nr. d'ordine | nr. protocollo | data pubbl. | proponente | assessore competente | data protocollo | data scadenza | tipo risposta |
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1043 | 47 | 02/03/2012 | Marta Locatelli |
Sindaco Giorgio Orsoni |
05/03/2012 | 04/04/2012 rinviata al 04/05/2012 |
scritta |
tipo comunicazione | data pubblicazione | testo |
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risposta | 04-05-2012 | Leggi |
rinvio dei termini | 04-04-2012 | Leggi |
Venezia, 2 marzo 2012
nr. ordine 1043
n p.g. 47
Al Sindaco Giorgio Orsoni
e per conoscenza
Al Presidente del Consiglio comunale
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Ai Capigruppo Consiliari
Al Vicesegretario Vicario
Oggetto: Obbligo di pagamento del Canone autorizzatorio per le Maxi – affissioni.
Tipo di risposta richiesta: scritta
PREMESSO CHE
Le Maxi affissioni, quale strumento per il contributo ai restauri del patrimonio pubblico immobiliare, rappresentano un sistema che nessuno può eccepire nella sua finalità ultima, laddove lo Stato non dispone di mezzi finanziari per il recupero conservativo dei fabbricati.
Tuttavia, l'Amministrazione Comunale di Venezia continua ad avvallare procedure non rispettose dell'evidenza pubblica e tantomeno delle norme che regolano le procedure per il contributo al restauro del patrimonio pubblico. Esiste un’unico caso di Bando pubblico eseguito dalla precedente “Giunta Cacciari” per il restauro della facciata di Ca' Vendramin attuale sede del Casino’ di Venezia.
CONSTATATO CHE
la Sovrintendenza veneziana e l'Amministrazione Comunale fin dal 2006 continuano ad autorizzare grandi Maxi affissioni, su Piazza S. Marco e su palazzi, senza il rispetto delle procedure pubbliche obbligatorie e attraverso fattispecie contrattuali che nella sostanza rappresentano negozi giuridici atipici rispetto al contratto di sponsorizzazione e pertanto al contributo al restauro;
la contropartita in favore della società chiamata ad erogare il contributo per il restauro, non consiste in un ritorno pubblicitario, ovvero di immagine indiretto, bensì nella disponibilità di uno spazio pubblicitario da cui la società trae un utile economico diretto attraverso la concessione a terzi, a titolo oneroso, dell'utilizzazione dello spazio stesso;
pertanto l'utilizzo dello spazio pubblicitario deve comportare il pagamento del canone CIMP (canone autorizzatorio per l'installazione di mezzi pubblicitari), a favore del Comune di Venezia da parte della Società concessionaria degli spazi pubblicitari;
dal 2006 sono stati presenti contemporaneamente su base annua almeno 5 grandi formati di maxi affissioni, per una superficie media di 150 m², il canone CIMP da applicarsi per m² su base annua da tabella del Comune di Venezia, e' di 394 euro al m² . Un rapido conteggio ci porta a stimare un ammanco per le casse del Comune di oltre 1.477.000 €.;
SI CHIEDE AL SINDACO
di voler verificare presso gli uffici competenti l’avvenuta riscossione del canone autorizzatorio per la pubblicità nei confronti delle Società autorizzate alla gestione degli spazi pubblicitari, in relazione ai cantieri ancora aperti e a quelli in cui i lavori sono stati conclusi;
qualora l’imposta non sia stata versata, l’Amministrazione comunale attraverso gli uffici competenti, dovrebbe inviare alle Società obbligate al pagamento, il conteggio effettivo di quanto dovuto in base al “Regolamento Canone autorizzatorio” approvato dal Consiglio comunale con Deliberazione n. 41 del 23 marzo 1999 e successive modifiche;
di voler verificare la possibile sospensione dei contratti attualmente in essere, per poter procedere ad una regolare procedura concorsuale, sia per l’assegnazione dei lavori di restauro, che per la gestione dello spazio pubblicitario;
Solo così si avrà trasparenza e certezza dei costi, del valore degli spazi e dei tempi di restauro.
Marta Locatelli
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