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IX Commissione - Verbale

Seduta del 19-12-2006 ore 10:00
congiunta alla X Commissione

 

Consiglieri componenti le Commissioni: Paolino D'Anna, Giampietro Capogrosso, Tiziano Treu, Valerio Lastrucci, Claudio Borghello, Tobia Bressanello, Patrizio Berengo, Franco Ferrari, Anna Gandini, Ivano Berto, Carlo Pagan, Giorgio Chinellato, Fabio Muscardin, Michele Mognato, Maurizio Baratello, Bruno Filippini, Giovanni Azzoni, Fabio Toffanin, Franco Conte, Giovanni Salviato, Felice Casson, Alfonso Saetta, Diego Turchetto, Ezio Oliboni, Giacomo Guzzo, Giuseppe Caccia, Michele Zuin, Saverio Centenaro, Antonio Cavaliere, Raffaele Speranzon, Alberto Mazzonetto, Sebastiano Bonzio

 

Consiglieri presenti: Paolino D'Anna, Giampietro Capogrosso, Claudio Borghello, Patrizio Berengo, Franco Ferrari, Anna Gandini, Ivano Berto, Giorgio Chinellato, Fabio Muscardin, Bruno Filippini, Alfonso Saetta, Ezio Oliboni, Giacomo Guzzo, Saverio Centenaro, Antonio Cavaliere, Alberto Mazzonetto, Sebastiano Bonzio, Giuseppe Toso (sostituisce Tiziano Treu)

 

Altri presenti: Assessore Laura Fincato; Domenico Vianello Comitato Promotore Referendum

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Audizione ed illustrazione da parte dell'Assessora Laura Fincato sul Protocollo di Intesa su Porto Marghera

Verbale

Alle ore 10.30, il Presidente della IX Commissione Consiliare, Giorgio Chinellato, di concerto con il presidente della X Commissione Consiliare, Paolino D’Anna, assume la presidenza delle commissioni congiunte e constatata la presenza del numero legale dichiara aperta la seduta.

CHINELLATO ricorda ai componenti delle commissioni, che in data 14 Dicembre è stato firmato finalmente il protocollo d’intesa su Porto Marghera. Aggiunge che era pervenuta ai presidenti delle commissioni consiliari, la richiesta di una convocazione di commissione in attesa del Consiglio Comunale straordinario sulla chimica, ma che era stato deciso di attendere la conclusione del percorso in itinere prima di convocare. Aggiunge che questa è una prima riunione, dove non sono stati invitati altri soggetti, per consentire ai consiglieri di comprendere l’intero protocollo d’intesa.

FINCATO ricorda cronologicamente tutti i processi istituzionali che hanno portato alla firma del protocollo d’intesa, partendo dal “Progetto Nuova Porto Marghera” con i temi specifici individuati che hanno portato a degli ottimi risultati nei tre gruppi di lavoro costituiti, il sondaggio promosso dal Comune di Venezia e la decisione improvvisa di Dow Chemical di non riaprire a metà Agosto gli impianti di produzione con il rischio occupazione per i circa 200 lavoratori. Aggiunge che ai primi giorni di Gennaio, ci sarà l’atto di indirizzo con le competenze e gli impegni specifici per Comune, Provincia e Regione. Ricorda come nell’accordo del 98, l’ENI era un soggetto attivo, che poi decise di “spezzettare” vendendo alle diverse multinazionali i suoi impianti di Porto Marghera, per poi attualmente rientrare come soggetto attivo e produttivo, ma che non è più come in passato un’azienda esclusivamente pubblica dato che solo il 30% circa è di proprietà dello Stato. Ritiene che la presenza della chimica in sicurezza sia importante per il Comune di Venezia, e lo stesso contenuto della lettera del Sindaco allegata al sondaggio esprimeva tali convinzioni.

Alle ore 10.50 la riunione viene sospesa e riprende alle ore 11.25. Esce il consigliere Giampietro Capogrosso.

BERENGO argomenta in merito al fatto che le organizzazioni sindacali, gli imprenditori, i lavoratori e le istituzioni locali hanno svolto un ottimo lavoro riuscendo a portare a termine il protocollo d’intesa. Ricorda che in estate è stata svolta una consultazione popolare attraverso il sondaggio con la quale la maggior parte dei cittadini Veneziani ha chiesto che la chimica pesante uscisse dalle produzioni di Porto Marghera, ma che in questo protocollo sembra che non sia stata tenuta in considerazione la volontà dei cittadini. Ritiene che la chimica a Porto Marghera non resterà in eterno ma con un allontanamento lento a seguito delle dismissioni e delle successive bonifiche. Sottolinea come il precedente accordo del 98 ha avuto pochi risultati, e auspica che per questo avvenga un monitoraggio costante per il raggiungimento degli obiettivi prefissati e per far si di avere delle certezze. Conclude, che il futuro di Marghera e di Venezia deve essere diverso rispetto alla realtà del vecchio petrolchimico e che i cittadini non devono solo subire, ma in una certa maniera dovrebbero essere “risarciti dalla chimica”.

