nr. d'ordine | nr. protocollo | data pubbl. | proponente | assessore competente | data protocollo | data scadenza | tipo risposta |
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1014 | 28 | 14/02/2012 | Marta Locatelli |
Sindaco Giorgio Orsoni inoltrata a Assessore Ezio Micelli |
14/02/2012 | 15/03/2012 | scritta |
tipo comunicazione | data pubblicazione | testo |
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risposta | 26-04-2012 | Leggi |
delega | 05-03-2012 | Leggi |
Venezia, 14 febbraio 2012
nr. ordine 1014
n p.g. 28
Al Sindaco Giorgio Orsoni
e per conoscenza
Al Presidente del Consiglio comunale
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Ai Capigruppo Consiliari
Al Vicesegretario Vicario
Oggetto: Edilizia privata: procedimenti amministrativi che non rispettano la legge.
Tipo di risposta richiesta: scritta
Premesso che:
Gli uffici dell'Edilizia Privata dell'Amministrazione del Comune di Venezia non rispettano i tempi certi previsti dalla norma e continuano ad accumulare forti ritardi che variano dagli 8 ai 12 mesi, nel rilascio delle pratiche, contribuendo a paralizzare l'economia della città.
Gli uffici dell'Amministrazione Comunale continuano ad emettere circolari interne che sommate a quelle emesse negli anni passati rappresentano una realtà normativa sconosciuta ai cittadini che predispongono le pratiche.
Durante l'esame dei documenti vengono richieste copie o estremi di atti anche datati, spesso non in possesso del proprietario, ma già in possesso dell'Amministrazione Comunale. Tutto ciò causa enormi rallentamenti senza rispettare quanto prevede l’art. 18 L. 241/ 1990 sui procedimenti amministrativi ovvero "Qualora l'interessato dichiari che fatti, stati e qualità sono attestati in documenti già in possesso della stessa Amministrazione procedente o di altra Pubblica Amministrazione, il responsabile del procedimento provvede d'ufficio all'acquisizione dei documenti stessi o di copia di essi".
Viene, inoltre, violato quanto predisposto dal recente D.L. del Governo Monti sulle semplificazioni per agevolare i cittadini e le imprese e per rilanciare l'economia.
Con la soppressione della Commissione di Salvaguardia l'iter per accertare la conformità di determinati interventi rischia di provocare il continuo rimpallo degli atti tra gli uffici comunali e la Sovrintendenza, con perdita ingiustificata di ulteriori mesi.
Non esiste un'informazione tempestiva da parte degli uffici al cittadino, di eventuali errori o omissioni nella presentazione della pratica e del nome del responsabile del procedimento al quale rivolgersi per eventuali chiarimenti. Questa comunicazione assolutamente necessaria, per agevolare il richiedente, spesso viene rilasciata dagli uffici dell'Edilizia dopo oltre tre mesi dal deposito della pratica.
Visto che:
Il procedimento amministrativo, appesantito anche dalle passate Giunte, rappresenta un "unicum" a livello nazionale, pertanto lo stesso Regolamento dell'Amministrazione Comunale di Venezia per l'Edilizia Privata, ad una attenta lettura amministrativa, è contrario alla legge.
Il medesimo sistema amministrativo, garantisce enormi poteri ai dirigenti che non avendo alcuna responsabilità e non dovendo rispettare i tempi certi richiesti dalla legge, determinano l'impotenza della Giunta Comunale e danni enormi alla città, ai privati ed ai professionisti.
Tutto ciò premesso e considerato,
si interroga il Sig. Sindaco e la Giunta:
per sapere se non ritenga necessario e urgente il rispetto della normativa vigente (la legge 241/90 e il Decreto Legge Monti sulle semplificazioni), da parte degli uffici sia per quanto attiene ai tempi che per le procedure adottate;
affinché venga istituito ed applicato per tutte le pratiche amministrative l'istituto del silenzio assenso: dopo 30 giorni, termine entro il quale, nel caso in cui l'Amministrazione non avesse potuto verificare la congruità dei documenti allegati alla pratica amministrativa, venga esonerato il professionista e il privato cittadino dalla responsabilità sulla documentazione presentata;
affinché per tutte le pratiche amministrative venga escluso l'obbligo di presentare qualsiasi documento per il quale l'Amministrazione Comunale direttamente o indirettamente possa entrare in possesso attraverso i propri uffici. In tal modo si snellirebbe l'Amministrazione dalle migliaia di richieste di accesso agli atti eseguite dai professionisti nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Marta Locatelli
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