nr. d'ordine | nr. protocollo | data pubbl. | proponente | assessore competente | data protocollo | data scadenza | tipo risposta |
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305 | 146 | 10/11/2010 | Luca Rizzi |
Assessore Ugo Bergamo |
11/11/2010 | 11/12/2010 | scritta |
tipo comunicazione | data pubblicazione | testo |
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risposta | 13-12-2010 | Leggi |
Venezia, 10 novembre 2010
nr. ordine 305
n p.g. 146
All'Assessore Ugo Bergamo
e per conoscenza
Al Sindaco
Al Presidente del Consiglio comunale
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Ai Capigruppo Consiliari
Al Vicesegretario Vicario
Oggetto: La proposta demenziale di trasformare un'area verde in parcheggio è forse il sintomo di una insofferenza verso l' incapacità dell'Amministrazione di pianificare e dare tempi certi ad una serie di problemi oramai cronici? Tempi ed interventi per giungere alla facile accessibilità del centro città
Tipo di risposta richiesta: scritta
Preso atto
della proposta di confesercenti di trasformare in parcheggio l'attuale area verde di Via Piave
considerato che
- da qualche mese giace in attesa di discussione nella commissione competente una mia interpellanza sul degrado e l'illegalità nel Comune di Venezia e in particolare di alcune zone specifiche tra le quali la Via Piave
- di recente autorevoli esponenti di Giunta hanno prospettato l'intenzione di allargare l'area pedonale
- l'esempio della improvvisazione che ha portato alla pedonalizzazione di Via Poerio, chiusa senza un piano per mantenere viva la strada, ci insegna la pericolosità dell'agire per astratti principi e senza pianificazione
- curiosamente già il 29 novembre del 2001 in occasione della proposta di Giunta di pedonalizzare Via Poerio e Via Rosa (poi rimandata) il sottoscritto in una mozione mai discussa scriveva: "....allo stato dei fatti, con il carattere sperimentale degli strumenti viabilistici e le infrastrutture di cui è sfornita la nostra città (minibus, bus navetta, parcheggi sufficienti e facilmente raggiungibili in prossimità del centro, parcheggi scambiatori, etc, etc) tale operazione andrà a danneggiare sicuramente il tessuto economico del centro città (esercizi commerciali ma anche del terziario come uffici e banche) a tutto vantaggio dei grandi centri commerciali, con conseguente impoverimento dell’humus necessario per la vitalità di ogni centro abitato e penalizzazione dei soggetti più deboli con limitata capacità di spostamento nel territorio comunale (anziani e disabili per primi)”
constatato che
- oggi come 9 anni fa - (s)confortati dal riscontro sulle allora previsioni circa l’impoverimento del tessuto socio-economico cittadino - non esistono le condizioni per attuare ipso facto delle pedonalizzazioni a causa della insufficienza di "infrastrutture e mezzi complementari" che ne possano compensare l’impatto (situazione aggravata dall’incompatibilità tra il tram e le automobili lungo gran parte del suo percorso)
- sempre più spesso alle code di auto dirette ai centri commerciali fa da contrasto una città sconsolatamente vuota
- prima di procedere alla chiusura al traffico di importanti zone di Mestre, è assolutamente necessario che la città si doti di un pacchetto minimo ma sufficiente di strumenti ed infrastrutture per attutirne, almeno in parte, gli effetti negativi.
si chiede
- se la Amministrazione Comunale per affrontare il problema più generele del degrado dell’area Piave intenda adottare il semplicistico metodo proposto da Confesercenti di cambiare la funzione di aree problematiche anziché studiare soluzioni come quelle formalizzate a suo tempo dall’interpellante
- alla Amministrazione Comunale di rendere pubblica una scaletta che definisca temporalmente la realizzazione di dette “infrastrutture e mezzi complementari” e sulla base di questa scaletta indichi per ognuna di queste realizzazioni quale nuova pedonalizzazione corrisponderà, essendosi così concretizzate le condizioni minime per assorbire in maniera “morbida” la chiusura al traffico.
Luca Rizzi
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