MAZZONETTO ricorda che era stato chiesto, attraverso una mozione “trasversale”, la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario sulla Chimica ancora diverso tempo fa, anche per poter valutare e discutere della volontà dei cittadini che si è espressa attraverso la consultazione popolare a mezzo sondaggio. Chiede chiarimenti in merito ad alcuni aspetti del protocollo d’intesa, relativamente ai costi per la fornitura di idrogeno per lo sviluppo del distretto di Fusina, alla quantità necessaria per il bilanciamento e il raddoppio di produzione CVM – PVC e sulla nuova centrale termo-elettrica. Interviene in merito alle scelte industriali delle aziende che dopo aver ricevuto contributi statali delocalizzano all’estero e/o vendono rami d’azienda, e sulle preoccupazioni delle prospettive occupazionali dell’intero comparto dei lavoratori chimici.

OLIBONI si ritiene soddisfatto per la firma del protocollo d’intesa e la messa in sicurezza dei 180 posti di lavoro. Si rammarica del fatto che nessuno dei capitoli del protocollo d’intesa è intitolato alla salute, intesa come quella dei lavoratori e dei cittadini.

BONZIO esprime il suo dissenso alla firma sul protocollo d’intesa, alla luce del sondaggio effettuato nel Comune di Venezia dove circa 80% dei cittadini che avevano partecipato, aveva risposto negativamente al quesito in merito alle produzioni relative al ciclo del cloro e fosgene. Ricorda la lettera del Sindaco allegata al quesito e al ricatto occupazionale messo in atto dalla multinazionale Dow Chemical, che ha chiuso gli impianti dopo averne aperto uno simile in Germania e in USA. Chiede che nelle prossime riunioni vengano invitati ufficialmente anche il comitato promotore del referendum per discutere con loro del protocollo d’intesa.

Alle ore 11.45 entrano i consiglieri Claudio Borghello e Saverio Centenaro.

CAVALIERE ritiene che sia un fatto positivo aver raggiunto e firmato un accordo. Ritiene che la consultazione popolare non aveva peso perché era solo un sondaggio come era stato detto in Consiglio Comunale, e pertanto non si è ascoltata la voce dei cittadini. Chiede chiarimenti in merito al rilascio delle autorizzazioni da parte del Ministero dell’Ambiente e alla mancanza di firme di alcune imprese coinvolte.

BERTO ritiene che il protocollo d’intesa è stato firmato da tutti gli enti locali coinvolti, e che il loro valore è maggiore rispetto alla volontà dei cittadini che si sono espressi con la consultazione. Sottolinea come nelle premesse è citato che il Ministero dello Sviluppo Economico considera “la chimica un settore fondamentale dell’industria del nostro paese e Porto Marghera un sito strategico per la chimica italiana”, perché senza le dovute certezze non ci sarebbero i relativi investimenti da parte delle Industrie. Argomenta in merito ai tempi delle autorizzazioni, ricordando che in Germania quando è stato chiesto il bilanciamento CVM – PVC i relativi permessi sono stati rilasciati nell’arco di un anno. Auspica che venga effettuato un monitoraggio costante al fine di vigilare sulla piena attuazione del protocollo d’intesa.

Alle ore 11.55 esce il consigliere Antonio Cavaliere.

TOSO esprime il suo ringraziamento per la firma del protocollo, in qualità di lavoratore a Porto Marghera da 25 anni. Ricorda che, oltre alla raccolta di firme per la richiesta di un referendum consultivo, erano state raccolte altrettante firme dai lavoratori di tutta la provincia di Venezia direttamente coinvolti, e che il risultato del sondaggio era, visto il quesito posto, scontato. Aggiunge che rispetto all’accordo del 98, che non tutto è stato disatteso e che qualcosa è stato fatto come ad esempio il Green Diesel, l’idrogeno pulito, il marginamento delle sponde. Esprime le sue preoccupazioni sui tempi delle autorizzazioni, con i conseguenti ritardi e difficoltà nel reinserimento del personale, sullo sviluppo futuro di Porto Marghera una volta effettuate le relative bonifiche.

Alle ore 12.10 esce il consigliere Alfonso Saetta.

