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III Commissione - Verbale

Seduta del 20-09-2005 ore 17:30

 

Consiglieri componenti la Commissione: Paolino D'Anna, Maria Paola Miatello Petrovich, Giuseppe Toso, Giampietro Capogrosso, Ivano Berto, Carlo Pagan, Claudio Borghello, Fabiano Turetta, Giovanni Salviato, Silvia Spignesi, Michele Mognato, Roberto Turetta, Giorgio Reato, Danilo Corrà, Giovanni Azzoni, Vittorio Pepe, Giacomo Guzzo, Diego Turchetto, Ezio Oliboni, Cesare Campa, Saverio Centenaro, Antonio Cavaliere, Raffaele Speranzon, Alberto Mazzonetto, Sebastiano Bonzio, Gianfranco Bettin

 

Consiglieri presenti: Paolino D'Anna, Maria Paola Miatello Petrovich, Giuseppe Toso, Giampietro Capogrosso, Ivano Berto, Claudio Borghello, Fabiano Turetta, Giovanni Salviato, Roberto Turetta, Giorgio Reato, Danilo Corrà, Vittorio Pepe, Giacomo Guzzo, Diego Turchetto, Ezio Oliboni, Saverio Centenaro, Antonio Cavaliere, Alberto Mazzonetto, Sebastiano Bonzio

 

Altri presenti: Assessore Delia Murer, Direttore Sandro Del Todesco, Funzionaria alle Politiche Sociali Corsi, Consigliere Comunale Franco Conte

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Piani di zona dei servizi sociosanitari. Area disabilità

Verbale

Alle ore 17.40 il Vice Presidente della III Commissione Consiliare Oliboni Ezio,in sostituzione del Presidente Corrà Danilo, apre la seduta e ricorda che l’illustrazione dei Piani di Zona continua con l’esame dell’area della disabilità. Quindi da la parola al Direttore delle Politiche Sociali Del Todesco.

DEL TODESCO invita la funzionaria delle Politiche Sociali Corsi ad illustrare il piano di servizio in merito all’area succitata

CORSI fa presente che la disabilità in esame riguarda l’area adulta, mentre l’area infanzia è contenuta nel piano di zona dei minori. La disabilità non è una malattia ma bensì un approccio culturale. Inoltre non si parla di abilità residue ma di integrazione in un contesto sociale. Importante il progetto di vita indipendente che manca però di continuità di risorse e ciò può creare delle discriminazioni. La maggior parte dei disabili sono senza professionalità e si pensa a questi soggetti come deboli, invece in realtà possono promuovere se stessi.Tutti i soggetti dovrebbero poter usufruire della figura dell’amministratore di sostegno, I problemi che si riscontrano, da una prima analisi, sono la mobilità e l’accessibilità. Per utilizzare i servizi del territorio è necessario superare le barriere architettoniche, anche se c’è una rete di trasporto e di servizi che aiuta. C’è molta attenzione per la disabilità psichica ed invece c’è poca considerazione per le disabilità che intervengono nel corso della vita. Infatti le disabilità acquisite cambiano la vita ed il contesto della persona , perciò è importante attrezzarsi nella nuova vita, dove diventa questione importante l’ occupazione nell’ambito lavorativo. E’ necessario rivisitare i vecchi centri per vedere se sono agibili.Il CEOD non è più una struttura adeguata. Devono andare promosse attività differenti con la continua presenza di educatori, in modo da rendere sicura una futura occupazione. Nelle persone disabili un esito negativo comporta un abbassamento dell’autostima, con conseguenze devastanti per la famiglia. Gli adulti devono avere una vita anche diversa dalla famiglia e la residenzialità deve essere differenziata ( gruppo appartamento o istituto).I gruppo appartamento hanno una diversa assistenza in base alle esigenze. Importante perciò superare i contesti di handicap e usufruire dell’Etam. I progetti vanno supportati da elementi organizzativi, con obiettivi individuali, creando elementi di agibilità per le persone e trovando risorse adeguate.

