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Fratelli d'Italia - Interrogazione nr. d'ordine 1750

Logo Fratelli d'Italia Antonio Cavaliere
nr. d'ordine nr. protocollo data pubbl. proponente assessore competente data protocollo data scadenza tipo risposta
1750 49 02/04/2013 Antonio Cavaliere
 
Sindaco
Giorgio Orsoni
 
inoltrata a
Assessore Pier Francesco Ghetti
02/04/2013 02/05/2013 scritta

 
tipo comunicazionedata pubblicazionetesto
risposta29-04-2013Leggi
delega16-04-2013Leggi

 

Venezia, 2 aprile 2013
nr. ordine 1750
n p.g. 49
 

Al Sindaco Giorgio Orsoni


e per conoscenza

Al Presidente del Consiglio comunale
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Ai Capigruppo Consiliari
Al Vicesegretario Vicario

 

Oggetto: Marzenego – possibile rischio idraulico ?

Tipo di risposta richiesta: scritta

 

I lavori di riqualificazioni iniziati l’anno scorso con l'avvio del progetto di recupero urbano e di pedonalizzazione dell'intera area del centro di Mestre ha già impegnato risorse e altre dovranno essere trovate.

L’Amministrazione ha a suo tempo dichiarato – attraverso i suoi Assessori - che l'opera fortemente voluta e riconosciuta dalla città, troverà per i lavori gli stanziamenti necessari e vedrà l'avvio dell'intervento di riqualificazione di via Poerio, con l’apertura del Canale del fiume Marzenego, un progetto di cui si parla da tempo, che porterà alla pedonalizzazione non solo dell'area vicina a cui sorgerà l'M9, il museo del Novecento, ma anche di Riviera XX settembre.

PREMESSO CHE

al fine di realizzare questo percorso, appare opportuno ed improrogabile, la riqualificazione ambientale del basso corso del fiume Marzenego – Canale Osellino all’interno del progetto di ampio respiro predisposto dal Consorzio di Bonifica Acque Risorgive al fine di sistemare gli argini e, sotto il profilo funzionale, morfologico e ambientale, di concorrere alla messa in sicurezza del territorio di Mestre dal rischio idraulico cui è la nostra città è soggetta;

Il Piano Provinciale di Protezione Civile, approvato definitivamente dal Consiglio Comunale con delibera n.° 15 di febbraio 2009, individua il rischio idraulico tra i maggiori rischi cui è esposta la Terraferma veneziana;

detto Piano individua 19 zone critiche soggette ad allagamenti, problema spesso sottodimensionato dovuto anche al cattivo stato di manutenzione, oppure l'insufficienza di alcuni collettori e vecchi manufatti della rete idrica superficiale, oggi insufficienti a smaltire le maggiori portate che si generano a seguito dell'incremento dell'urbanizzazione;

La consapevolezza della fragilità del nostro territorio di terraferma, causata anche da decenni di scarsa attenzione ai suoi equilibri idraulici, ad una esasperata urbanizzazione alla presenza di una rete mista di smaltimento, assieme alle acque fognarie ed bianche, deve diventare ancor di più oggi, che ne abbiamo consapevolezza, un patrimonio comune che ci deve spingere a fare di più e meglio per la tutela e il bene dei cittadini;

CONSIDERATO CHE

sulla pagina: http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10516
vengono evidenziati alcuni problemi e possibili soluzioni, tra cui si legge un’ appunto relativo a -  Cedimento degli argini del fiume Marzenego e - Blocco o impossibilità di sollevamento delle acque dello scolmatore;

lungo il fiume, dal ponte di via Colombo il Marzenego diventa il regno di chi ha la barca e purtroppo, le rive sono spesso poco curate e gli approdi delle barche non hanno regole comuni, assieme all'incuria delle rive e le discariche improvvisate;

la città attende che il progetto di riqualificazione anche di questo tratto del Marzenego, per il disinquinamento delle acque (erano state accertate, a suo tempo, tracce di diossine e idrocarburi), la sicurezza idraulica e la valorizzazione ambientale.

Visto che nel sito del Comune, sezione Protezione Civile, si fa riferimento a potenziali - ma non impossibili esondazioni - almeno stato attuale;

 

SI CHIEDE AL SINDACO

• lo stato attuale dei lavori e la tempistica predisposta relativi al progetto Marzenego e la sua riqualificazione in terraferma anche in relazione ai possibili scenari di rischio idraulico;

• se risulta all’esame un nuovo studio del Piano delle acque – rischio idraulico, alla luce del possibile cambiamento territoriale finalizzate ad orientare le azioni dell'Amministrazione comunale;

• se sono stati presi in considerazione:
• i rischi possibili per eventuali tracimazioni nel caso del fiume e/o di precipitazioni intense;
• ad un sistema di viabilità alternativa in caso di allerta;
• alla sicurezza della zona pedonale del centro Mestre e Duomo nel caso di rischio tracimazione del fiume in centro città.

 

Antonio Cavaliere

 
 
Pubblicata il 02-04-2013 ore 10:37
Ultima modifica 02-04-2013 ore 10:37
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