| nr. d'ordine | nr. protocollo | data pubbl. | proponente | data protocollo |
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| 1066 | 183 | 03/08/2007 | Alberto Mazzonetto |
27/08/2007 |
| tipo comunicazione | data pubblicazione | testo |
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| revoca | 08-10-2008 | Leggi |
Venezia, 3 agosto 2007
nr. ordine 1066
n p.g. 183
Al Sindaco
Al Presidente del Consiglio comunale
Ai Capigruppo consiliari
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Generale
Oggetto: Federalismo e Autonomie Locali
Il Consiglio Comunale di Venezia
Premesso che:
- L'attuazione dei contenuti dell'articolo 119 della Costituzione Italiana, a sei anni dalla sua riformulazione, è obbligatoria ed ormai inderogabile.
- La disparità di trattamento e le sperequazioni in termini economici che vivono le Regioni sono ormai logore ed indifendibili perché frutto, negli anni, di politiche deboli e condizionate da veti, inefficienze e condiziona menti ormai intollerabili, soprattutto dai cittadini della nostra Regione.
- Periodicamente vengono pubblicati Studi che evidenziano come la sperequazione che interessa la regione Veneto sia oltremodo irrispettosa dei valori che questo territorio, malgrado tutto, continua ad esprimere. Il Veneto, assieme a sole altre quattro regioni, non ha mai partecipato alla creazione del debito pubblico nazionale, e non è più in grado di continuare ad accettare il ruolo irT1postogli dallo Stato di "ammortizzatore" del debito prodotto da altri governi regionali perlopiù irresponsabili nella gestione delle risorse loro attribuite. E' ora che i fondi perequativi da destinare ai territori con minore capacità fiscale per abitante, alla costituzione dei quali il Veneto partecipa in maniera determinante, siano distribuiti conseguentemente ai risultati che ne derivano dal loro uso, e non, ad esempio, per mantenere l'esercito dei dirigenti assunti dalla regione Sicilia (numericamente superiori di nove volte a quelli della Lombardia), o per sopperire ai problemi ambientali che sta vivendo la regione Campania per proprie responsabilità amministrative.
- Anche recenti pubblicazioni frutto del lavoro della c.g.i.a. di Mestre e di Unioncamere del Veneto evidenziano, che tra il dare allo Stato e l'avere, i cittadini veneti perdono la somma di circa 3.000 euro ogni anno procapite, che a livello regionale si traduce in un ammanco annuo paragonabile alla cifra iperbolica che si avvicina ai 15 miliardi di euro.
- Il bilancio della regione Veneto in regime di corretta perequazione potrebbe essere raddoppiato, con conseguenze operative estremamente positive in ter1nini di soddisfacimento delle esigenze della popolazione residente, in quanto è risaputo che l'attuale bilancio è assorbito ed ingessato in gran parte per sostenere i costi della sola sanità regionale.
- I Comuni veneti a loro volta potrebbero vedere raddoppiati i propri bilanci se questa auspicata riperequazione di risorse fosse ripartita tra Regione, Province e Comuni nella logica già contenuta nella nostra Costituzione ispirata alla pari dignità istituzionale.
- In questi giorni il Governo è impegnato in estenuanti e finora inconcludenti Conferenze con le regioni e gli enti locali per l'individuazione di una linea condivisi bile di politica economica e fiscale, ma purtroppo le logiche preponderanti sembrano continuare ad essere quelle ispirate dalla conservazione dello stato attuale, tendenti quindi a garantire le inefficienze ed a non premiare le virtù delle poche realtà regionali che sistematicamente si trovano in minoranza quando avanzano le loro proposte tendenti all'attuazione del federalismo. I
- Il concreto rischio che nulla cambi nel sistema finora denunciato non fa che accrescere l'insofferenza dei cittadini e di chi li amministra, soprattutto nei territori, come il nostro, dove la virtù dei comportamenti del buon governo locale, che genera risparmi e ricchezze, viene sistematicamente depredata dei suoi frutti, peraltro, e questo aggrava l'insofferenza, a beneficio di un sistèma sempre più deficitario e incapace di riformarsi.
IMPEGNA
il sindaco e la giunta ad attivarsi presso
iI Presidente della Regione Veneto
iI Presidente del Consiglio dei Ministri
iI Presidente della Repubblica
perchè ciascuno in base alle proprie competenze, assuma quelle iniziative e decisioni che portino alla concreta attuazione delle previsioni costituzionali in tema di federalismo fiscale contenute negli articoli 5 e 119 della Costituzione Italiana, con riferimento ai diritti e doveri delle Regioni e degli Enti Locali.
In particolare, l'articolo 5 nei Principi Fondamentali prevede che la Repubblica riconosca e promuova le autonomie locali ed adegui i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento, mentre l'articolo 119 nella Parte seconda garantisce autonomia finanziaria a Comuni, Province e Regioni prevedendo che essi possano applicare tributi ed entrate proprie, disponendo di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.(Cosa ben diversa dal sistema della conosciute addizionali).
Si chiede pertanto un preciso impegno affinché possa essere dato riscontro alle istanze dei cittadini che attendono adeguate risposte politiche in termini di autogoverno, di buona amministrazione ed innovazione nel rapporto del dare ed avere tra cittadini e Stato, atteso che esso non può più considerarsi strumento di mera sottrazione, bensì di rispettosa cooperazione.
Alberto Mazzonetto
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