OLIBONI coglie un accenno polemico nei confronti dell’ASL , ritiene invece importante una fattiva collaborazione con tale azienda

TOSO evidenzia la necessità di rendere agibili le strutture e di eliminare le barriere architettoniche, anche in base al diritto di cittadinanza. Inoltre devono essere promosse le residue capacità dei soggetti e valorizzato il progetto di vita indipendente. Alcuni passaggi burocratici rendono difficile la realizzazione di certi progetti. E’ fondamentale la continuità dei servizi per i disabili e ciò può essere garantito con finanziamenti costanti. Inoltre c’è il problema della casa, in quanto il punteggio della disabilità è inferiore a quella dello sfratto

CENTENARO propone un emendamento specifico in merito alla disabilità post-traumatica che crea molta sofferenza nella famiglia del soggetto. I fondi previsti devono essere spesi per strutture adeguate e per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Le persone hanno paura di far vedere che sono disabili e spesso vengono segnalati ai servizi sociali dalle parrocchie

BONZIO condivide gli interventi precedenti e ritiene che l’area in discussione rispecchi anche il grado di civiltà di un popolo. Alcune questioni importanti ( coinvolgimento soggetti nell’ambito lavorativo, esistenza autonoma, disabilità post- traumatica) devono essere ragionate per reti.

MIATELLO chiede quali strade vengono prese in alternativa al Ceod, se i finanziamenti vanno persi e come viene integrato l’insegnante di sostegno. Chiede inoltre se esiste un’anagrafe di tutti i soggetti bisognosi, oppure si conoscono solo i disabili che si sono rivolti all’Amministrazione pubblica e come vengono considerate le barriere architettoniche rispetto a chi ha difficoltà sensoriali.

TURETTA F. evidenzia l’importanza di studi prospettici su come evolverà in futuro la domanda del servizio disabili, in quanto ci saranno persone che o per malattia o per incidente stradale diventeranno disabili in età adulta e che non guariranno mai definitivamente. Si fa poco da un punto di vista preventivo. E’ necessario mantenere i finanziamenti ed arrivare ad un’integrazione stretta tra ASL e Comune

CAPOGROSSO osserva che il blocco dei finanziamenti va a ripercuotersi sui progetti in atto (es.progetto vita indipendente) e ciò è grave. Inoltre esistono le disabilità temporanee che hanno bisogno di un certo tipo di risposte

MURER ritiene che nell’ambito sociale non ci sia contrapposizione tra l’Amministrazione Comunale,l’ASL e altri enti. E’ difficile dare una continuità di servizi, in quanto la Regione non da risposte chiare sui tempi necessari per erogare i finanziamenti, invece sono necessarie certezze per garantire almeno le cose già esistenti. C’è da verificare tutto il recupero delle risorse e vedere se ci sono interventi che non sono molto costosi ma lo stesso validi. Sarebbe opportuno che l’Amministrazione Comunale avviasse un tavolo di lavoro con l’Ater per cercare una diversa distribuzione degli alloggi. Inoltre, attraverso una modifica del Regolamento, si potrebbe definire un nuovo metodo di formazione delle graduatorie . E’ stato già attivato un confronto con la Provincia.

CORSI trova esagerato un certo allarmismo, in quanto l’aumento della disabilità non è legato alla vecchiaia ne alla qualità della vita. Gli eventi traumatici dovrebbero essere tamponati preparando i giovani ai rischi che vanno incontro, anche se le campagne di prevenzione in merito non sono state efficaci. Ci sono disabilità legate ad eventi diversi anche se è difficile fare proiezioni e quantificazioni in merito. La certificazione delle persone con problemi comportamentali avviene in accordo con la famiglia. La tolleranza della disabilità dipende dal livello culturale, infatti la certificazione varia a seconda delle città. In merito alla questione dell’integrazione scolastica c’è un’ampia esposizione nel piano dei minori. Non è necessario mantenere il Ceod che costa di più dei centri diurni gestiti dalle cooperative private. Un fattore di criticità è la mancanza di considerazione nel piano Welfare del problema dell’alcolismo, che è in evoluzione e porta disabilità

DEL TODESCO informa che gli interventi sulla disabilità sono stati stabiliti attraverso accordi di programma tra Comuni.Ciascun Ente rendiconta alla Regione e riceve i relativi finanziamenti. Il sistema non viene a perdere risorse e sta producendo di più perché c’è più domanda. Inoltre nel campo della disabilità si parte da una situazione evoluta


Alle ore 19.45, esaurito l’ordine del giorno, il Presidente dichiara sciolta la seduta.

 

 

 

 

Atti collegati
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A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 13-10-2005 ore 00:00
Ultima modifica 13-10-2005 ore 00:00
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