| nr. d'ordine | nr. protocollo | data pubbl. | proponente | assessore competente | data protocollo | data scadenza | tipo risposta |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 822 | 57 | 01/03/2007 | Raffaele Speranzon |
Vicesindaco Michele Vianello |
02/03/2007 | 01/04/2007 | scritta |
| tipo comunicazione | data pubblicazione | testo |
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| risposta in Consiglio comunale | 22-10-2008 | Leggi |
Venezia, 1 marzo 2007
nr. ordine 822
n p.g. 57
Al Vice Sindaco Michele Vianello
e per conoscenza
Al Sindaco
Al Presidente del Consiglio comunale
Ai Capigruppo Consiliari
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Generale
Oggetto: sanzioni amministrative.
Tipo di risposta richiesta: scritta
PREMESSO che ormai da tempo vengono dai vigili preposti al moto ondoso rilevate continue sanzioni alle ordinanze sul traffico acqueo, in modo particolare per infrazioni la cui rilevanza appare decisamente modesta;
che viene segnalato come la maggior parte di queste sanzioni sono rilevate dall'Ispettore Amatulli in associazione con altri vigili a continua rotazione;
che viene segnalato che la modalità di accertamento è effettuata prevalentemente senza fermare i natanti che compiono le infrazioni con giustificazione che la pattuglia sarebbe impegnata in altre rilevazioni con il telelaser;
che la mancata rilevazione, vista la velocità ridotta dei natanti (ai quali infatti non viene contestato il moto ondoso), è sempre possibile con un richiamo acustico visto che non vi è nei canali ampi descritti nei verbali la possibilità di intralciare il traffico come accade su strada;
che la mole di ricorsi obbliga l'avvocatura civica ad intervenire nonostante la scarsa rilevanza degli importi delle contravvenzioni;
che in una situazione di emergenza moto ondoso appare una inutile perdita di tempo la contestazione di infrazioni minori che, oltre ad impegnare le pattuglie presenti, aggravano l'amministrazione di onerosi contenziosi a spese dei contribuenti;
che le infrazioni rilevate in fattispecie trattano in prevalenza la non ottemperanza della distanza di tre metri dalle briccole, infrazione per cui manca un qualsiasi riscontro oggettivo;
che appare difficile come un vigile, per sua dichiarazione impegnato in controlli con il telelaser, possa valutare correttamente e da distante una infrazione non documentabile;
che appare difficile che una pattuglia impegnata con il telelaser possa individuare la mancata segnalazione acustica di un altra imbarcazione all'incrocio con altri canali;
che quando viene contestata la non chiara esposizione della bandiera indicante il servizio appare impossibile, per evidenti motivi, accertare se si tratti di un natante in servizio o fuori servizio, quando sarebbe bastato fermarlo per conoscerne l'effettiva funzione;
SI CHIEDE
Quante delle 5142 infrazioni alle norme non di velocità dichiarate dai vigili nel 2006 siano state accertate dall'ispettore Amatulli;
Quante volte sia stata rilevata dall'Ispettore stesso la mancata distanza dalle briccole (art. 1 ord. comm. nr. 9/2002);
Di conoscere se in occasione della rilevazione di queste infrazioni nella stessa giornata siano state rilevate dall'Ispettore Amatulli con apparecchiatura di telelaser eventuali eccessi di velocità ed in che numero;
Di conoscere quante volte, sempre in occasione di infrazioni non di moto ondoso, siano state accertate dall'Ispettore Amatulli le infrazioni fermando i natanti e quante volte in assenza del trasgressore;
Quanti ricorsi siano pendenti presso l'amministrazione per infrazioni non al moto ondoso ed in quale percentuale rispetto agli accertamenti;
Con quale modalità e criterio oggettivo, se ve ne fosse una, viene accertato che un natante, spesso distante dal rilevatore (peraltro impegnato in altro tipo di controllo), sia a meno di tre metri dalle briccole;
Cosa impedisca la contestazione sul posto al trasgressore (cosi come previsto dalle vigenti leggi) visto che la pattuglia ha il tempo di identificarlo e richiamarlo senza alcun ostacolo alla navigazione;
Se può una pattuglia impegnata con il telelaser avere il tempo di rilevare altre infrazioni;
Se il rilevamento di queste infrazioni minori obbedisca ad una precisa strategia ed ordine superiore quando la priorità dovrebbe essere data alla lotta al moto ondoso;
Se non si ritenga opportuno istruire i vigili preposti al moto ondoso affinché svolgano in pieno al loro compito precipuo anziché perdere tempo in contestazioni minori che, oltre a far perdere tempo alle pattuglie stesse, aprono lunghi contenziosi giudiziari che assumono certamente energie in carico all'amministrazione comunale e rischiano oltretutto di essere onerose in caso di giudizio negativo da parte dell'amministrazione giudiziaria.
Raffaele Speranzon
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