Venezia, 31 ottobre 2008
Al Consigliere comunale Saverio Centenaro
Al Sindaco Massimo Cacciari
e per conoscenza
Al Presidente del Consiglio comunale
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Generale
Oggetto: segnalazione di risposta in Consiglio comunale per interrogazione nr. d'ordine 628 (Nr. di protocollo 132) inviata il 23-11-2006 con oggetto: Esproprio ditta Tessar
L'interrogazione è stata trattata nella seduta del Consiglio comunale del 20-10-2008.
Si riporta di seguito l'estratto del resoconto stenografico relativo agli interventi in oggetto.
BORASO - Presidente del Consiglio:
12, interrogazione Centenaro, esproprio ditta Tessar.
CACCIARI – Sindaco:
Mara, puoi?
BORASO - Presidente del Consiglio:
Il Sindaco chiede l'intervento dell'Assessore Rumiz. Prego, Assessore.
RUMIZ – Assessore:
Con il Tessar e con il suo avvocato si sono definite le condizioni per un'acquisizione bonaria. Ciò non toglie che comunque era stata fatta la dichiarazione di pubblico interesse e ora che è stato approvato il progetto si è nelle condizioni, qualora non andasse a buon fine l'acquisizione bonaria, di procedere con l'esproprio. Mi auguro che non ce ne sia bisogno.
BORASO - Presidente del Consiglio:
Centenaro, se vuole dichiarare la sua soddisfazione o insoddisfazione.
CENTENARO:
Sì, ma nella mia interrogazione, purtroppo datata 24 novembre 2006, chiedevo le motivazioni per cui la parte che riguardava la ditta Tessar non era inclusa nel PIRUEA e pertanto manifestavo ancora una volta che il tutto andava a penalizzare fortemente i cittadini del nostro Comune, come si sta verificando oggi, perché invece di andare in esproprio poteva partecipare all'interno del PIRUEA e questo a costo zero per l'Amministrazione Comunale. È una scelta politica che avete fatto, pertanto su questo chiedevo chiarimenti. In merito a quanto dichiarato dall'Assessore mi ritengo ampiamente insoddisfatto.
BORASO - Presidente del Consiglio:
Rumiz, per una breve replica.
RUMIZ – Assessore:
Vorrei ricordare che il PIRUEA è stato fatto dall'Amministrazione precedente, che noi l'abbiamo ereditato e purtroppo noi stessi abbiamo dovuto prendere atto che i confini dell'intervento non erano modificabili.