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Alleanza Nazionale - Mozione nr. d'ordine 606

Logo Alleanza Nazionale Raffaele Speranzon
nr. d'ordine nr. protocollo data pubbl. proponente data protocollo
606 156 09/11/2006 Raffaele Speranzon
 
13/11/2006

 

 

Venezia, 9 novembre 2006
nr. ordine 606
n p.g. 156
 

Al Sindaco
Al Presidente del Consiglio comunale
Ai Capigruppo consiliari
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Generale


 

Oggetto: la realizzazione del sistema tranviario non è una priorità per il nostro comune

 

Il Consiglio Comunale di Venezia


Premesso e considerato che:

· la realizzazione del sistema tranviario non è una priorità per il nostro comune;

· Le città dove il tram funziona e non crea disagi sono quelle che sono state costruite in funzione della tranvia, e si sono dotate di conseguenza di strade ampie che potessero garantire oltre che del tram anche il transito di automobili, biciclette e pedoni;

· I costi di realizzazione saranno elevatissimi per la costruzione della rete, l’acquisto dei mezzi e la specifica formazione necessaria per il personale che sarà addetto alla guida dei tram: circa 160 milioni di euro! E’ evidente che tali ingenti risorse finanziarie potrebbero meglio essere utilizzate per interventi urgenti necessari ed inderogabili quali la salvaguardia di Venezia e la realizzazione di un’adeguata rete fognaria a Mestre;

· La costruzione della linea tranviaria richiede la realizzazione e posa di un binario lungo 20 km e dei cavi aerei necessari all’alimentazione elettrica del tram. Inoltre si rende indispensabile la realizzazione di attrezzature e impianti quali fermate, panchine, marciapiedi, segnaletica stradale (appositi semafori/cartelli). I lavori comporteranno per anni dei disagi insopportabili come la chiusura di strade al traffico, la soppressione di parcheggi con l’inagibilità fattuale delle aree interessate dall’infrastrutturazione a spese dei residenti, dei commercianti e degli automobilisti. Tutto ciò produrrà per un lungo periodo il conseguente aumento dell’inquinamento acustico e atmosferico;

· La linea tranviaria, poichè sarà costituita di sole 2 linee, non è un’alternativa agli attuali autobus. Sostituirà solo in minima parte l’attuale contingente di mezzi ACTV;

· Mestre è una città “morfologicamente” costituita da strade strette. Non è stata costruita in funzione del tram. Quindi il traffico, già caotico, con l’introduzione della rete tranviaria rischia la congestione, con conseguente aumento delle emissioni inquinanti. Inoltre, per fare spazio alle rotaie si dovranno eliminare alcune piste ciclabili o comunque sarà impossibile prevederne di nuove lungo il tracciato;

· Si tratta di una sorta di filobus ma con le peculiarità del tram. Sarà caratterizzato infatti come il tram da trazione elettrica ma avrà solo un binario. Questo binario non permetterà di avere l’agilità di manovra che viene consentita invece ai filobus. Qualora un ostacolo si presenti lungo la sua linea, il tram non potrà fare altro che investirlo o, nel caso di un soggetto mobile (auto, moto, bicicletta) non potendo sorpassarlo, sarà costretto a seguirlo per la durata del suo percorso. Si provocheranno così nella migliore delle ipotesi insopportabili ritardi, che esaspereranno i cittadini, già provati da un traffico caotico. Inoltre, le ruote di gomma che caratterizzeranno il “Translohr”, provocheranno ulteriori disagi. In caso di neve, ghiaccio, o condizioni climatiche particolari, la non sperimentata capacità di frenata delle gomme renderà la rete tranviaria un ulteriore pericolo per i cittadini;

· Il rischio costituito da questi “mezzi ancora oggetto di sperimentazione”, si è già reso evidente nell’esempio di realizzazione tranviaria urbana a noi più vicino, il “Translohr” di Padova. Qui in fase di “pre-esercizio” poche settimane fa un tram è addirittura deragliato andando quasi a rovinare dentro la vetrina di un negozio;

· A Padova la realizzazione della rete tranviaria ha già provocato inevitabili disagi arrecati dalle rotaie della linea. Sono decine le persone cadute dalla bicicletta mentre attraversavano i binari. E proprio a causa delle rotaie, costituite da una canaletta inserita nel suolo, il comune ha già dovuto pagare ai cittadini una serie interminabile di rimborsi. Si è addirittura giunti a vietare, da parte dell’amministrazione padovana, l’utilizzo delle biciclette in determinate zone. Arrivare a ridurre l’eco-traffico delle biciclette per fare spazio al tram è un’assurdità;

· Nel caso sopravvenga un qualsiasi problema di manutenzione della città (es. rete fognaria…) sarà necessario bloccare temporaneamente la linea tranviaria e tornare agli autobus lungo tutto il percorso della linea.



CHIEDE AL SINDACO, ALLA GIUNTA, AD ACTV:

1. dopo una puntuale valutazione dei benefici e costi dell’opera, di sospendere la realizzazione della tranvia “translohr” anche in considerazione del fatto che l’unico vantaggio paventato dai suoi sostenitori, la riduzione dell’inquinamento, oltre ad essere decisamente esiguo, comporta costi e disagi assolutamente sproporzionati.
2. di investire maggiori risorse per ammodernare i mezzi actv e aumentare il numero degli autobus e la frequenza delle corse;
3. Di iniziare la sperimentazione di autobus ad idrogeno, come già accade in molte città europee; gli autobus di cui i cittadini fanno uso quotidianamente utilizzano infatti dei motori a gasolio obsoleti ed altamente inquinanti.

 

Raffaele Speranzon

 
  1. Raffaele Speranzon
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  3. punto di vista di
 
Pubblicata il 09-11-2006 ore 00:00
Ultima modifica 09-11-2006
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