitario del “Monoblocco” interagendo, al fine di conseguire tale obiettivo, con l’Azienda Sanitaria ULSS 12.
Nicola Funari
Giacomo Guzzo
Valerio Lastrucci
scarica documento in formato pdf (40 kb)