GUZZO auspica che in future riunioni si possa parlare ancora di questo importante argomento, domandandosi se tra 5/6 anni si possa ripetere il rischio della stessa situazione se non si riuscirà realmente ad applicare il protocollo d’intesa. Argomenta in merito alla popolazione veneziana, che non viene considerata nel protocollo d’intesa dove è prevalsa la salvaguardia dei posti di lavoro, anche in seguito alla decisione di Dow Chemical di non riaprire l’impianto di produzione.

MUSCARDIN ritiene che il protocollo d’intesa è un buon punto di equilibrio tra le diverse esigenze presenti. Dice che per parlare di chimica e di Porto Marghera bisogna avere la piena conoscenza dell’argomento, citando ad esempio l’idrogeno che è un sottoprodotto della chimica che invece di essere disperso viene riutilizzato producendo energia. In merito al bisogno di energia delle aziende, ritiene che se queste devono vivere a Porto Marghera, devono avere dei costi sostenibili, magari utilizzando il combustibile da rifiuti e/o bio-masse. Introduce un ragionamento in merito al fatto che bisogna cercare di razionalizzare, con standard qualitativi maggiori, le risorse esistenti piuttosto che costruire un nuovo impianto di produzione.

FILIPPINI ritiene che il protocollo d’intesa firmato sia un buon accordo, inserito nel contesto dell’economia Venezia, delle forze lavoro presenti e del futuro in trasformazione di Porto Marghera. Ricorda come, con la firma di questo protocollo si sia data applicazione al programma del Sindaco durante la campagna elettorale. Ricorda che quando si firmò l’accordo del 98 vennero effettuati interventi di carattere ambientale, oltre alle bonifiche, con la chiusura di decine di impianti. Rispetto a quanto previsto allora, non vennero attuate le cellule a membrana per inquinare meno e il bilanciamento CVM – PVC al fine di non movimentare le merci e i prodotti in lavorazione e garantire perciò una maggiore sicurezza. Ricorda come il concetto di sicurezza non sia relativo soltanto ai cittadini, ma anche agli stessi lavoratori. Argomenta in merito al salto di qualità da attuare pensando al futuro di Porto Marghera e non solo al passato con i risultati dell’accordo del 98 e del sondaggio comunale, citando ad esempio i sopralluoghi effettuati presso il Vega in merito alle nanotecnologie e ai finanziamenti comunitari per la ricerca e la sperimentazione. Propone di approvare un ordine del giorno per far si che il Comune di Venezia sia il soggetto attivo per occuparsi della trasformazione di Porto Marghera.

Alle ore 12.35 viene sospesa la riunione per consentire la verifica del numero legale della VII Commissione Consiliare; alle ore 12.37 la riunione riprende.

Alle ore 12.40 esce il consigliere Patrizio Berengo.

FINCATO ricorda come Marghera sia parte del Comune di Venezia e che rientra nei piani dell’Amministrazione che ha confermato in quella zona la destinazione industriale. Ricorda come si stia sviluppando la logistica a Marghera, ma non intesa solo come movimentazione delle merci, ma come progetto industriale nel suo complesso, ricordando le prossime firme che si stanno attuando oltre alla chimica per la cantieristica e lo sviluppo della Fincantieri. Risponde che in merito alla ricerca l’ENI che ritornerà a Porto Marghera ha intenzione di effettuare grossi investimenti, e che tutte le aziende sono all’interno dei parametri di inquinamento altrimenti sarebbero già state chiuse. Sul tema della sicurezza, afferma che non c’è stato nessun scambio politico occupazione – sicurezza, ma anzi, si sono impegnate le aziende ad investimenti ed aggiornamenti maggiori sulla sicurezza degli impianti e dei lavoratori, con una cifra di circa 600 milioni di Euro. Aggiunge come in questo protocollo d’intesa c’è stato l’allineamento istituzionale di tutto il Governo, oltre che di tutti i soggetti istituzionali coinvolti, al fine di stabilire che la chimica a Marghera deve esserci.

CHINELLATO comunica che a Gennaio verrà svolta una nuova riunione di commissione con tutti i soggetti coinvolti e che è in programma nei prossimi mesi un sopraluogo presso la centrale ENEL di Fusina dove è prevista la produzione di idrogeno.

Alle ore 12.50, il Presidente della IX Commissione Consiliare, Giorgio Chinellato, in assenza di altre richieste d’intervento ed esaurito l’ordine del giorno, dichiara chiusa la seduta.

 

 

 

 

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A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 23-01-2007 ore 00:00
Ultima modifica 23-01-2007 ore 00:00
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